scritto da paolacon il 12 04 2015

Alfred-Sandro ci regala un altro dei suoi racconti e, scanzonato come spesso sa essere, ci sorprende con un finale…

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-Hai paura?

-No! Te l’ho detto mille volte, non ho paura, e poi ci sei tu!

-Ok me lo hai detto ma ora ci siamo davvero e sta facendo buio.

-Sei stanco? vuoi che ci fermiamo un po’?

-Ho un po’ sete!

-Tieni…

-Solo un sorso, come mi hai insegnato. Così  mi disseto e non mi appesantisco la pancia.

-Bravo!

-… non sono stanco ma ci vorrà ancora molto?

-Ahahaha scommetto che invece hai paura!

-Ti ho detto di no, papà, non ho paura, non mi trattare sempre come un bambino per cortesia!. Ma qui nel bosco non mi pare che ci possa essere un posto dove fermarci questa notte!

-D’accordo non ti arrabbiare, ancora dieci minuti e vedrai che saremo arrivati. Alla fine di questo bosco c’è una grande radura, ci fermeremo li.

-Ma tu papà, come lo conosci questo posto?

-Ci venivo da ragazzo quando ero nei boys scouts, ero capo quadra.

-Ci sono rimasto finché non ho conosciuto la mamma e poi ho dovuto abbandonare!

-Perché? a lei non piaceva? Non avrebbe potuto essere anche lei boys scout?

-Innanzitutto le ragazze si chiamano scout-girl  e poi sarebbe stato difficile per lei ….

-Perché papà?

-Ricordi il nonno come era, no? Severissimo! Non glielo avrebbe mai permesso!

-Si, era molto severo, anche se lo ricordo poco. Ma ne serbo un bel ricordo: mi faceva giocare spesso e mi teneva sulle ginocchia. Ricordo ancora l’odore dei sigari che fumava! E ricordo che cantava bandiera rossa per fare arrabbiare la nonna. Taci che ti sentono…..gli gridava lei!!

-Tra poco saremo arrivati e potremo riposarci , poi monteremo la tenda e ci prepareremo qualcosa da mangiare.

-Meno male, ora davvero cominciavo ad essere stanco, papà.

-Ecco, posa lo zaino mentre apro il sacchetto della tenda, cosi poi mi aiuti a montarla.
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                                                                         §§§

Era la prima volta che papà mi portava in gita, lui ed io, da soli.

Erano passati diversi anni da quando mamma era morta e lui era caduto in una terribile depressione.

Prima era sempre allegro, sorridente, spiritoso…… quando tornava al venerdì sera dalle sue trasferte arrivava ogni volta con una sorpresa che in fondo non era neppure più una sorpresa: sapevamo che sarebbe arrivato con qualcosa, per cui ce lo aspettavamo e saremmo rimasti delusi se non lo avesse fatto.

E ogni volta riusciva a sorprenderci . Erano sempre cose curiose che trovava nei suoi lunghi viaggi attorno al mondo.

Una volta, in particolare, ricordo,  ci fece aprire un pacchetto.  Era tutto eccitato e aspettava le nostre reazioni. Dentro c’era un vecchissimo libro.

-Guardate, disse, è originale….. tutto scritto a mano in arabo antico!

Lo maneggiava con tanta delicatezza che per un momento ho creduto potesse essere uno dei libri dei Vangeli tanta era l’importanza che gli dava!

Il dono era per tutti e due: per me e per la mamma e la delusione fu di entrambi.

La reazione di papà fu violentissima.

-Non gradisci mai niente di quello che porto a casa ! Disse urlando rosso in viso.

-È così tutte le volte, tutte le settimane, quando torno.  E mi stai mettendo contro anche lui, mio figlio!

Non era vero…….. Mamma ed io eravamo sempre contenti di rivedere papà e non capivo perché dicesse quelle brutte cose.

§§§§
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-Beh! che ne dici? Con la camminata fatta per arrivare fino qui, il caldo, la sete e montare poi, anche la tenda, sembra buona anche questa roba in scatola…. no??

-Il fuoco lo spegniamo poco prima di dormire, come mi hanno insegnato negli scouts…..e intanto ci scaldiamo un po’ perché qui alla notte è freschetto anche in piena estate.

-Papà? oramai sono grande, mi dici perché litigavate sempre tu e mamma? Ho bisogno di sapere, papà!

-Guarda che bella luna piena c’è questa sera, e quante stelle…. figliolo! Da casa nostra da anni non si vedono più le stelle…….

-Sei imbarazzato, papà? forse non sono abbastanza grande per capire?

-Non è facile per un padre ammettere i propri errori sai?

-Provaci, papà!

-Capitava a volte, che telefonassi a casa perché avevo bisogno di qualche documento o informazione che non avevo con me ed allora la chiedeva alla mamma.

-Bene, molto, troppo spesso, il telefono era occupato oppure non rispondeva nessuno. E questo si è verificato per molto tempo.

Dopo le prime volte mi sono insospettito, poi, il sospetto, è diventata una fissazione, infine ossessione.

Mi ero convinto che avesse un amante con cui passasse il suo tempo in mia assenza e questo, avrebbe spiegato le sue assenze e le sue lunghe telefonate.

-Ma, papà…..!!!

-Aspetta! . Allora chiesi l’aiuto di un amico che lavorava per un investigatore….

Dopo non molto tempo Guido, cosi si chiamava, mi disse che si la mamma usciva tutti i giorni, ma andava al circolo dove organizzavano lavori, raccolte, pasti per i poveri che affollavano il circolo….Insomma io credevo che mi tradisse ed invece era volontaria!

Non ho avuto il coraggio di confessarle di aver dubitato di lei. Era già malata e in poco tempo volò via!

Mi prese il rimorso e caddi in una profonda depressione, ricordi? Tu eri ancora piccolo e non potevi capire.

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§§§§§

-Bene, giovanotto, sono contento che ti sia piaciuto, ne ero certo. So benissimo cosa si prova le prime volte che si dorme all’aperto e siamo stati fortunati di aver trovato bel tempo.

Forza, zaino in spalla e in marcia….. domani mi tocca andare al lavoro………..

-Dimmi un cosa, figliolo….. ti ha imbarazzato la storia che ti ho raccontato ieri sera?

-A proposito della mamma?

- Sì…….   Ma sai perché papà?…

Guido, quel tuo cugino, frequentava assiduamente il circolo e veniva a cena tutte le sere da noi e stava da noi tutte le notti……

Portava sempre un regalino a me e alla mamma…………

§§§§§§§
bosco8Nel bosco, al loro passaggio, si sentiva solo lo stormire delle foglie e lo scricchiolìo di qualche ramo secco mentre, improvvisa, saliva una densa nebbia grigia che avvolgeva ogni cosa, anche la mente……
bosco9

Che ne pensate? Ve lo sareste aspettato?

 

 gs sangue

 

Il mistero dei gruppi sanguigni

Chi ha subito una operazione chirurgica o ha fatto analisi del sangue approfondite (come i donatori) , conosce di certo il suo gruppo sanguigno che è formato da una o due lettere (A- B) o dallo 0 , più l’RH  positivo o negativo.

E’ una classificazione in base alla presenza o all’assenza di antigeni sulla superficie dei globuli rossi ,che possono essere proteine, carboidrati, glicoproteine o glicolipodi , questi elementi  sono trasmessi per via ereditaria.

Non voglio scendere in approfondimenti medico/biologici  perché non ne ho titolo e conoscenze , ma mi voglio divertire a parlare delle stranezze, più o meno suffragate dalla scienza ufficiale, di questi nostri fattori genetici.

Seguendo una certa letteratura nutrizionalista del professor Peter D’Adamo si evince che i vari gruppi sanguigni hanno un loro coinvolgimento sull’individuo e sulla sua alimentazione.
gs

Ad esempio :

Il gruppo 0 – quello del  cacciatore raccoglitore , è il più antico , risalirebbe a circa 40.000 anni fa , appunto quando gli uomini erano cacciatori e raccoglitori e si nutrivano di pesci, carne, bacche ,radici e semi. Quindi chi appartiene a questo “gruppo” ha un buon sistema immunitario e digestivo e i suoi cibi ottimali sono carne , pesce , frutta e verdura.

Il gruppo A – l’agricoltore  risale a circa 20.000 anni fa e si tratta di individuo con metabolismo opposto a quello 0. Ha un apparato digestivo ed immunitario meno forte e la sua alimentazione dovrebbe essere essenzialmente vegetariana con legumi, verdura, frutta, cereali e semi.

Il gruppo B – il pastore nomade  risale a circa 10.000 anni fa ed è un onnivoro a tutti gli effetti.

il gruppo AB – il moderno  risalirebbe a circa 1000 anni fa , cioè in epoca medioevale e la sua alimentazione  è intermedia tra il gruppo A e B.

Consideriamo ora il fattore RH o antigene Macacus  Rhesus , anche questo è sulla superficie dei globuli rossi ed è presente in oltre l’85% della popolazione mondiale . Questa proteina presente nel primate citato (scimmia) , avvalorerebbe la teoria Darwiniana dell’evoluzione della specie .
gs macacus gs sangue 3

Ma perché allora circa il 15% della popolazione è priva di questo fattore ?

Intanto vediamo come sono distribuiti i vari gruppi sanguigni:

0- RH positivo  è il 40 % della popolazione mondiale (gruppo sanguigno progenitore)

A- RH positivo  è il 36%        “

B- RH positivo  è il 7,5%       “

AB-RH positivo è il 2,5%      “

0- RH negativo  è il 7%         “

A-RH negativo   è il 6%         “

B-RH negativo   è l’ 1,5%      “

AB-RH negativo è lo 0,5%     “

Il 40% di quel 7,5% di 0-RH negativo è circoscritto in area europea (nord Spagna-sud Francia- Italia) e quasi assente in Africa – Asia e Americhe. A, B e AB con RH negativo sono conseguenze di quel 0-RH negativo primigenio.
gs tabelladonazionesangue

Si pensa che questa “mutazione” risalga a circa 35.000 anni fa in una ristrettissima area e quindi in pieno gruppo 0.

E’ una “mutazione ” per ora inspiegabile inoltre, come si sa, lo 0-RH negativo può donare il sangue a tutti , mentre lo può solo ricevere da quelli del suo stesso gruppo.

E’ quindi  possibile che esistano due tipologie di esseri umani , una che deriva dal Macacus Rhesus  e l’altra no ….simili ma geneticamente diversi ?

Nella maggioranza degli individui con gruppo 0-RH negativo si riscontrano caratteristiche particolari : sono bianchi ,di razza indoeuropea con capacità cognitive e sensoriali maggiori della media.

Abbiamo a che fare con sangue alieno ?

Ho come gruppo sanguigno 0-RH negativo ……….devo cominciare a preoccuparmi ?
gs alieni

C’è qualche altro Eldyano che entra nel “gruppo” dei mutanti ?

scritto da paolacon il 1 04 2015

 

                   Per non dimenticare e farci una risata

Pensate al proprietario chissà se si sarà fatto una risata

Pensate al proprietario chissà se si sarà fatto una risata

 

escher Pesci cielo e terra Gianni Maran
ANCHE L’ARTE NON SI DIMENTICA DEL PRIMO APRILE

con pezzi rigurgitati dal mare Pesci Daniela Verducci acrilico

manet natura morta pesci andy warhol fish

 un fiore

Una piccola variazione nel programma, la questione di un attimo e il corso della propria vita cambia.

In tanta tragedia di queste ultime ore, con lo schianto dell’aereo dell’Airbus, compagnia Germanwings, siamo venuti a conoscenza di due fatti diametralmente opposti.
Il caso ha salvato molte vite, lo stesso caso ne ha inesorabilmente condannate altre.

Quel volo, i ragazzi della scuola tedesca, in visita a Barcellona per uno scambio culturale tra scuole, sono stati a un filo per perderlo e salvarsi da un destino atroce.
I ragazzi si sa, sono sventati ed una delle ragazze del gruppo aveva dimenticato, in casa della famiglia ospitante, a Barcellona, il passaporto e tutti i suoi documenti utili per il viaggio. Il gruppo non sarebbe potuto più partire.
Ed ecco entrare in gioco il caso, quel caso, quella sorte che i latini chiamavano fors e da cui sono derivati tanti vocaboli italiani tra cui la parola fortuna. Ma è stata una fortuna?
La sorte si è materializzata nelle vesti della famiglia ospitante, che con generosità si è precipitata in aeroporto a consegnare il nefasto passaporto, così che le 14 ragazze e i 2 ragazzi hanno potuto “felicemente” prendere quel volo e precipitare nel baratro.
fortuna

E la dea bendata ha colpito ancora, stavolta in modo positivo:
i componenti della squadra di calcio svedese:  Dalkurd Borlänge, si sono salvati per miracolo, proprio grazie ad un cambiamento di programma fatto all’ultimo minuto.
La squadra aveva giocato a Barcellona e doveva tornare in Svezia, ma ci sarebbe stata una lunga attesa per la coincidenza a Dusseldor e così è stato deciso, di cambiare volo.
I fatti parlano da soli.
Concludo con una notazione di Knut Hamsun scrittore norvegese Nobel letteratura 1920
“Un caso che finisca bene è Provvidenza, un caso che termini male è destino.”

C’entra il destino? La provvidenza?
È solo il caso che decide delle nostre vite?
Una coincidenza?
Perché?

A chi ne ha voglia una propria riflessione …
(pca)

 Piccole emozioni, ogni giorno ce ne può essere una… inaspettata…
Vita vissuta, quante cose abbiamo tutti da raccontare…
Alfred-Sandro ce ne racconta qualcuna ogni tanto.
Io mi domando e domando a chi legge: “Mi sarei comportato come lui? Oppure avrei agito diversamente?”

barbiere

..col pennello morbido, Domenico, mi spazzolava il collo e cianciava, cianciava.
Cianciava di cose di cui mi rendevo conto, ripeteva
automaticamente da chissà quanti anni a tutti quelli che da sempre gli passavano sotto per farsi tagliare i capelli, adattandosi nel tempo alle varie mode.
Da sempre, da quando ragazzino imberbe spalmava di brillantina le teste di operai bruciati in volto dal calore dei forni dell’acciaieria, alla domenica mattina prima della messa, prima di tornare a casa col paccheto delle paste.
Il grande specchio rifletteva il mondo alla rovescia e nonostosante andassi in quel locale da anni e da anni quegli specchi stessero lì, ogni volta cadevo nel trannello: le persone riflesse che passavano sul marciapiedi non andavano in direzione della chiesa ma in direzione opposta, verso la farmacia….., e questo mi occupava la mente per i venti minuti che dovevo stare sulla poltrona del parrucchiere e tutte le volte lo specchio mi imbrogliava!
Quando entrava un nuovo cliente, al rumore della porta che si apriva, se non coperto dal frastuono del phon, veniva spontaneo osservarlo riflesso nello specchio. Era alle tue spalle ma era come averlo di fronte ed era inevitabile che pure lui, entrando, guardasse nello specchio, per cui erano due sguardi che si incrociavano involontriamente, pur dandosi le spalle.
barbier   barber
E fu proprio uno sguardo furtivo come quelli, che mi fece sobbalzare dal seggiolone senza poggiatesta, perché ormai il barbiere non è più barbiere ma “acconciatore”, ” hair-studio” e gli uomini non si fanno più radere. … con le bi-tri- quadri lama e i rasoi elettrici…..non serve più!
Era meglio John Wayne quando alla richieta del barbiere del selvaggio West se avesse dovuto fargli il contropelo radendolo, gli rispose solennemente
< NO. …PULITO MA UOMO! >.
Non lo vedevo da anni, ma quello sguardo nello specchio l’ho riconosciuto immediatamente… Moltissimi anni.

Eravamo ragazzi assieme, stessa età, stesse compagnie, stessi bar, spesso lui a casa mia , spesso io a casa sua.
Anche un anno a scuola assieme…..
I film di indiani e cow-boys ci avevano convinti a diventare “fratelli si sangue”: ci siamo procurati una lieve ferita al polso per essere fratelli con lo stesso cerimoniale dei films.
Arco-e-Frecce
Eravamo poveri allora. I giochi erano in strada. Decine di bambini che giocavano allegri, vocianti , sudati e sporchi, con le ginocchia e i gomiti spellati, sporchi e spettinati…….. ma felici.
Non c’erano pericoli allora. Andavamo noi a cercarci i pericoli arrampicandoci sui muri , sugli alberi, con le spade di legno e gli archi e le frecce fatte con rami freschi, flessibili.
arcoarcl'arco
Mi guardò anche lui per un attimo nello specchio, entrando… Certamente mi vide, non sono certo che mi riconobbe.
Erano davvero passati tanti anni, troppi. Eravamo cambiati. Cambiati nell’aspetto, cambiati nella testa, cambiati in tutto.
Eravamo molto poveri allora..
Alessandro Pomi l'ubriacoQuando suo padre tornava a casa ubriaco, incerto sulle gambe con stuoli di bambini che lo rincorrevano, lo deridevano, lo spingevano, gli urlavano in coro spregiativamente “spassin, spassin, spassin…” (spazzino) perché era netturbino e le poche volte che che non beveva o aveva bevuto poco riusciva a recarsi al lavoro.

Pieter Brueghel il Giovane L'ubriaco portato a casa dalla moglie (1616)

Pieter Brueghel il Giovane L’ubriaco portato a casa dalla moglie (1616)

E lui, se ne vergognava….

I bambini sanno essere molto crudeli……

 

Ho incrociato il suo sguardo attraverso lo specchio seduto sul seggiolone del barbiere e ho rivisto Peppe per un attimo, lungo in terra, sulla soglia di casa mentre blaterava qualcosa di incomprensibile e la moglie venirgli incontro con gli ochi lucidi.
Ho pensato che forse anche lui incrociando il mio sguardo abbia avuto la stessa visione …
forse ha rimosso tutto, forse veramente non mi ha irconosciuto

Ho pensato fosse giusto rimuovere pure io…… fare finta di non riconoscerlo.

Domenico mi ha tolto gli ultimi capelli dal collo col morbido pennello, un ultimo colpo di spazzola…..sono uscito dal locale senza voltarmi ……

senza salutare…… col groppo in gola!

scritto da paolacon il 11 03 2015

TURNER
Joseph Mallord William Turner (Londra, 23 aprile 1775 – Chelsea, 19 dicembre 1851) pittore romantico inglese, precursore dell’Impressionismo.

 

nona  undicesima

Turner il pittore della luce, maestro di grandi paesaggi ad olio, anche abilissimo acquarellista.
Il pittore del mare, delle grandi battaglie, della Laguna e di Venezia

William Turner - La Battaglia di Trafalgar

William Turner – La Battaglia di Trafalgar

William Turner - La Battaglia di Trafalgar 1822

William Turner – La Battaglia di Trafalgar 1822

 Ancora un omaggio a Venezia

pescatore in Laguna

pescatore in Laguna

scritto da paolacon il 8 03 2015

Jean-Honoré Fragonard, Fanciulla che legge, 1770, Washington, National Gallery of Art

Jean-Honoré Fragonard, Fanciulla che legge, 1770, Washington, National Gallery of Art

scritto da paolacon il 25 02 2015

 Franco ci parla del sonno e dell’insonnia, dandoci tanti consigli per dormire bene ed io faccio una carrellata di pittori che hanno dipinto i “dormienti”…

Sonia Delaunné Jeune fille endormie 1907

Sonia Delaunay Jeune fille endormie 1907

 

La poesia di Antonino  ” notte calda “, pubblicata di recente mi ha fatto scattare la voglia di parlare del “sonno” che con l’età può diventare un problema.
Le romancier Raymond Radiguet, vieJean Desbordes, from 25 Dessins d'un Dormeur, 1929Desbordes dormeur5dessins_dormeur_cocteau_II

Quanti prendono “la pillolina”, la valeriana, la melatonina, la camomilla, quanti si svegliano dieci volte per notte  per il malino alla spalla, per il cuscino troppo duro, per l’incontinenza . Stai lì con gli occhi spalancati a guardare le fessure delle tapparelle non completamente abbassate, non vuoi disturbare la compagna o il compagno che sembrano vecchi diesel appena avviati……hai un bel da mettere i tappi nelle orecchie ! Ti alzi piano piano e vai davanti alla televisione, che alle ore piccole ti propina le cose più impensate ….e tanto interessanti che dopo dieci minuti ronfi come un contrabbasso.

albert anker la sieste

Ho letto che ci sono cose che assolutamente non si devono fare prima di coricarsi:

1) non si deve mangiare subito prima di andare a dormire perché gli “spuntini della mezzanotte” alzano il livello di insulina nel sangue
2) non si deve dormire con troppa luce nella stanza, perché la luce interferisce con la melatonina che regola il ritmo sonno-veglia
3) non si devono assumere troppi liquidi prima di andare a dormire ….per evitare le corse al bagno
4) non si deve fare attività fisica troppo tardi, perché aumentano dopamina e adrenalina ….eccitanti
5) non si deve usare il computer a letto perché le luci del monitor interferiscono con la melatonina
6) non si deve tenere nella camera da letto la temperatura troppo  alta perché il corpo fa fatica a raffreddarsi per il sonno
7) non si devono indossare indumenti troppo stretti che intralciano i movimenti involontari
8) non  si deve  andare a dormire “quando ti capita”, i ritmi circadiani aiutano la fase del sonno
9) non  si deve fumare e assumere alcolici prima di dormire
10) se non dormi non stare a rigirati per il letto….e peggio !
schlafender_knabe

Se proprio non riuscite a dormire, oltre che contare le pecore, come già detto, cercate in TV un qualche talkshow politico (avete l’imbarazzo della scelta), una volta facevano inc…are………ora fanno dormire.

 

a Giordano Bruno

Alla luce dei nuovi orrori commessi dall’Isis …ragionavo su di un articolo di Corrado Augias , che paragonava la tremenda esecuzione del militare della Giordania al rogo di Giordano Bruno nel 1600. Dice che il cardinal Bellarmino voleva dare dell’esecuzione una enfasi mediatica , come fanno questi folli integralisti,  per spaventare l’Europa settentrionale , che stava sposando in massa la tesi luterana.

….”Lo spettacolo del filosofo legato al palo, la lingua inchiodata dalla mordacchia, avvolto dalle fiamme doveva servire di ammonimento a chi fosse tentato di lasciare la retta via per seguire i protestanti “…..

Il paragone ci può stare perché l’Isis  sta facendo di tutto per “spaventare”  con filmati di una crudezza estrema….mi pare però che la reazione dell’Islam sia ,ora, abbastanza decisa. La Giordania ha immediatamente impiccata la terrorista che aveva nelle sue carceri .

Adriano Sofri scrive un articolo intitolato ” quando il perdono è più forte della vendetta” ,dicendo che l’esecuzione della donna obbedisce all’automatismo della ritorsione.

Quando nel medioevo scendevano sulle pacifiche terre sud Europa  le orde barbariche , l’unica cosa era difendersi e cercare di abbattere questa furia devastatrice che non rispettava nessun canone morale.

Forse Sofri si rivolge agli individui ,che singolarmente possono anche perdonare , ma le orde barbariche, non sono più da considerarsi consessi di esseri umani, ma branchi di lupi rabbiosi …se poi sono degradati da una teocrazia mal interpretata ed assassina ,sono solo da sterminare.

Quindi non vendetta, non automatismo della ritorsione , ma necessaria difesa di quei valori di civiltà ,che fino ad ora abbiamo bene o male conquistato, per non ritornare in un medioevo prossimo venturo.
GiordanoBruno mnemonic

scritto da paolacon il 27 01 2015

Franco Muzzioli ci propone di riflettere e discutere su una domanda ben precisa

Il terrorismo è una malattia?

Ho letto un articolo sulla neurologa Kathleen Taylor dell’Università di Oxford dove si afferma che il fondamentalismo religioso ed altre forme ideologiche nocive alla società , potranno essere curate come malattie mentali.

La strategia anti-terrorismo futura è la neuroscienza, perché gli sviluppi nella  ricerca mostrano che saremo in  grado di controllare la nostra mente ed anche prevenire forme di convincimenti estremi ……..”Smetteremo di vedere la radicalizzazione basata su una ideologia o un culto ,come una scelta personale frutto di libero arbitrio “.  La Taylor ha dichiarato che varie forme di estremismo potranno essere considerate una sorta di devianza psicologica e quindi un disturbo mentale. La ricercatrice ha dichiarato di non riferirsi esclusivamente al fondamentalismo islamico , ma ad ogni forma di convinzione estrema suscettibile di provocare danni sociali.

Fin qui è la notizia…….personalmente sono certo che ogni tipo di fondamentalismo è la negazione della ragione ….ma mi sorgono tante perplessità. Dove finisce il raziocinio e comincia la patologia ?

Buttare cibo in quantità industriali, mentre popolazioni vicine muoiono di fame, non è forse una “pulsione” patologica che fa danni sociali ?

Votare embarghi contro le armi e contemporaneamente produrne sempre di più e più sofisticate …non è un ossimoro sociale patologico ?

Si potrebbe abbondantemente spaziare nei plagi della pubblicità, della moda, della politica…..ed in generale della “religione del consumismo”.

Non vorrei dilungarmi troppo perché  gradirei un vostro parere su di un argomento che mi pare abbastanza spiazzante.

Le stragi di questi ultimi giorni a Parigi.
Avreste o avete partecipato alle manifestazioni di solidarietà?

Lo ritenete utile e significativo?
Charlie Hebdo manif

scritto da paolacon il 8 01 2015

 

Che spaventoso risveglio la mattina dopo della Befana!
La libertà di stampa e di espressione prima di tutto.
Libertà alla critica e all’umorismo.
In ricordo delle 12 vittime di Charlie Hebdo: “Nous sommes tous Charlie”

Leviamo le matite in segno di solidarietà
Leviamo le matite in segno di solidarietà
scritto da paolacon il 6 01 2015
Bartolomei Pinelli Befana

Bartolomeo Pinelli Befana 1821

In molti paesi il 6 di gennaio, si festeggiano i Re Magi che portano doni, a Roma, nella tipica tradizione romana, c’è la “BEFANA”, storpiatura della parola Epifania (parola di origine greca, come buona parte del nostro vocabolario e che significa “manifestazione”, cioè manifestazione del Cristo in forma umana e divina ai Magi)
Ma la “befana” romana è una veccia signora, molto rugosa, ricorda un po’ una strega, vola su una scopa,  porta doni. Contrasto di sentimenti nei bambini che ne hanno paura, ma l’aspettano trepidanti e la mattina del 6 gennaio corrono a controllare se le calze che hanno appeso la sera prima, sono state riempite di dolciumi o di carbone.
L’incisore e pittore romano Bartolomeo Pinelli (Roma, 20 novembre 1781 – Roma, 1º aprile 1835) ha dedicato varie sue opere alla tradizione della Befana
Spero abbiate passato una BUONA BEFANA

Befana a piazza Sant'Eustacchio

Befana a piazza Sant’Eustacchio

E siccome con la Befana, finiscono tutte le feste di questo periodo, torniamo alacremente a lavorare…

scritto da paolacon il 26 12 2014

NATIVITà NELL’ARTE E NEI SECOLI

Lorenzo Lotto, Natività, 1523

Lorenzo Lotto, Natività, 1523

 

Giorgione, L'Adorazione dei pastori, o meglio 'Natività Allendale' 1500-1505 circa

Giorgione, L’Adorazione dei pastori, o meglio ‘Natività Allendale’ 1500-1505 circa

 

Albrecht Dürer  “Altare Paumgartner”  1496-1504

Albrecht Dürer “Altare Paumgartner” 1496-1504

 

Andrea Mantegna L’Adorazione dei pastori’ 1450-1451

Andrea Mantegna L’Adorazione dei pastori’ 1450-1451

 

Beato Angelico ‘Natività’ 1446/50

Beato Angelico ‘Natività’ 1446/50

 

Bramantino  “Adorazione del Bambino” 1485

Bramantino “Adorazione del Bambino” 1485

 

Caravaggio ‘Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi’ 1609

Caravaggio ‘Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi’ 1609

 

Correggio ‘Natività con i santi Elisabetta e Giovannino’ 1512

Correggio ‘Natività con i santi Elisabetta e Giovannino’ 1512

 

Alessandro Filipepi detto il Botticelli “Natività mistica” 1501

Alessandro Filipepi detto il Botticelli “Natività mistica” 1501

 

Giotto “Natività di Gesù e l’annuncio dei pastori” 1305

Giotto “Natività di Gesù e l’annuncio dei pastori” 1305

 

Leonardo Da Vinci “Adorazione dei Magi” 1482

Leonardo Da Vinci “Adorazione dei Magi” 1482

Completiamo questa galleria d’arte con l’Oratorio di Natale di Bach

Nativita_con_i_santi_Francesco_e_Lorenzo

Un caro amico di Eldy, Leo, ha ritrovato qui in Parliamone questo bellissimo e suggestivo articolo di Pino (adesso Pino5.rm)
Profondo nel suo ricordarci un Natale spirituale.
Ve lo ripropongo così com’è, inclusi i commenti di allora, il post non ha preso una ruga, sebbene siano passati ben 5 anni. Farà piacere leggerlo a chi allora non c’era.
Buona lettura, nella vigilia di un sereno Natale.
Colgo l’occasione per porgervi i miei AUGURI di cuore! (pca)

Cari Eldyani, in attesa del Natale vi sottopongo alcune riflessioni su una delle feste più belle dell’anno. Penso che a volte le tradizioni, se pur belle perché cadenzano e sottolineano la ricorrenza, a lungo andare negli anni, soffocano e fanno perdere il valore intrinseco della festa. Senza alcun dubbio la convivialità, il pranzo, lo scambio di auguri, lo scambio di regali, dovrebbero corroborare ed accompagnare la gioia del Natale che comunque non dovrebbe scaturire da queste attività ma dal valore profondo della festa.

Purtroppo le stringenti proposte commerciali del periodo, la spinta ad un consumo sfrenato per la organizzazione di pranzi luculliani e le preoccupazioni di cosa regalare all’uno o all’altro, contribuiscono a far perdere il vero significato della festa.

nativita  3 Il Natale è la celebrazione della nascita di Gesù, nato da Maria a Betlemme, dove Lei e suo marito Giuseppe si recarono per partecipare al censimento della popolazione organizzato dai Romani, (infatti le famiglie avevano l’obbligo di farsi registrare nei luoghi di origine del capo famiglia). Tale celebrazione, non annoverata tra le festività cristiane dei primi due secoli, comincia a comparire a partire dal terzo secolo subentrando probabilmente a precedenti festività pagane: le celebrazioni del solstizio di inverno o le feste dei saturnali romani. L’ipotesi che la festa liturgica del Natale sia sorta per sostituire la festa pagana, nel tempo sembra si sia ridimensionata a favore di una origine autonoma della festa avvenuta all’interno delle comunità cristiane.
Le prime comunità cristiane festeggiavano la natività del Natale congiuntamente alla Epifania, (parola greca dal significato di: manifestazione, comparsa, nascita) che commemora la visita dei magi (dignitari e ministri di altre nazioni) che portarono alcuni doni a Gesù riconoscendone la sua Maestà. Come dice Papa Ratzinger  “Lo sguardo dei Magi arrivava lontano: erano persone che andavano alla ricerca di Dio e quindi di se stessi…”
Il Natale dovrebbe quindi porre in evidenza il realizzarsi dell’“Emmanuele, il Dio con noi”; quindi la nascita di Gesù determina un’entrata a piè pari del divino nella natura. Cioè il Dio che, ripiegatosi verso la natura creata, si presenta all’uomo nella persona di Gesù e parla all’uomo faccia a faccia, senza più veli o intermediari; quindi lo Spirito che prima aleggiava nel mondo e parlava attraverso i profeti, ora parla all’uomo in via diretta, tanto direttamente che lo stesso Gesù viene appellato come il “LOGOS” il “ DEI VERBUM ” che tradotto è “Parola, Discorso di Dio” il suo parlare, rivela all’uomo il pensiero e la vera natura di DIO, di un DIO non come era pensato precedentemente: Dio giustiziere, fustigatore, pronto a colpire l’uomo in caso di errore, ma di un Dio PADRE, di un Dio AMORE, comprensivo aperto al perdono e pronto ad accogliere a braccia aperte l’uomo che, esercitando il libero arbitrio, sceglie di invertire la rotta ed intraprendere la strada giusta.
nativita Il Padre, attraverso Gesù, ha dato all’uomo una “buona notizia”, una novità, una promessa, una “sicura Speranza” come dice San Paolo, racchiusa nel riconoscere Lui unico vero Dio al di sopra di tutto; ha dato la buona notizia di una vita eterna concreta, una vita vera, una vita nuova che inizia proprio quando tutto sembra perduto: “La risurrezione”.
Queste sono le cose che dovrebbero far generare la gioia profonda del Natale; purtroppo, come dicevo prima, a lungo andare il corollario ed il contenitore è diventato contenuto, ed il contenuto si è perso o per lo meno non appare più.
Noi più che farci travolgere dalle tradizioni troppo spinte ed abbandonarci ad inutili sfrenatezze che sempre accompagnano tali periodi di feste, dovremmo trovarci sempre in uno stato vigile  “… vegliare è quindi vivere liberi nei confronti delle cose presenti, è vivere nell’invisibile, è vivere nel pensiero di Cristo tale quale è venuto una prima volta e tale quale deve venire, è desiderare la sua seconda venuta, nella memoria piena di amore e di riconoscenza per la sua prima venuta.” Cardinal John Henry Newman(1801-1890)
è con tali pensieri che auguro a voi tutti il buon Natale.
Pino.sa        21Dicembre 2009