Mi è tornato in mente in questi giorni un assunto diquarant’anni fa di Erich Fromm che scriveva:
“E’ difficile localizzare la nostra esatta posizione nell’arco storico che porta dall’industrialismo del XIX e  XX secolo al futuro. E’ più facile dire dove non siamo.
 
Non ci muoviamo verso un maggiore individualismo ma stiamo diventando una civiltà di massa sempre più soggetta  alla manipolazione”.

Son passati quarant’anni, gli avvisi dati sono passati inascoltati; la manipolazione continua in questi anni è stata così intensa da non farci rendere conto della realtà attuale.
Auspicando  una “rivoluzione della speranza”,chiariva cosa la speranza non è: non è aspettare che qualcosa avvenga, è adoperarsi affinchè il cambiamento si realizzi.

 La speranza, nel passaggio dalla passività all’attività, è rivoluzionaria!!
Qualche giorno fa il capo del Governo (governare significa anche “prendersi cura di……”) annunciava, senza chiarire, una sua rivoluzione.
Nel momento in cui lo dice si rende conto che i più gli crederanno in quanto la sottile manipolazione è tale da confondere una speranza inconscia con la speranza conscia. Quando promette agli infausti abruzzesi: “a settembre basta tende”, la speranza conscia (quella ragionata) porterebbe a dubitare di quello che sente;  viceversa la speranza inconscia lo porta a credere, ad illudersi di avere presto un tetto e pareti solide. Un dato è sicuro ad oggi il 53% delle abitazioni sono agibili, un altro 15% è recuperabile e siamo a quasi il 70%.
Un buon 10% si accontenterà di uno ospizio, di un albergo o sarà disposto a trasferirsi altrove, e ci sarà chi troverà disponibilità in seconde case di parenti e amici.
Resterà una piccola percentuale insoddisfatta   in dei prefabbricati (elettoralmente inespressiva). “Bisogna accontentarsi” sarà il messaggio subliminale “non possiamo fare tutto subito”.

 E qual è la seconda manipolazione?

 E’ questa: non aver fatto niente per quell’80% che ha sperato passivamente e ottenuto tanto (ovvero nulla perche le case non erano inagibili o comunque erano facilmente recuperabili), che non si rendono consciamente conto di questo ma conserveranno nei futuri passaggi in cabina elettorale il ricordo del buon Governo.
 
Tornando a ruota alla rivoluzione accennata dal governatore (anche la stalla si governa) qual’è questa sua rivoluzione? Cosa dobbiamo aspettarci?
 Niente paura è solo manipolazione:dare l’mpressione di un cambiamento  improvviso innestando l’attesa. 
 Aspettare sempre, quindi speranza passiva, alla fine tutti saranno felici di
 essere semplicemente vivi dopo una rivoluzione che non c’è stata ma che se ci fosse stata chissa cosa avrebbe generato.
 Così muore la capacità di distinguere il falso dal vero, il conscio dall’inconscio.

Francesco 8bg  23 aprile 2009

Un Commento a “DOVE SIAMO ORA? (scritto da Francesco8bg e inserito nel blog da Semplice)”

  1. lorenzo.RM scrive:

    Caro Francesco, le manipolazioni ci sono ma non sono più numerose di prima, solo più evidenti per via dei mezzi di comunicazione molto più raffinati. Ma, prescindendo da esse, e prescindendo anche dalle rivoluzioni, che non hanno portato mi mai niente di buono, dobbiamo camminare e cogliere in quanto ci viene detto o suggerito quanto può essere utile a farci andare avanti. Quindi, io penso, meno discettazioni perfezioniste e filosofiche e più concretezza nei comportamenti, magari stimolando di più e meglio tutti quelli che asseriscono di voler fare e poi se ne dimenticano

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