E adesso giochiamo con le lettere!!! con le parole e anche con le immagini.
Abbiamo scherzato con i numeri e Paola ci invita a scherzare con le lettere. Mi viene subito in mente l’anagramma, pratica antichissima nota tra gli ebrei dove i cabalisti giocavano con “i misteri ed i segreti che sono intrecciati nei versi di lettere”.
Gli anagrammi, noti ai greci ed ai romani, servivano spesso per effettuare pratiche magiche come nell’oniromanzia.
Spesso servivano a scoprire i caratteri personali che si pensava fossero celati dentro la parola o il nome.
Molti li hanno usati come pseudonimo, vedi l’esempio del poeta romanesco Trilussa, anagramma di Salustri.
Infatti certi anagrammi come quello di Roberto Benigni, che è “birbone integro” fa pensare veramente che “nome omen“,
come se il nome fosse artefice del destino …. però se pensiamo a:
Giulio Andreotti…………..”già lui…ò drittone“
oppure
Emilio Fede………………….è mio fedel
Serena Grandi……………..gran sederina
Monica Bellucci …………..colma i cineclub
Silvio Berlusconi………….il visino burlesco (sic.)
Giorgio Armani………….grigio armonia
ma la più bella è
Azienda Camorristica = Democrazia Cristiana
Potremmo andare avanti all’infinito…….
ad esempio il nostro grande direttore Enrico, anagrammato è cerino (non me ne voglia), ma possiamo divertirci anche con alcuni eldyani….
il caro amico Angelo diventa Galeno, il poetico Domenico si anagramma in Nicodemo, il maledetto toscano Giulio diventa il napoletanissimo ò Luigi,
la cara Alba si trasforma in Baal (dio cartaginese), ovviamente non potevo mancare ….
Franco Muzzioli si trasforma in un razzo filmico (cioè in un razzo da cinema ……almeno lo ero !!!!!),
come non citare la nostra redattrice ed amica Paola Contri che diventa pan articolo (cioè un articolo onnicomprensivo ….pensate un pò!),
ma il più bello è l’anagramma di PARLIAMONE , che è MANIPOLARE…..e non c’è magia nelle parole?
(FrancoMuzzioli o meglio “razzo filmico”)
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Quando alla fine dell’articolo di Franco Muzzioli sui numeri ed i giochi con i numeri, vi dissi che si poteva giocare anche con le lettere, accennai al più famoso palindromo dell’antichità che nasconde tanti misteri nel suo significato arcano: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS e dissi che ne avremmo riparlato…
(adesso però lascio a voi il divertimento di cercare la soluzione…)
Infatti con le lettere e con le parole ci si può divertire moltissimo, numerosissimi sono i giochi. Franco ve ne ha mostrato un tipo: gli anagrammi. Io ve ne propongo altri.
I palindromi (parole che si possono leggere in tutti e due i sensi sia da sinistra a destra che al contrario) possono essere sul tipo di ANILINA-ANILINA o di ENOTECA-ACETONE e si possono comporre anche frasi intere.
Volete qualche esempio?
Palindromi del tipo enoteca-acetone possono essere:
eresse-essere
avaro-orava
ave-Eva
Ivan-navi
Palindromi del tipo anilina-anilina
ingegni
ossesso
radar
aerea
la parola più lunga di significato compiuto è “onorarono”
Poi ci sono le parole inventate che hanno una parvenza di significato, come:
l’otturarutto (strumento idraulico) e l’accavallavacca: (macchina per stivare una vacca su una vacca, o anche una vacca su un cavallo).
E infine, ma giusto una curiosità: Saippuakivikauppias (in finlandese, “venditore di lisciva”: è la parola palindroma -19 lettere- più lunga del mondo)
Per quanto riguarda le frasi intere la tentazione di scrivere enunciati di questo tipo la ebbero già i greci e i romani: “In girum imus nocte et consumimur igni” (andiamo in giro di notte e siamo consumate dal fuoco) che si riferisce alle falene o alle torce o ad altro…
Altri esempi:
è avida mara, ma diva è
era poeta e di nome Semonide, ateo, pare
i tre sedili deserti
e infine addirittura in inglese: madam i’m Adam (l’ipotetica prima frase di un essere umano)
Ma, ve lo dico, ve l’ho detto, ve lo torno a dir di nuovo… ci sono ancora tantissimi giochi con parole o lettere.
Per chiudere ve ne propongo uno basato sull’omofonia di parole che si scrivono in maniera identica o simile, ma hanno significato diverso. Praticamente un bisticcio con lo stesso suono.
Tentiamo di vedere se esistono altre frasi a quadrupla lettura? Sul tipo di questa?
signora che soffre;
signora che s’offre;
s’ignora che soffre;
s’ignora che s’offre.
Ci volete provare voi?
Mi rendo conto che il compito è difficile; infatti, bisogna trovare delle frasi che si prestino ad essere tagliate… per fette perfette.
Su molti fonti battesimali è incisa questa frase: “Νίψον ανομήματα μη μόναν όψιν”, in particolare nella chiesa di Santa Sofia a Istambul. Chi trova il significato?
Ancora un esempio…ma è l’ultimo
Mente sicura è di odio semente: / men tesi cura e…. Dio, Dio se mente!
(pca)
Ed ora tocca a Voi ….divertitevi e, con un po’ di pazienza, giocate anche Voi e proponete.
L’articolo precedente, sulla fortuna, si chiude con un commento di Lucia che sottolinea la credibilità dei numeri “fortunati” o “sfortunati”.
In certe culture il 13 è sfortunato in altre lo è il 17. Allora come la mettiamo?
Franco, a questo punto ci racconta qualcosa sui numeri magici e giocosi. Divertiamoci a leggere e se conoscete altri aneddoti raccontateceli. Altre notizie sono graditissime.
Il fascino dei numeri non è confinato agli studi matematici, fisici ed astronomici, essi possono anche essere gioco e magia. Un primo esempio può essere quello della incisione del Dùrer dal titolo “melanconia”, che potete trovare ovunque e che riporta un piccolo quadrato “magico” con numeri che vanno dall’1 al 16:
16 3 2 13
5 10 11 8
9 6 7 12
4 15 14 1
questo quadrato ha la particolarità di dare sempre lo stesso risultato (34) sia che si sommino i numeri in orizzontale, in verticale e in diagonale.
Altro piacevole giochetto è dato da quest’altro quadrato:
19 8 11 25 7
12 1 4 18 0
16 5 8 22 4
21 10 13 27 9
14 3 6 20 2
Fatelo con i vostri amici, iniziate scrivendo il risultato di un ipotetico conteggio e mettetelo in una busta chiusa, poi chiedete ad un amico di segnare con la matita un numero della tabella, cancellate quindi tutti i numeri della stessa riga e della stessa colonna (orizz. e vert.). Fate poi segnare uno dei numeri rimasti liberi ad un altro amico e ripetete l’operazione. Fate questo per cinque volte (cinque amici). Sommate i cinque numeri segnati in partenza confrontate il risultato con la vostra previsione e voilà avete indovinato ….il 57 perché qualsiasi sia l’operazione il risultato sarà sempre solo quello.
Il numero è anche intrigante come con la cabala ebraica che riducendo in numeri le lettere dà la possibilità di ottenere il “numero del destino”. Utilizzando questa tabella :
1 2 3 4 5 6 7 8 9
A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R
S T U V W X Y Z
Esempio…Paola = 7 – 1 – 6 – 3 – 1 ..sommo ed ottengo 18 dato che i numeri magici vanno da 1 a 9 si avrà 1+8 = 9
Per ottenere il numero del destino questa operazione la si fa anche con il cognome e con la data di nascita, altro esempio:
Franco Muzzioli 19/10/1937 = 6 – 9 – 1 – 5 – 3 – 6 – 4 -3 – 8 – 8 – 9 – 6 – 3 – 9 – 1 – 9 – 1 - 0 – 1- 9 - 3 – 7 = 111
Come abbiamo già fatto con Paola sommiamo 1+1+1 = 3 ….che è il mio numero del destino…ed ora possiamo guardarne i significati:
1 – è il numero della creazione, dell’inizio, rappresenta Dio ed il primo uomo…il Sole ..la razionalità. Chi lo porta è destinato ad aprire nuove vie, a seguire una strada individuale, a guidare gli altri, imponendo la propria opinione. Autonomo, ambizioso, creativo, intraprendente..è anche leale e generoso, può essere però superbo ed arrogante ..può diventare un leader se sa dominare i lati negativi.
2 – corrisponde alla natura alla luna, quindi alla donna e alle doti femminili, bellezza, intuizione, sentimenti. Chi porta questo numero ama le cose raffinate e sa essere affascinante. E’ un buon partner sia nel lavoro che nella vita ed è un amico fidato. Può avere una sensibilità esasperata ed indulgere nella pigrizia, può essere instabile ed insicuro.
3 - è il numero della completezza, della saggezza e dell’illuminazione che rivela una persona interessante, generosa ed intuitiva, sempre pronto a sacrificarsi per un ideale, ama la vita e gli piace circondarsi di gente. Può però essere superficiale e presuntuoso e spesso inconcludente.
4 – è il numero dell’ordine del completamento della sicurezza, dell’amicizia, ma anche dell’ambizione. Chi lo porta è pronto a raggiungere il traguardo che si è prefissato senza paura di ostacoli. E’ fedele alle persone ed alle sue idee, ma può essere noioso, polemico e pigro.
5 – è il numero della ricerca della libertà interiore. Chi lo porta ama l’avventura, i viaggi, i cambiamenti. E’ ottimista e socievole. Non ama la routine ed è pronto ad ogni esperienza, può però essere incostante ed incerto ed abusare in un certo modo della libertà.
6 – rappresenta due polarità quindi è il numero dell’equilibrio ed in certi casi della dualità. Chi lo porta è idealista e fidato, socievole e coscienzioso. Può però essere meschino e geloso e sprofondare irresponsabilmente nelle sue ansie.
7 – è un numero magico che porta fama, onore e vittoria. Chi lo porta ha capacità creative ed intellettuali ed ha anche un notevole magnetismo, ha doti positive che si esprimono nel lavoro e nell’amicizia. Può però essere introverso, ansioso e depresso. E’ portato per la ricerca scientifica.
8 – è il numero della giustizia della genialità. Chi lo porta ha una personalità molto forte ed una grande volontà, però questo può portare all’egoismo ed alla vendetta.
9 – è il numero della conoscenza individuale e spirituale, della saggezza e del mistero. Chi lo porta è ragionevole ed obbiettivo, intuitivo e può sviluppare creatività nell’ambito artistico ed intellettuale. Può essere lunatico ed egoista con certe punte di autolesionismo.
Termino con qualche chicca, che forse conoscevate già:
il 13 è negativo perché rappresenta i “tredici” dell’ultima cena;
il 17 è sfortunato perché in cifre romane è XVII che anagrammato è VIXI …vissi, cioè sono morto!!!
Visto i numeri quanto possono essere simpatici!
E le lettere?
Abbiamo a che fare con il più famoso palindromo … ma si tratta di un’altra storia…
Schettino, De Falco, Costa, Capitaneria di porto, “inchini”, commenti giornalistici, Vespa, la solita fuga di notizie di informazioni di competenza giudiziaria etc… e chi più ne ha più ne metta.
Fatti e personaggi, ma quanto ne sappiamo noi davvero?
Riflettendo, la tragedia della Concordia, sembra la metafora della tragedia dell’Italia…
E non c’è nulla da fare, l’argomento del giorno è questo. Non riusciamo a non pensarci.
Quante emozioni ci ha suscitato e con quanta ansia abbiamo seguito i fatti in quest’ultimo periodo. Tutti abbiamo ascoltato annichiliti le frasi che si sono scambiate, in momenti altamente drammatici, il comandante Francesco Schettino e il capitano De Falco, capo della sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno. Ancora risuona nelle nostre orecchie la voce di De Falco che urla, indignato e con passione, un ordine perentorio: «Vada a bordo, cazzo!» a uno Schettino annichilito e imbambolato.
Ma una riflessione la vorrei fare: subito tutti a osannare all’eroe! All’eroe De Falco. C’è bisogno di un eroe come per purificarsi.
Ma questo è grave secondo me e non è per niente normale, “che persone che fanno semplicemente il proprio dovere ogni giorno, diventino subito in questo Paese idoli, personaggi, eroi…”
Perché ci sono tanti valorosi di cui nessuno parla, tanti bravi marinai che non meritano adesso nessuna etichetta.
Vi consiglierei di leggere, sul Corriere della Sera: Beppe Severgnini che, col titolo: “Se la normalità diventa eroismo” ci dice come sia sconvolgente rendersi conto che chi fa il proprio dovere, in questo Paese, diventa facilmente un eroe, un idolo. Solo perché ha fatto il proprio dovere con responsabilità e seriamente.
http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_17/severgnini-normalita-eroica-defalco-schettino_9c487ef2-4126-11e1-b71c-2a80ccba9858.shtml
Ed ora ai nostri articolisti: Giuliano ci propone una sua riflessione personale e gli amici eldyani, che proprio recentemente sono andati in crociera nel Mediterraneo, su una grandissima nave, simile alla Costa Concordia, fanno delle considerazioni e ci raccontano la loro esperienza gioiosa (potete andare a rileggerle negli articoli che precedono questo) ma anche i loro pensieri a posteriori. (pca)
I seguenti articoli completano questa osservazione iniziale e si possono leggere facendo scorrere il rullo in basso
1 Considerazioni di Roberta degli Angeli
2 Riflessioni, personali, sul naufragio della Costa Concordia scritto da Giulian.rm
3 Resoconto sulle crociere alle quali hanno partecipato un mese fa Roberta e Porzia
La Costa Concordia era una nave “imbottita” di tecnologia: strumenti sofisticati, sistemi informatici incredibilmente complessi, materiali fantascientifici, mappe computerizzate, GPS satellitare, radar, eliche di prua e quant’altro? La risposta, forse, è: troppa arroganza e fiducia cieca nella tecnologia? La sensazione è che sia il modello “nave da crociera moderna” a essere un po’ limitato nella capacità di affrontare le emergenze, troppa gente da gestire per un equipaggio spesso impreparato, architettura generale della nave che rende tutto molto difficile e non ultimo, il fatto che la tecnologia e le normative non possono comunque evitare l’errore umano, perché una nave imponente e portentosa come il Concordia sembra fatta apposta per dimenticarsi il ruolo che l’uomo continua a giocare nella realtà. Una buona tecnologia non è garanzia d’immunità dal pericolo, il buon senso, invece, arriva anche dove la tecnologia è più carente.
Pur rispettando tutte le severe norme della navigazione, perché si costruiscono transatlantici, e anche traghetti così alti, rischiando di essere meno stabili?
Per ragioni di “comfort”, già, il comfort, ma anche il bisogno di costruire navi con saloni degni di una reggia e capaci di trasportare cinquemila persone.
Una corvetta militare risente di rollio e beccheggio, ma difficilmente si capovolge.
Il disastro della Costa Concordia ha riportato in primo piano la figura del comandante, il grado più elevato nella gerarchia di bordo delle navi mercantili. Ma come si diventa comandante di una nave, in particolare di una nave delle dimensioni di un’ammiraglia come la Concordia?
La prima formazione avviene da allievi nelle scuole nautiche, poi con una serie di certificazioni obbligatorie e altre facoltative. Infine l’imbarco sulle navi e l’esperienza da acquisire a bordo. Dopo un imbarco di almeno un anno con un esame in Capitaneria si diventa terzo ufficiale. Poi, una volta fatta carriera a bordo, se si arriva al grado di secondo ufficiale dopo altri due anni di navigazione, si può sostenere l’esame da capitano. A quel punto, sulla carta, puoi comandare una nave.
In teoria sì, si può essere imbarcati con questa qualifica. In realtà è la compagnia che valuta la preparazione e la qualità professionale e umana dell’ufficiale, e provvede a ulteriori corsi di formazione, prima di affidargli un incarico di questa responsabilità.
Non è sempre andata così: prima del 2007, quando il ministero dei Trasporti ha riformato la materia, la procedura per diventare comandante era diversa…
Prevedeva, infatti, qualifiche differenti (Capitano di lungo corso, Padrone marittimo di 1ª e 2ª classe, Marinaio autorizzato) e periodi di navigazione diversamente articolati: ad esempio l’Aspirante capitano di lungo corso doveva dimostrare quattro anni di navigazione di cui dodici mesi oltre gli stretti di Gibilterra e di Suez.
Ritorno alla mia riflessione: troppa fiducia nelle nuove tecnologie?
Il comandante e un ufficiale di coperta, ridotti in stato di fermo con l’accusa tra le altre di aver abbandonato la nave prima del completamento dell’evacuazione passeggeri.
Vergognoso esempio, se corrispondente al vero, d’inqualificabile oltraggio alla reputazione della marineria italiana.
(E’ chiaro che le procedure della formazione, sopra descritte, riguardano la Marina Mercantile e non la Marina Militare.)
Cari amici, pochi giorni fa, vi ho raccontato della nostra bellissima crociera. Come ricordate eravamo in 4 amici di Eldy, sulla” Magnifica” di MSC crociere. Per noi è stato tutto una favola, perché nulla di brutto è accaduto. E’ andato tutto bene…. ora che vedo la catastrofe che è successa davanti all’isola del Giglio, una nave un po’ più piccola della nostra. Mi vien da ricordare la bruttissima sensazione che ho provato, quando noi abbiamo fatto le prove per l’evacuazione della nave… dire che ero attenta sarebbe sbagliato. Ascoltavo DAVVERO più le mie sensazioni… che gli insegnamenti, pensavo non succederà mai!!!!! Mi preoccupavo perché i miei amici erano tutti nella parte destra della nave!!!! Che Rosa era al 12 piano da sola, invece Leo e Nella erano come me all’undicesimo piano, ma a destra di questa grandissima nave. Ci avevano avvisati, con comunicazione scritta, trovata in camera, delle prove che si sarebbero svolte nel pomeriggio, poi con gli altoparlanti ci hanno ricordato l’evento, io e gli altri siamo scesi in cabina per prendere il salvagente. I ragazzi dei piani erano lì per insegnarci come si indossano i salvagente e indicarci la via da seguire….. ma tutto con la nave in piedi tutti tranquilli, senza l’ansia, che devono aver avuto le persone della CONCORDIA.
Il FREDDO, la PAURA, lo SGOMENTO, chissà quanti sentimenti e quanti pensieri avranno attraversato le loro menti. Se io penso la mia paura dopo che mi hanno inserita in una piccola squadra di circa trenta persone accorgendomi che solo IO parlavo italiano. Ecco in quel momento mi sono sentita smarrita. Dopo poco la prova era terminata, abbiamo raggiunto le nostre cabine dove abbiamo riposto i salvagente, diciamo che avevamo assolto all’ordine che ci avevano dato, ma almeno da parte mia non certo competente, se fosse DAVVERO SUCCESSO L’IRREPARABILE. Fortuna per noi solo gioia e lacrime, sì ma solo quando siamo scesi a vacanza finita.
Penso davvero a queste persone vestite sicuramente leggere, e in un momento di gioia e condivisione come può essere la cena di gala;dover gestire la paura e il freddo ma più che altro IL NON SAPERE COSA STESSE SUCCEDENDO e come sarebbe andata a finire la cosa.
Sandra ci delizia ancora una volta con i suoi racconti e le sue sensazioni.
In un angolo di Grecia, dove passa diversi mesi all’anno, ce n’è di storia…quanta…
E per fortuna Sandra la condivide con noi.
Quando mia figlia e suo marito decisero di andare a vivere in Grecia, costruirono la loro casa in mezzo agli ulivi. Fecero un piano superiore nel quale ricavarono un appartamentino per me, dal quale godo una stupenda vista: in fondo l’orizzonte è segnato da una striscia di mare, man mano risalendo tra gli ulivi verso la mia destra tra due montagne divise da una Valle e unite da un ponte.
Dapprima indifferente ai luoghi che mi circondavano, visto che vi passavo pochi mesi all’anno, finii per interessarmene, quando per caso venni a conoscenza di una storia. Il mare che vedevo in fondo era quello della penisola d’Evia dalla quale, nel 390 a.C. partirono due greci: GIULIO e Giuliano per ordine dell’imperatore Teodosio, per abbattere il culto pagano e costruire 100 chiese.
Incuriosita, perché ad ORTA, dove passo il mese d’agosto, c’è l’isola di S.GIULIO, venni a sapere che si trattava proprio del greco partito da Evia.
Giunto col fratello sulle rive del Lago Cusio (ora conosciuto come Lago d’Orta) decise di fermarsi, mentre il fratello continuava il viaggio e costruire la 100ma Chiesa sull’isola che sorgeva in mezzo al lago, ed era piena di serpi e draghi (simboli del male). Nessuno lo voleva traghettare, perciò stese il mantello sull’acqua e approdò sull’isola, vinse i mostri e gettò le fondamenta di quella che adesso è la bellissima basilica dell’isola di S. GIULIO nella cui cripta riposano le sue spoglie.
A volte guardo quella striscia di mare e penso a quei due fratelli, a quanta strada hanno fatto, a come uno si sia ritrovato laggiù, come se un ponte virtuale abbia unito questa penisola greca ad un lago italiano.
Un po’ più avanti c’è una strada e molto lontano dalla mia finestra si intravede il mare. Nell’estate del 480 a.C. era solo una strettoia e sotto il mare. Leonida, un comandante Spartano che, con 300 uomini, fermò per 3 giorni l’esercito persiano. Ora un monumento ne ricorda l’eroismo. Guardo e penso all’eroismo di quel manipolo di greci, mi sembra di sentire risuonare le urla dei combattenti ed il cozzare delle armi.
Alla mia destra il terreno pian piano sale verso la montagna, divisa da una vallata ed unita da un ponte, sul quale passa la ferrovia che unisce il nord al Pireo, punto d’imbarco.
Anche qui un pezzetto di storia un po’ più recente, l’invasione della Grecia da parte degli eserciti italiani – tedeschi durante la guerra 1940-45.
Sul ponte transitavano i treni pieni di rifornimenti per le truppe, ed il ponte era presidiato dai soldati tedeschi ed italiani. I vecchi greci hanno buona memoria della gentilezza degli italiani che sempre li hanno aiutati, non altrettanto buon ricordo serbano dei soldati tedeschi. Poco prima del ‘45 i partigiani greci aiutati dagli inglesi fecero saltare il ponte, la popolazione in parte formata da pastori fuggì, sottraendosi alla rappresaglia, ma fortunatamente la guerra volgeva al termine. Ora il ponte è di nuovo ricostruito e una festa ricorda l’avvenimento. Ma il mio pensiero si sofferma su quel ponte e pensa a tutti i nostri soldati che vi sono passati, mandati poi sulle isole, e non sono più tornati.


Preferisco soffermarmi sulla piana sottostante, tutta piena di ulivi, mi piace quando soffia un po’ di vento vederli agitare le loro foglie argentate. Mi piace l’ulivo, specie i vecchi tronchi contorti, quasi abbraciati su se stessi, sembrano elevarsi al cielo in una muta preghiera.
Una pianta così umile, non pretende che qualche potatura, un po’ di concime, è di una bellezza particolare e ci dà frutti molto buoni, dai quali ricaviamo quel saporitissimo olio.
Ed infine, quasi vicino a casa, non posso dimenticare una striscia coltivata di ciliegi, a primavera è un incanto, tutta una fioritura candida, sembra una nevicata e, quando sono maturi, è uno spettacolo quegli occhietti rossi che spuntano a ciocche dalle verdi foglie.
Il cielo azzurro è, quando è sereno naturalmente, di un particolare colore brillante ed un sole splendente fanno da corona a questo quadro.
Questo è il pezzetto di Grecia che vedo dalla finestra del mio soggiorno in una giornata di sole; un pezzo di questa terra di pastori ed eroi, museo a cielo aperto, che poco a poco ho finito per amare.
26 novembre 2011 comincia la nostra avventura…..Porzia, Roberta degli angeli, Rosa.mi e Leo.bg sono pronti per salire sulla nave che li porterà in crociera nel Mediterraneo.

Non avevo mai visto da vicino una nave così grande da sembrare un paese galleggiante. Si sale, dopo aver sbrigato le varie pratiche burocratiche, ognuno di noi raggiunge la propria cabina. Non ricordo il percorso dal ponte di ingresso fino alla camera, è stato un guardarmi intorno estasiata, smarrita, mentre ammiravo quei saloni immensi, illuminati da lampadari mastodontici, arredati con specchi enormi, salotti, divani, poltrone di vari colori. Raggiungo la camera e istintivamente apro il balcone, guardo la laguna di Venezia che dall’alto mi appare come fosse un lago e lontano sembra congiungersi col cielo. Metto un po’ in ordine la mia roba ed esco per incontrare gli altri miei compagni. E’ inutile dire che guardavamo con stupore lo sfarzo, lo splendore, l’eleganza che c’era sulla nave. Stupendo fu il buffet di benvenuto offertoci, vassoi colmi di leccornie e di stuzzichini ottimi e in bella vista.
Sentiamo il segnale della partenza per cui ci rendiamo conto che comincia la nostra avventura. Non mi sembrava vero, ma la consapevolezza che dopo 12 giorni tutto sarebbe ritornato come prima mi rattristava. Devo dire con onestà che in questi giorni non mi sono fatta mancare proprio nulla, dalle lunghe passeggiate nelle escursioni, all’esplorazione della nave, alle feste e quant’altro.
Anche il cibo è stato apprezzato molto da me, era tutto invitante, squisito, le pietanze presentate così bene mi facevano venire l’acquolina e nonostante le mie compagne mi rimproverassero, non potevo fare a meno di mangiare. Su quella nave tutto era magico!!!!!!
Cosa dire dei miei compagni di viaggio…
Roberta, una sorella, dolce, comprensiva, serena, ci trasmetteva allegria e felicità, non a caso si rideva sempre da matti.
Leo. bg, un signor cavaliere, corretto, leale, unico nella sua discrezione pari ad un perfetto gentle man.
Rosa. mi., per me è stata una vera scoperta. Una persona squisita, non invadente, di una sensibilità enorme, schietta ma allo stesso tempo esuberante tanto da improvvisare delle scenette comiche con Leo da far ridere noi e le persone che ci erano vicine, anzi molti ci ringraziavano per averli fatti divertire con le nostre battute. Insomma ogni giorno era un continuo ridere e divertirsi del resto con un’allegra compagnia come la nostra m i sembra anche ovvio.
Molto interessanti dal punto di vista culturale sono state le escursioni, tutti paesi ricchi di fascino e di emozione per la loro storia, per la loro cultura. Lo scenario che si presentava ai miei occhi quando siamo sbarcati all’isola di Rodi è stato davvero mozzafiato. Piante enormi di bouganville rosse facevano da cornice ai tanti palazzi e negozi mentre Ibiscus rosso fuoco dominavano i giardini e le piazze. Un mare azzurro e un cielo turchino mi davano l’dea di un dipinto meraviglioso.
La storia di Rodi è davvero affascinante, la città è suddivisa in 3 parti;quartiere dei cavalieri, quartiere turco e quello ebreo.Il quartiere dei cavalieri conserva testimonianza dei cavalieri di San Giovanni che dopo la cacciata da Gerusalemme si rifugiarono a Malta. Stupendo il porto all’ingresso del quale si notano due colonne sormontate da due cervi di bronzo. la leggenda dice che in quel luogo sia stato edificato “Il Colosso di Rodi”. Ricco di storia è il Palazzo del gran maestro, distrutto da un’esplosione e ricostruito in stile medioevale nel 1912, durante l’occupazione italiana nella città.
LIMASSOL: seconda città dell’isola di Cipro, famosa per le sue lunghe tradizioni culturali, per i musei e i siti archeologici. E’ un grande centro commerciale per Cipro ed è famosa per il suo Carnevale che occupa il 3° posto dopo quello di Rio e di Venezia. Siamo diretti a Paphos dove troviamo la roccia da dove è sorta dalle acque del mare, secondo la leggenda, Venere dea dell’amore. Importante il monastero ecclesiastico di San Neofytos del XII secolo con straordinari affreschi bizantini. Famoso il vino passito
(kumandaria) che è una grappa rosata con aggiunta di cannella, 45° e si dice che chi la beve è un vero uomo.
HAIFA: Terza città dello stato di Israele apre le porte di accesso alla Galilea. Il porto di Haifa è nato nel 1934 per trasportare il petrolio dall’Iraq. L’escursione fatta in Israele per le persone di fede cristiana, e per gli appassionati della storia antica è stata affascinante, soprattutto il ripercorrere i luoghi che ricordano la vita di Cristo.
NAZARETH: Basilica dell’annunciazione, una chiesa sorprendentemente moderna, costruita nel luogo dove l’arcangelo Gabriele annunciò a Maria che sarebbe diventata la madre del Cristo. I luoghi religiosi sono tanti, ognuno con la sua storia, Monte degli ulivi da dove lo sguardo si spazia in un panorama mozzafiato, il Muro del Pianto, il luogo ebraico più sacro a Gerusalemme, la via Dolorosa, la più sacra ai cristiani di tutto il mondo, in ricordo del cammino percorso da Cristo fino alla sua crocifissione, la Basilica del Santo sepolcro.
MASADA: è il sito storico, per me, più interessante di Israele. Si dice che Erode il Grande fece costruire una fortezza tutta per lui, e un palazzo un po’ più distante per la sua famiglia. Masada è situata sulla sommità dell’altopiano roccioso dove troviamo la più antica sinagoga del mondo. Da questo punto si poteva ammirare uno spettacolo unico al mondo. Tutto intorno roccia deserta e all’orizzonte il punto più basso della terra, il MAR MORTO, 400 m. sotto il livello de mare e dal color cobalto con tutte le sue varie sfumature. Dato il suo elevato contenuto salino, le acque del mar morto non sono potabili e non consentono alcuna forma di vita, ma hanno proprietà terapeutiche ed effetti benefici per la salute. Affacciandosi la sera al ponte della nave, il Monte Carmelo ci regala una vista straordinaria con mille luci colorate dando l’idea di trovarsi di fronte un immenso presepe. Cosa dire dei Giardini BAHAI, un’altra meraviglia, sono i giardini pensili più grandi del mondo dichiarati patrimonio dell’umanità, sono davvero uno spettacolo senza pari. Così come ripercorrere le stradine di Haifa si ha l’impressione di rivivere oltre 4000 anni di storia con il suo bazar multicolori.
KATAKOLON: villaggio di pescatori, il suo faro è attivo dal 1865 e rappresenta il punto di accesso per Olimpia, dove per oltre un millennio gli antichi Greci si radunavano ogni 4 anni al sorgere della luna piena per celebrare i giochi sacri in onore di Zeus. Ai giochi olimpici potevano partecipare atleti di tutta la Grecia, ma solo se cittadini liberi. I tedofori avevano l’obbligo di annunciare lo svolgimento dei giochi. Le donne non erano ammesse, altrimenti rischiavano la pena di morte. Ci siamo allontanati dalla Grecia lasciandoci alle spalle le isole del Dodecanneso e tutta la storia dell’antica Grecia.
DUBROVNIK: qui l’ingresso al porto della nuova città è stato molto tranquillo, permettendoci di ammirare il grande ponte autostradale che sovrasta il suddetto porto. Il panorama che ci offre Dubrovnik è un vero paradiso terrestre, come diceva Bernard Shaw.
Mercoledì 7 dicembre h 9, porto di Venezia – si scende: la corsa è finita, si ritorna alla solita routine della vita quotidiana.
Bilancio: porterò nel cuore questa magnifica esperienza, non solo per l’arricchimento del mio bagaglio culturale, ma per le persone che mi hanno affiancato con le quali ho condiviso i momenti più belli ma anche quelli meno di questa esperienza.
La nostra crociera comincia il venerdì quando io e Galante arriviamo alla stazione di Vicenza per accogliere Rosa.mi, Leo.bg e Porzia. Dopo una piccola sosta a casa mia, si va per la cena e lì ci raggiunge Sergej con la moglie, poi una tisana insieme, la notte passata, al mattino si accende la macchina e via al pulman.
Il giorno della partenza è arrivato, si diceva agli amici vi racconteremo le nostre sensazioni, saremo un po’ con voi, invece li pensiamo, ma non possiamo dialogare con loro perché le connessioni sulle navi sono costosissime. E poi le attrazioni sono tante, ci si perde del tutto, allora eccomi, tra un cambio di vestiti e un altro, sono qui amici a digitare per voi.
La partenza da Venezia e stata un tormento, fila controlli infiniti, ma quando abbiamo messo i piedi sulla nave tutto era passato, l’accoglienza bellissima, noi quattro già al buffet pensavamo, lì ci siamo persi per la prima volta, abbiamo riempito i piatti di tanti piccoli bocconcini di cibo perché volevamo assaggiare un po’ di tutto. La prima sera, tutti eleganti, abbiamo trovato i nostri posti al ristorante sul ponte 6; un posto bellissimo tutto violetto, dai divani alle tovaglie. Finita la cena, servita con grande gentilezza da Rio, un bellissimo ragazzo filippino, ci siamo tuffati nel teatro, dove dei giocolieri si sono esibiti per noi, finalmente ci siamo salutati e buona notte…
Elegantissimi ci ritroviamo come da noi accordato al ponte tredici: foto tutti insieme con il comandante, uauo maaaaaaa caspita ci è costata 19,90 euro hai hai hai!
Siamo già al teatro e ci fermiamo per vedere lo spettacolo che è davvero molto bello. Usciamo, siamo sempre molto allegri, ci rechiamo alla cena, poi toccatina al casinò, persi un po’ di soldini, ci diamo la buona notte, domani si va a Rodi quindi ci si deve alzare presto: notte carissimi amici!
“Toc toc chi è?” “Sono Rosa cara” mi è venuta a dare la sveglia, poi va a svegliare Nella e infine Leo, eccoci ancora insieme al ponte tredici, oggi si fa la colazione lì per assistere all’attracco, poi, dopo il riconoscimento pullman si va a Rodi, che è una bellissima isola, con reperti storici, un anfiteatro e case che ricordano il passaggio del comando degli italiani al tempo del fascismo. Poi una stella di Natale grande come una pianta di mele è davvero bellissima, con un po’ di mal di piedi ritorniamo sulla nave, controllo borse, direttamente alle cabine ciabatte a noi, dieci minuti tutti a pranzo, poi ci diciamo “amici ci ritroviamo alle 17e30” ci sarà il saluto del giornalista che ci segue, per pubblicarci sul giornale che tutti i giorni troviamo in cabina. Al pomeriggio dopo il solito riposino facciamo una partitina in attesa della cena, sto vincendo, improvvisamente spengono la luce e comincia un rumore fortissimo. Ci accorgiamo che c’è un elicottero della croce rossa giusto sopra di noi e seguiamo le operazioni che si avvicendano; scendono due medici e issano a bordo dell’elicottero una barella. Cosa sarà successo a quella persona? chi lo sa? Chissà se lo sapremo davvero mai.
Oggi giorno intero di navigazione che ci dà modo di girare un po’ tutta la nave, ma anche ci riposiamo in attesa di scendere quattro giorni di fila per visitare le bellissime città di Israele.
Si comincia con varie foto poi partitina a carte ecco arrivate le tredici, noi in fila, vassoi in mano, in un attimo sono riempiti, un momento dopo erano vuoti, un saluto e un riposino…..
E sera ci guardiamo lo spettacolo verso le 24 ci salutiamo e nanna. La mattina scendiamo a Cipro la pensavo un’isola verdeggiante invece è molto brulla la poca acqua che c’è la rende cosi. Insieme noi ci troviamo bene le chiacchiere le risate, intanto Rosa e Nella vanno avanti, io rimango con Leo, facciamo anche un piccolo furto io faccio il palo, ci prendiamo 3 buonissimi mandarini era davvero una vita che non ne mangiavo di così buoni.
È piacevole stare insieme per l’armonia che si è creata, ci teniamo compagnia, si fanno piccole confidenze, si sta sempre in armonia ridendo di piccole defaians di qualcuno di noi. I primi giorni Leo si perdeva sempre ci dicevamo troviamoci al ponte 13 lui non arrivava ma se pensiamo che il piano è lungo quanto la nave capite che con 10 ascensori che portano allo stesso piano basta sbagliarne uno e si va da tutt’altra parte, ecco la ricerca per ritrovarlo e le risate.
Imparato quello, Leo perde alle carte o perdo io ecco altro motivo di risate
Ieri siamo andati a Masada è stata una escursione molto bella anche se lunga nel tempo ci siamo svegliati molto presto per la colazione e per accedere ai pullman non prima di aver passato lo stretto controllo delle autorità di Israele, poi l’incontro con la dolcissima guida un signore che potrebbe essere un utente di Eldy dato i capelli molto bianchi, la sua competenza nello spiegare in due lingue, dato che insieme a noi c’erano i francesi, visita al castello di Erode molto bello e ben conservato lì abbiamo visto molti ragazzi di scuola che imparano la storia sul posto, abbiamo anche notato che molti di loro avevano la pistola alla cintura erano si e no 13 14enni che stupore davvero, anche lì sopra c’erano una trentina di soldati con il mitra in spalla, abbiamo saputo sempre dalla nostra guida che gli ebrei sono obbligati al servizio militare compiuti i 18 anni sia le donne che gli uomini.
Io, Leo e Nella abbiamo fatto il bagno nel Mar Morto che stupore per me non aver la sabbia sotto i piedi ma moltissimo sale e galleggiare, galleggiare, in quel mare abbiamo fatto lo scrubb certo non si deve rimanere più di 15 minuti perché fa proprio male alla salute, una doccia calda ed eccoci ancora sul pullman verso la nave; ci ritroviamo a fare i comici per tutti gli altri passeggeri del pullman si rideva delle battute fatte tra Leo e Rosa, me e Porzia abbiamo riso cosi tanto che poi gli altri passeggeri ci hanno ringraziato del piccolo spettacolo improvvisato arrivati di corsa a cambiarci poi si va a cena al 5 piano che bello anche questo piano cena alla fine due balli una con il carissimo Leo poi un delizioso ragazzo dello staff vestito da pagliaccio mi ha fatto ballare mi ha raccontato che è messicano. Dopo poco ci salutiamo perché anche domani ci si alza presto Nazzaret e Cana ci aspettano. Drin Drin “Sono la sveglia mandata da Eldy per svegliare le donne” il mio spiritoso Leo mi da così il buon giorno, dopo poco ci ritroviamo per la colazione e poi tutti insieme al teatro per prendere il numero del pullman. Si parte subito e si va a Nazzaret lì vediamo la chiesa nuova che comunque è molto bella anche i reperti antichi dove c’è la storia di Gesù dove lui e nato così comincia il conto del dopo cristo. In Nazzaret scopriamo le spremute di melograno ecco un’altra diversità.
Lasciamo quella città per recarci a Cana dove ce stato il miracolo del vino lì c’è un otre di pietra dove si dice fosse contenuta l’acqua che poi diventerà vino e molto buono.
Poi altra specialità caffè con bacche di cardamomo offerto dalla guida dove in seguito abbiamo comprato piccolissimi gadget; rientro alla nave giusto per il nostro pranzo fatto come al solito con mille piccoli assaggi, riposino sul poggiolo con il sole caldo che ci riscalda. Alla 16 tè poi partitina oggi ha vinto Rosa ci si saluta, tutti a prepararsi la cena e il ballo ci attendono. Che bellissima serata cena veneziana i camerieri con le fasce in vita tricolore oggi festa italiana. Sulla nave sembra di essere in una babele pacifica e con molta voglia di divertirsi. Stasera a teatro ce musica lirica , poi si va al ballo caraibico possiamo fare tardi domani solo navigazione.
Eccoci tutti sul solito ponte ma oggi si vendono le cose a prezzo più buono e noi come bambini comperiamo dei piccoli pensieri per quelli di casa ma come faremo a riportarli già abbiamo un casino di cose. La giornata passa stancamente perché sì ci sono molti ponti da vedere e molte cose da fare ma noi oggi siamo pigri e riposiamo godendoci questo bellissimo sole caldo lo si fa più volentieri pensando al freddo che troveremo al nostro ritorno.
Domani si attracca e andremo ad Olimpia oggi non è molto bello anzi prima dell’attracco piove poi fortunatamente il tempo ha retto e abbiamo visitato i resti dei templi la nostra guida e davvero brava una ragazza giovane. Si rientra pranzo oggi si riposino ma alle 16 puntuali come orologi te e biscottini partitina e via cena e spettacoli a non finire, nanna e domani Dubrovinic che bella città lì c’è anche piccola processione con i bambini di scuola in onore di San Nicolas rimaniamo fino alle 13 poi noi torniamo in nave sempre stretti controlli di perquisizione alle borse perché non si porti nessun oggetto di offesa. Noi siamo sempre allegre ma adesso si comincia a pensare che la nostra vacanza giunge al termine e ci si sente sì contenti di ritornare ma anche assaporiamo con più consapevolezza la nostra fortuna di aver partecipato a una vacanza così bella.
Ecco il 6 dicembre siamo a Ravenna scendiamo come sempre noi 4 come i moschettieri ci giriamo il centro città lì compriamo piccole cose che ci fanno sorridere sempre con gioia si rientra in nave tutti vassoi in mano per un ultimo pranzo poi tutti in camera a preparare le valige eccoci con le ginocchia a spingere per riuscire a chiuderle ma si devono fare diverse borse per contenere tutte le nostre piccole spese.
Ci ritroviamo per la cena poi si va al bar per ultimo ballo con il nostro carissimo Leo ultima sera si va a letto presto domani si deve lasciare le camere presto poi tutti in attesa di sbarcare e via con il pullman per me, invece i miei carissimi amici prendono un taxi e via verso Mestre per poi raggiungere Milano, tra poco saremo ancora insieme nella nostra chat ELDY.
La fortuna e la speranza, due punti di vista…
Finite le feste e con l’estrazione dei biglietti della lotteria, che si fa tradizionalmente il 6 gennaio, si ripropone un tema quello della fortuna, delle vincite e…
Ma due dei nostri amici eldyani ne parlano affrontando l’argomento in modo molto dissimile. La “dea bendata” dell’antichità per Lucia ci traccia la strada, ma poi sta a noi percorrerla e non è dovuto al caso.
I commenti e le considerazioni sono tutti per voi (pca)
Fortuna scritto da Lucia Baciocchi
Nell’antichità Fortuna era una dea bendata, il cui bacio cambiava il destino. Oggi potremo credere ancora che la buona sorte dipenda solo dal destino a noi assegnato? Nell’anno appena scorso gli italiani hanno speso cifre iperboliche per acquistare il biglietto della lotteria o semplicemente un gratta e vinci per tentare la fortuna, non è il caso di dire che sognare non costa niente. Ma cosa vuol dire essere fortunati? Qual’è quel poker magico che ci conduce sulla strada giusta? Forse è la strada che ognuno di noi scegli con sacrificio e coraggio per ottenere tutto quello che abbiamo desiderato? Voglio raccontarvi la mia recente esperienza.
Questi giorni di fine anno sono stata vicina a un uomo che mi ha insegnato molto, nel mezzo di grandi difficoltà l’ho sentito affermare: “ Vedrai tutto si risolverà, questi non sono problemi grandi”. Ho notato un’ombra nello sguardo. Ha continuato: “Sicuramente, una malattia importante. Ma non voglio dargli peso”. Grande lezione di vita, sicuramente dovrò imparare molto da lui, io che sono sempre in cerca di sicurezze, che ho mille dubbi e vedo spesso le situazioni in negativo. Non lo sapevo ma quest’uomo è fortunato, ha una fortuna che molti di noi non avranno mai, sa stare dove è, sa stare bene con se stesso, sa trovare una sua pace interiore.
Per me questa è la Fortuna, non so se riuscirò a raggiungerla.
I gratta e vinci delle speranze perdute scritto da Franco Muzzioli
Un articolo sul Venerdì di Repubblica, parla dell’azzardo come nuovo oppio degli italiani.
E’ un settore che in un anno ha fatto spendere al nostro paese un decimo dei consumi globali, per lo Stato è una tassa mascherata, per le mafie un modo di riciclare.
L’articolista dice….” spennarli di meno, spennarli tutti è semplice ed efficace”…..
1° – Tenere i prezzi bassi del tagliando gratta e vinci.
2°- Far vincere quei polli una volta due euro, un’altra cinque in modo da non interrompere l’emozione, inducendoli a ritentare la sorte a ripetizione.
3°- Applicare gli stessi criteri anche a quelle macchinette colorate del rimbambimento che sono le slot macchine e inchiodare lì gli stessi polli, con la sigaretta tra le labbra, a schiacciare il bottone a guardare la ruota che gira…..”
…….”e così gli italiani si avviano allegramente a spendere entro l’anno 74 miliardi di euro !”……………
L’impietosa rappresentazione che fa Luigi Irdi è quanto mai veritiera, quando vado nei supermercati ed è ormai pratica quotidiana, vedo soprattutto gli anziani spender mezza pensione per “grattar speranza” o concedersi addirittura l’emozione di quel bottone pigiato con quelle figurette che girano….cocomero…ciliegia……..susina…..faccia di cow boy ……e l’adrenalina sale, con la speranza che qualche gettone scenda e che la sfortuna abbia cambiato strada.
Queste anziane e questi anziani con le loro borse della spesa poco capaci, semmai non mangiano…..ma un colpo di fortuna val pure una bistecca!
Senza contare il lotto ed ora i vari sistemi di gioco on line .
Il giornalista termina dicendo che questa è certamente una bolla speculativa e, quando esploderà, farà purtroppo passare la voglia a tutti di grattare uno stupido tagliandino colorato.
Questo come solito è il mio pensiero e quello del giornalista citato e non vuol essere di certo il Vangelo, capisco che a volte per difendersi dalla vita è indispensabile fumare una sigaretta, bere un goccetto o grattare un tagliandino …nessuno può assurgere a giudice………ma gradirei il vostro parere.






































