scritto da paolacon il 26 06 2016

 1racconto

Eccovi tutti i raccontini scritti da voi, giocando con le parole che vi erano state date, gli autori sono in ordine alfabetico; ho aspettato un po’ a pubblicarli tutti insieme, perché mi auguravo che ce ne fossero ancora.
Sono uno più bello dell’altro, COMPLIMENTI A TUTTI!!!
E un grazie a tutti i partecipanti!
Potremmo ripetere l’esperimento, che ne dite?
*****************************************************************
Le parole da usare erano:

ALBERO, ARTIGIANA, ARTIGIANO, COLORI, DISPIACERE, LAMPADA, OBBEDIRE, SERA, SONNO, TAVOLO, TAZZA 

 

1scrivere-un-racconto

 

ALFRED-SANDRO
vieni via… vieni VIAAAAAA….. qui tra poco ci sarà il finimondo..!!!
no!…perchè dovrei..??
Sali ti dico, ti conviene obbedire! Ti porto al sicuro!!
Ma cosa vi è saltato in mente? Perchè fare tutto quel casino?
Ti sei preso una bella botta in testa, perdi sangue.
Dai, siedi qui al tavolo che ti medico, accendi la lampada!!
Che dispiacere vedere dei giovani come te comportarsi da stupidi per una partica di calcio, ma che vi prende quando siete allo stadio?
Non vi bastano i goals , i falli, i fischi dell’arbitro?
Macchè fischi e goals!! a noi piace fare casino, creare confusione, fare danni e fracassare tutto e magari fare anche male a qualcuno!
Ma siete pazzi? ti sei preso una bella botta in testa e lo chiami divertimento? Piuttoso stai attento se ti venisse sonno prima di sera.
Toh! bevi un po’ di te’ in questa tazza.
Ma non ti potevi nascondere dietro a quell’albero?
Sarei stato un vigliacco: tutti i miei compagno dell’istituto artigiano erano la a combattere ed io mi nascondo? Se mi avessero visto mi avrebbero fatto loro a colori…….
Beh , grazie di avermi curato, torno a casa perchè è già sera e i miei quando mi vedranno conciato cosi ……sa che dispiacere!
Mia madre, artigiana del cucito, è molto conosciuta e non me lo perdonerà di certo!


1albero

ALFRED-SANDRO
Chiara
Le piaceva quel gioco: guardare in fondo alla tazza con la quale faceva colazione, vedere i colori, i riflessi irridescenti della lampada posta sopra il tavolo, mentre beveva l’ultimo sorso di latte prima andare a scuola.
Strizzava gli occhi, Chiara: un po’ uno, un po’ l’altro…… le sembrava che la tazza e i suoi riflessi si spostassero come per obbedire ai suoi ordini.
Aveva ancora sonno a quell’ora presto: doveva andare a scuola e la scuola era laggiù, lontana, quasi in fondo alla valle, di fianco al grosso e vecchio albero di quercia del quale nessuno in paese conosceva l’età.
Circolava voce che l’avesse piantata un bisbisbis-nonno di Anchise il fabbro: artigiano fabbroferraio da sempre, da generazioni. La tradizione vuole che i suo antenati li, in quella bottega artigiana, vi forgiassero le migliori lame del paese; tanto che i regnanti, per assicurarsi la garanzia della sua fedeltà, gli assegnarono quel pezzo di terreno dove ora, fino al calar del sole, nelle calde sere d’estate ancora si sente il suono del martello che, con rintocchi regolari, batte sulla grossa incudine come ad annunciare la fine di un’altra serena giornata.

1fabbro

FRANCO
La sera giunse all’improvviso con una luminosità strana che smorzava i colori e allungava le ombre , me ne stavo rannicchiato sul divano guardando oltre la finestra un passero che svolazzava di ramo in ramo su di un albero nel giardino , sul tavolo nella bella tazza di pregevole fattura artigiana che lei mi aveva regalato , il te si stava raffreddando.
Se ne era andata così , con un biglietto appoggiato ad una lampada , senza pensare troppo al dispiacere che mi avrebbe procurato . Un bigliettino artistico creato di certo da un bravo artigiano , anche in questi dettagli era maestra , tutta perfettina, senza sbavature , persino nelle stringatissime parole…” non abbiamo più niente da dirci ” …scritte con bei caratteri svolazzanti.
Erano le parole che non sapevamo più dirci o non riuscivamo più ad obbedire a un sentimento che si era affievolito giorno dopo giorno ?
Una storia passata, ora non sapevo neppure se ne era valsa la pena.
Pian piano lasciai cadere sul pavimento l’artistico foglietto e mi lasciai prendere da un sonno liberatorio.
In fondo…come in tutte le storie d’amore che finiscono…domani è un altro giorno !
1lampada
GIANNA
Dopo una giornata di stres, sentivo che arrivava un dolce sonno, mi feci la solita tisana per potere rilassarmi dalla stanchezza,presi la mia tazza di porcellana di cui mi era stata regalata da amici di famiglia mi sono impadronita perche’ all’esterno cerano tantissimi fiorellini,e quella avevo scielta tra le due,mentre versavo la tisana nel fondo nella tazza,vidi una piccola scritta che per leggere presi la lente di ingrandimento, cera scritto sogni d’oro rimasi stupita ma poi continuai a sorseggiare perche’ il sonno era tanto,nel finale non vidi piu’ nulla, allora pensai era una mia immaginazione da allora quella tazza è diventata la tazza dei mie sogni.e molto bella fatta da pittori di grande bravura. porta molta allegria per i suoi delicati colori!
1sonno
LUCIA
Si era fatto sera, ho preparato una tazza di tisana per conciliare il sonno. La mattina dopo sarebbe arrivato un artigiano per riparare una vecchia lampada, ricordo caro della zia di Volterra, che con grande dispiacere l’aveva fatta cadere dal tavolo. La lampada raffigura un albero dai colori tenui, ora fa bella mostra in angolo del salotto, quando la sera l’accendo, ripenso con nostalgia e con un po’ di dispiacere ai tempi passati!

1tazza Meissen

MARCO
La leggenda della bimba chiamata “tazza”
C’era una volta, una bimba con un nomignolo strano tazza cosi la chiamava la gente della vicina contea, figlia di un artigiano, vedovo commerciante di carbone.
Tutte le mattine con gli occhi ancora pieni di sonno si preparava, per uscire da casa, per recarsi nella vicina piazza.
In cerca della sua zia anch’essa artigiana.
Lei costruiva una lampada, una lampada, magica e miracolosa. Pensa che una volta accesa brilla di mille colori.
E quando giunge la sera la zia, la posa sul tavolo. Di fronte alla finestra, e la luce e talmente forte che illumina tutta la corte.
Da anni nella corte della casa vive un albero un albero magico, dove devi credere e obbedire. E la zia crede nella profezia, e cosi l’albero al pronunciare le tre parole magiche comincia a riempirsi di frutti buonissimi, e per raccoglierli la zia chiamava la bimba.
Finche una sera un losco individuo la vide stracarica di frutti e ridendo le disse sei talmente carica di frutti che assomigli a una grande tazza.
E fu cosi che il losco individuo divertito raccontò ai cittadini della sua contea la storia della bimba carica di frutti che sembrava un’enorme tazza.
Passarono giorni mesi e anni
e ancor oggi la gente della vicina contea racconta la storia della bimba chiamata tazza.
1sera

MARCO
Giunge la sera, e il cielo si colora di mille colori un angelo artigiano dipinge il tuo dolce viso.
Stupito, rimango seduto hai piedi di un albero gigante, abbagliato dalla bellezza del dipinto. I suoi colori sono talmente belli che il mio cuore si concilia con un bellissimo sonno. E infine, al mattino, sei lì con la mia tazza, piena del tuo amore. Buongiorno vita mia.
1colori
MARIEJOSE
La lampada appesa sotto l’albero, illuminava il tavolo, creata da un artigiano, di cui non conoscevo niente.
Bevevo la mia tisana, nella mia tazza di fine porcellana, mentre i colori luminosi, giocavano con l’ombra della Sera.
Crepuscolo, ora di malinconia, ora dell’indefinito all’anima, ora dei pensieri dolci, dei sogni svelati, che scelgono cammini dei castelli in aria, ora senza età a vedersi donna e ragazza.
Esse, mi sembrano obbedire senza dispiacere ai giochi strani, che mi conducevano al sonno.
1Artigiani

MARIEJOSE
La goccia fa traboccare la tazza, artigiana.
Artigiano, uscite delle vostre stanze, non è più tempo del sonno, né di ubbidire.
Alzate le bandiere, i Colori. Andate gridare il vostro dispiacere dal mattino alla sera.
Appuntamento, sotto l’albero della libertà, una lampada in mano.
1dispiacere

ROBERTADEGLIANGELI
Venerdì mattina la sveglia suona alle 6,45 la piscina mi aspetta accendo la lampada sul comodino, gli occhi sono disturbati dalla sua luce. Il sonno non vuole abbandonarmi e accompagna i miei passi lenti verso la cucina. Eccomi davanti alla macchinetta del caffè, non ce la mia tazza!!!! Dové controllo ma è stato solo il sonno, ha confuso il mio vedere. Come al solito è al suo posto. Prendo le gallette, la marmellata, le appoggio sul tavolo, torno in cucina il caffè è pronto. Di tutto punto vestita mi avvio verso la macchina raggiungo la piscina, non sto imparando a nuotare ma… cercherò di obbedire alla mia istruttrice.
1obbedire

SANDRA
Era stata una bella gita ,tutto quel verde in mezzo agli alberi mi aveva rilassata e ritemprato lo spirito. Una strana sonnolenza mi aveva invasa, una bella tazza di the appena a casa sarebbe stato l’ideale. Ma mi ricordai che dovevo passare dall’artigiano a ritirare la mia lampada che mi era caduta sul tavolo la sera prima ,ero un caro ricordo ,e temevo non si potesse fare piu’ niente,Lui non c’era ,ma la moglie me la mostro’ perfetta dicendomi “Guardi signora e’ venuta benissimo, i colori sono perfetti”

1tavolo

SEBA
Da bambino la sera dopo cena scendevo in cantina, dove il nonno, vecchio artigiano del legno, creava piccoli oggetti.
Seduto su uno sgabello davanti a un tavolo vecchio e traballante, lavorava alla luce di una piccola lampada d’acetilene.
Per i suoi lavori si serviva di un tronco d’albero caduto in giardino durante un forte temporale.
-Nonno, a cosa stai lavorando?
-E’ per te figliolo, una tazza con i colori della tua squadra.
-Ogni volta che la userai penserai al tuo vecchio nonno.
Non l’ho mai usata, la tengo chiusa in una vetrinetta e quando il sonno tarda a venire la prendo e mi ritornano in mente i dialoghi con il nonno.
-Nonno, insegnami a lavorare il legno da grande vorrei fare il tuo mestiere.
-No figliolo devi obbedire ai tuoi genitori e studiare per diventare un ragioniere.
E così è stato sto seduto a una scrivania a fare conti tutti i giorni con il dispiacere di non aver aperto una bottega artigiana creando, magari, giochi per bambini più educativi di quelli tecnologici di oggi.

scritto da paolacon il 13 06 2016

1snoopy-romanzo3

Ho una PROPOSTA per chi ha voglia di scrivere un piccolo racconto, una storia inventata o vissuta realmente, dato che i casi della vita sono a volte impensati.

1 writing

Allora vi presento una decina di parole, prese a caso dal dizionario o suggerite da amici.

Sceglietene 5 o 6 e raccontate una storia usando le parole da voi preferite.
Il racconto sia un raccontino e cercate di non superare le 30/35 righe;
ma anche più corto sarà perfetto.

1 scrivere
Non ci sono premi, non ci sono correzioni, non ci sono bocciature: sarà solo un puro, allegro, divertimento per chi è libero di partecipare, di provare a scrivere, di usare la propria immaginazione e di giocare con le parole.
Tutti gli eldyani che ne abbiano voglia sono invitati ad intervenire.

Scegliete tra queste le 5 / 6  parole che poi compariranno nella vostra piccola storia:

TAZZA
SONNO
OBBEDIRE
ARTIGIANO
ARTIGIANA
DISPIACERE 
LAMPADA
COLORI
TAVOLO
SERA
ALBERO

Buon lavoro e buonumore!

1scrivere

scritto da paolacon il 3 06 2016
Zoo

Zoo

Testa d'uomo (1922)

Testa d’uomo (1922)


PAUL KLEE
Münchenbuchsee (Svizzera) 1879 – Muralto (Ticino) 1940

“Il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento. Questo è il senso dell’ora felice: io e il colore siamo tutt’uno. Sono pittore”. Paul Klee

Di padre tedesco e di madre svizzera ebbe la nazionalità tedesca pur essendo nato in Svizzera, Paul Klee fu poeta, musicista, pittore.
Per lungo tempo la musica contese alla pittura il primo posto nel suo cuore.
Paul Klee era un ottimo violinista, ereditò infatti, dal padre, l’amore per la musica. Cominciò presto gli studi di pittura a Monaco di Baviera, poi passò diversi mesi viaggiando in Italia, sentendo il fascino dell’architettura e pittura rinascimentali.
Approfondì gli studi di pittura per diversi anni e nell’inverno 1911 si avvicina al gruppo del Blaue Reiter (Cavaliere Azzurro), dopo aver conosciuto Van Gogh e Cézanne e divenendo amico di Kandinsky. Un viaggio a Tunisi sarà motivo di approfondire l’uso del colore ed è proprio dopo questo viaggio che si afferma il suo stile inconfondibile.
Nel 1931 Klee fu professore all’Accademia di Düsseldorf, ma con l’avvento del nazismo, fu costretto a rifugiarsi in Svizzera, infatti la sua produzione fu giudicata “arte degenerata”, nella primavera del 1933 e lui stesso fu accusato di “bolscevismo culturale” e destituito.
Purtroppo già nel 1935 si palesarono i primi sintomi di una maligna affezione della pelle che lo condusse alla morte  il 29 giugno 1940.
Sulla sua lapide sono incise le seguenti parole:
“Non appartengo solo a questa vita. Vivo bene con la morte, come con coloro che non sono mai nati. Più vicini di altri al cuore della Creazione”.

Dune Flora-1923

gatto e uccello

gatto e uccello

Artista atipico del XXsecolo ha il suo posto tra i fondatori dell’arte moderna. Si espresse in molteplici forme: quadri, acquarelli, grafica, pittura su vetro, fino alle marionette.

Le sue composizioni utilizzano sia elementi figurativi che colori astratti  e la sua produzione ricchissima ci permette di apprezzare tutte le sfaccettature della sua fertile  immaginazione, della sua poesia e del suo umorismo. Nelle sue opere si sente il grande amore che Paul Klee aveva per la musica. Spesso i suoi quadri fanno pensare ad un pentagramma.
Infine c’è da dire che l’importanza che Paul Klee ha per l’arte del novecento e per quanto l’ha influenzata, è pari a quella che ha avuto Leonardo da Vinci nel 1400.

angelo0 Spettro di guerriero (1930)Betlhemmedomescase rosse e gialle a Tunisi 

Hauptweg und Nebenwege (1929) olio su tela, 83 x 67 cm, Ludwig Museum (Colonia)

Hauptweg und Nebenwege
(1929) olio su tela, 83 x 67 cm, Ludwig Museum (Colonia)

Dopo il primo viaggio nordafricano, in Tunisia, ripetuto tra la fine del 1928 e l’inizio del 1929, è la volta dell’Egitto. E “Strada principale e strade secondarie”, uno dei quadri che meglio rappresentano l’arte di Klee, è realizzato proprio nel 1929. Del paesaggio egiziano gli occhi del pittore colgono subito i colori, il movimento e il rapporto con lo spazio – sia urbano, con le sue strade secondarie, sia agricolo, di appezzamenti sfiorati dal Nilo – che questi instaurano. L’astrattismo, ereditandola dall’espressionismo, si fonda su una teoria artistica divergente da quella tanto cara agli impressionisti, ovvero l’arte come rappresentazione della realtà. Qui, al contrario, è l’io ad essere espresso, la pittura è musicale: il paesaggio diventa un pentagramma, e i campi suddivisi dalle tante strade secondarie, orizzontali e oblique, sono come note sparse a macchia. Domina un’atmosfera di libertà associativa, rigorosamente tesa a intuire il carattere primitivo delle cose, per poi riportarne su tela la forza creativa.
Amante del violino, Klee non ha mai smesso di suonare la sua polifonia di colori, seppure a qualcuno sembri solo un nodo di linee.(preso dal web)
Accludo un notevole filmato esplicativo.
Immagine anteprima YouTube

scritto da paolacon il 1 06 2016

Cambio di pagina.

Dopo la scrittura (ma poi ci torneremo…)  un quadro…


 

2



Vi propongo un quadro e, se ne avete voglia, provate a pensare all’effetto che vi fa, che sentimenti ispira e che reazioni suscita.
Osservatelo con calma.
Vi piace?
Vi disturba?
Lo trovate gradevole?
Lo vorreste in casa?
Che cosa vi fa venire in mente? Che ricordi?

Lo collegate a qualche altro quadro?
E poi provate a pensare in che periodo può essere stato dipinto. E in quale nazione. E da chi? Ma in un secondo tempo.
Sempre che vi vada, commentate la vostra reazione (senza cercare di scoprire qualcosa su google… ehm ehm)

La soluzione a breve…

scritto da paolacon il 27 05 2016

 

Abbiamo esaurito soluzioni, commenti, giudizi, interpretazioni, pareri, illazioni, osservazioni tutte tinte di giallo.
L’esperimento ha riscontrato consensi? Non è piaciuto?
Chi ha scelto liberamente di partecipare si è divertito ed è questo quello che conta.
Potrebbe anche ripetersi se c’è approvazione, fatecelo sapere.

Intanto vi propongo un piccolo divertimento scritto in forma di poesia da:
Ernesto Ragazzoni (Orta Novarese, 8 gennaio 1870 – Torino, 5 gennaio 1920)  un poeta, traduttore e giornalista italiano vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900.

Sembra una cosa da nulla, ma fa anche riflettere e poi ce la legge Vittorio Gassman.

1ragazzoni buchi 2

 

Ballata

Se ne vedono nel mondo
che son osti… cavadenti
boja, eccetera… (o, secondo
le fortune grand’Orienti).
C’è chi taglia e cuce brache,
chi leoni addestra in gabbia,
chi va in cerca di lumache…

Io… fo buchi nella sabbia.

I poeti anime elette,
riman laudi e piagnistei
per l’amore di Giuliette
di cui mai sono i Romei!
I fedeli questurini
metton argini alla rabbia
dei colpevoli assassini…

Io… fo buchi nella sabbia.

Sento intorno sussurrarmi
che ci sono altri mestieri…
Bravi… A voi! Scolpite marmi,
combattete il beri-beri,
allevate ostriche a Chioggia,
filugelli in Cadenabbia,
fabbricate parapioggia

Io… fo buchi nella sabbia.

O cogliate la cicoria
e gli allori. A voi! Dio v’abbia
tutti quanti, in pace, e gloria!

Io… fo buchi nella sabbia.

Ernesto Ragazzoni (1870-1920)

 

Immagine anteprima YouTube

 

scritto da paolacon il 24 05 2016

Ed ecco, come promesso, la soluzione di Alfred-Sandro.
Ma sento che non tutti sono d’accordo, se avete delle obiezioni fatevi pure avanti!

******************************************* 

Bene, avviamoci alla conclusione.
Il contadino era appena uscito dal negozio di erboristeria dove aveva acquistato uno scacciatalpe elettronico ad ultra suoni.
Ne aveva letto la pubblicità su uno di quei giornaletti che arrivano per posta due o tre volte l’anno.
“Scaccia talpe, elettronico, di grande potenza, da installare in giardino o in grandi spazi aperti coltivati. Produce un forte ultrasuono non udibile dall’orecchio umano garantendo la sicurezza e la tranquillità degli utlizzatori”
Produzione made in China.
1scacciatalpe cinese

Resosi conto del guaio che aveva arrecato , coraggiosamente e onestamente si reca ella stazione dei carabinieri e racconta tutto.
– Mentre stavo recandomi a casa, ho visto un grosso topo fare capolino dalla griglia di un tombino stradale per la raccolta delle acque piovane.
Non ho resistito alla tentazione di provarne l’effetto che avrebbe avuto, dato che è praticamente impossibile vedere le talpe mentre ti buttano all’aria il terreno.
Poggiandomi sul cofano di una macchina, carico il dispositivo, l’ho acceso, l’ho diretto verso il tombino che è nei pressi del panificio,
e nel frastuono della città… un boato: la vetrina in frantumi e una ragazza innocente ferita……
Istintivamente sono scappato ma, dopo, come vede…….. sto qui……–
1vetrina-spaccata     1scaccia

scritto da paolacon il 21 05 2016

IL FINALE è APERTO… piccolo racconto “da completare” scritto da Alfred-Sandro

 Immagine

Alfred ci propone un episodio: reale… inventato… non è dato saperlo.
Non è del tutto completo però, manca qualcosa.
Vogliamo provare noi a completarlo?
A trovare un finale?
Ma anche una spiegazione a quanto viene narrato.
Che cosa può essere successo veramente?
Una piccola sfida che sta a voi accettare e che spero vi piaccia.
Buona lettura e buona eventuale scrittura
<<************************************************************************>>

 

Signor brigadiere, glielo ripeto, è tutto quello che so….
Ed io glielo ribadisco, Signora, lei si trova in una stazione dei Carabinieri, ed è sotto interrogatorio, per cui è tenuta a rispondere alle domande che le vengono poste. Mi ridica tutto dall’inizio!
Ancora?
Ancora!

Allora come ho già spiegato, la commessa….
La signorina Michela?
Sì, Michela…. stava pulendo la vetrina, dato che in quel momento in negozio non c’erano clienti…
E’ un lavoro di sua competenza lavare le vetrine?
Beh!, brigadiere, la commessa è lei e io sono la padrona, che facciamo al contrario?
Le ho chiesto se è un lavoro che le compete: ESISTONO DEI MANSIONARI PER I DIPENDENTI! la sa?
Non lo so, brigadiere, ma è sempre usato che i commessi facciano anche le pulizie quando è necessario.
Va bene. Appureremo in seguito. Proceda.
Allora, dicevamo, Michela stava pulendo il grande vetro della vetrina quando all’improvviso, con un botto fortissimo,
è andato in frantumi, investendola in pieno.
Il vetro?
Si, il vetro…..
1vetrina

Lei dove era in quel momento?
Stavo ritornando nel negozio dal retro, avevo appena terminato una telefonata con mio marito.
E dove stava suo marito in quel momento?
Non lo so. Mi ha chiamata col cellulare. Non posso sapere dove stava! Ha preso la sua Mercedes ed è uscito.
Va bene, vada avanti! Cosa ha fatto dopo?
Credo di aver urlato. Ho creduto per un momento potesse trattarsi di una bomba, un attentato, una sparatoria…… sa di questi tempi!
Capisco!
Ho visto Michela portare le mani al volto e l’ho sentita urlare spaventatissima….
Immagino.
… è stata quella macchina che è appena passata! quella grossa auto blu……… mi hanno sparato da quell’auto, sono le prime cose che ha detto.
Che auto era?
E che ne so? Siamo sulla strada principale, passano auto in continuazione! Michela è solo stata in grado di dire di avere intravvisto una grossa auto blu! Brigadiere!!! dovrà fare delle indagini per individuare il responsabile del danno mio e il danno alla ragazza!
Non ha visto altro?
Non lo so, ma ero molto preoccupata e spaventata: aveva un grosso pezzo di vetro conficcato appena sotto l’occhio destro.
L’ha portata suo marito all’ospedale?
Le ho detto che mio marito era fuori con la macchina.
Vero.
Ora Michela, mi ha fatto sapere tramite il fidanzato che mi citerà in giudizio per il risarcimento dei danni.
Beh! certo…. qualcuno dovrà rimborsare quella povera ragazza. Rischia di rimanere cieca!
Brigadiere, ma noi che c’entriamo?
Era al vostro servizio in quel momento no?
Certo, ma la pietra venuta da fuori! E’ venuta da fuori, e ha frantumato il vetro.
Oltre a Michela chi c’era in vetrina?
Come chi c’era? era sola! E’ una panetteria questa, mica un sexi-shop!!
Si certo, ha ragione signora! Questo signore appena entrato chi è?
Buon giorno brigadiere, sono il marito della proprietaria della panetteria.
Piacere…….. Mi può dire dove era questa mattina???
Certo, sono stato dal commercialista.
A piedi?
No con l’auto, quella parcheggiata la di fronte, vede?
Quella Mercedes blu?
Si, quella!
…………………………
1auto blu
…………….

E allora? Che cosa può essere successo? Cosa succederà?
Come si conclude secondo voi?
Fantasia… immaginazione… inventiva… suspense
a voi  il rebus

 

 

1a 3 1a 1ahop_1 1aSelf_portrait 1903

Hopper foto e autoritratti

Non potevo esimermi dal visitare la Mostra di Hopper a Bologna , perché considero questo pittore uno dei maggiori artisti americani .

Nighthawks-1942 (i nottambuli)

Nighthawks-1942
(i nottambuli) Il suo quadro più famoso si trova a Chicago.

Nasce in una cittadina vicino all’Hudson nel 1882 e comincia la sua attività artistica come illustratore , sente poi il fascino degli impressionisti e va a Parigi dove inizia la sua vera carriera di pittore.
Non si lascia coinvolgere dalle mode del tempo , il futurismo, l’astrattismo e il cubismo sono lontani dalla sua visione fotografica delle cose, predilige i tagli di luce in una sorta di realismo o iperrealismo statico.

5 Soir_Bleu 6 south Carolina morning 9
Nei ruggenti anni venti del novecento , dipinge le solitudini , ghiaccia paesaggi e personaggi in una sorta di teca di vetro dove lo spettatore può cogliere in quell’attimo cristallizzato tutto il patos del momento , la difficoltà di esistere in una staticità introversa e fuori dal tempo.
Suggerisce tagli e scorci cinematografici ai registi maggiori della filmografia di quell’epoca come Hitchcock , Wenders, Shirley ed altri ,che copiano queste atmosfere di ambienti silenziosi dove l’incomunicabilità si fa arte .
Cape cod sunset le pavillon de Flore 1-secondstorysunlight1960-whitney-museum-of-american-art-ny
Hopper personaggio schivo ed introverso sposa Josephin (Jo), caratterialmente diversa. Sarà la sua musa e il suo mentore e vivrà accanto a lui fino alla morte avvenuta nel 1967.

Due commedianti

Due commedianti

Il suo ultimo quadro si intitola “due attori ” , vero e proprio testamento artistico. Il quadro rappresenta un palcoscenico dove sotto una intensa luce di riflettori i protagonisti (Hopper e Jo) si inchinano davanti agli spettatoti, manca solo la scritta finale….. THE END.

INFORMAZIONI PRATICHE – La mostra è a Palazzo Fava – Palazzo delle Esposizioni
Via Manzoni, 2
40121 Bologna

Aperta dal Lun – dom 10.00 – 20.00  Fino al 24 luglio 2016

scritto da paolacon il 28 04 2016

Senza Titolo Internet Things

volevo chiedervi quanto e come, i così detti social o blog, compreso questo, influenzino il vostro pensiero individuale e il vostro linguaggio.

Leggendo un po’ di qua e un po’ di là riflettevo di come può cambiare la funzione del linguaggio e del comportamento delle persone.
internet

Vorrei fare un esempio concreto.
Prendiamo il caso di un post con uno o più argomenti contrapposti.
Di solito questi argomenti sono seguiti da diversi commenti. A prescindere dal tema del post appare evidente che molte dichiarazioni nei commenti siano piuttosto rare nella “realtà”.

Vuoi che sia per una questione del monitor che fa da “corazza”, vuoi che sia per una questione di timore per esprimersi dal vivo, poco importa. Sta di fatto che nel blog o social può capitare spesso di leggere dichiarazioni piuttosto “condite”, cattive anche offensive, ma che in un ambiente reale non si riscontrano.
internet reality

Ma poi siamo certi che questa identità reale ci sia ancora o la stiamo perdendo?

Vi sarà capitato di trovarvi su un mezzo pubblico o una sala d’attesa su dieci persone almeno otto hanno in mano un cellulare. Ovviamente ognuno concentrato sul piccolo video.
internet2  internet1

Secondo me potrebbe essere l’immagine che, perdendo di fatto la vita reale, con un’autentica chiusura a tutto quello che è fuori dal piccolo schermo, si scambi per vero ciò che di reale non lo sia più, diventando quindi più aggressivi, perché abbiamo uno “schermo” piccolo o grande che ci divide.

Bracco

Business Thinking

 

scritto da paolacon il 23 04 2016

02 giornatadellibro libro mondiale

Oggi 23 Aprile giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

Ma perché proprio il 23 aprile?

Il 23 aprile è stato scelto in quanto è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel de Cervantes (1547-1616), l’inglese William Shakespeare (1564-1616) e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega (1539-1616). E in più il 23 aprile 1564 a Stratford-upon-Avon, era nato Shakespeare.
Quindi l’UNESCO trovò che questa data era la più appropriata.

Miguel de Cervantes

Miguel de Cervantes

William Shakespeare

William Shakespeare

Garcilaso de la Vega

Garcilaso de la Vega

78 Fernando Botero

In occasione di questa Giornata, ho scelto diversi aforismi, frasi e citazioni sui libri e sulla lettura

La prima citazione è del grande Umberto Eco ma penso la conosciate già
Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro (Umberto Eco)

miniatura-rinscimento

I libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità. (Jean-Paul Sartre)

 L'arma di 'istruzione'di massa di Raùl Lemesoff

L’arma di ‘istruzione’di massa di Raùl Lemesoff

Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca. (Proverbio arabo)

1

I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale. (Amos Oz)

monumento libri a Berlino

Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico. (Paul Sweeney)

Pronta a leggere

Pronta a leggere

I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito. (Marguerite Yourcenar)

01 Giornata_mondiale_libro
Si scrive soltanto una metà del libro, dell’altra metà si deve occupare il lettore. (Joseph Conrad)

la lettrice di Picasso

la lettrice di Picasso

Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.
(Gianni Rodari)

little reader, (jesse wilcox smith) 20 Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara...- Daniel Pennac 'Come un romanzo'03

 

scritto da paolacon il 23 03 2016

In una vertigine di notizie orribili, senza che purtroppo se ne veda la fine, desidero soffermarmi su qualcosa di veramente bello, che appartiene alla nostra cultura italiana ed universale: “l’Allegoria della Primavera” dipinta dal grande Sandro Botticelli tra il 1477 e il 1482.
Pensiamo al “bello” in senso assoluto, anche per esorcizzare il “male”.

Sandro Botticelli (Firenze, 1º marzo 1445 – Firenze, 17 maggio 1510) dipinto nel 1482 circa 203×314 cm Galleria degli Uffizi, Firenze

Sandro Botticelli (Firenze, 1º marzo 1445 – Firenze, 17 maggio 1510) dipinto nel 1482 circa /dimensione 203×314 cm / Galleria degli Uffizi, Firenze




Questa celebre e amata opera fu dipinta per Lorenzo di Pierfrancesco dei Medici, appartenente al ramo cadetto della potente famiglia fiorentina e cugino di Lorenzo il Magnifico.
L’opera è densa di significati allegorici di difficile e incerta interpretazione. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella dell’interpretazione del regno di Venere, cantato dai poeti antichi e da Poliziano (famoso letterato alla corte dei Medici).
1flora-hd1dettaglio2 1Sandro Botticelli-dett

A destra Zefiro (dal viso bluastro) insegue Flora e la feconda con un soffio. Flora si trasforma allora nella Primavera, che sparge i fiori sul mondo. Venere, al centro, rappresenta l’Humanitas (cioè la benevolenza) che protegge gli uomini.
A sinistra le tre Grazie danzano e Mercurio dissipa le nubi.
1grazie 1Three_Graces
I personaggi rappresentati sono in tutto 9, numero primariamente allegorico.
Da un punto di vista pittorico la “Primavera” è un’opera raffinatissima.
1primv.partfiori 1primaveradet

I dettagli naturalistici del prato (si contano centinaia di tipi di fiori), l’uso sapiente del colore, l’eleganza delle figure, la poesia dell’insieme, hanno reso giustamente celebre quest’importante ed affascinante opera.

A parte le varie interpretazioni possibili e proposte dai vari studiosi, rimane sicuramente il significato umanistico dell’opera: Venere si identifica con l’Humanitas che separa i sensi e gli amori materiali (a destra) dai valori spirituali (a sinistra).
1 Primavera_03
Per “Humanitas” si deve intendere quella particolare concezione che promuove l’ideale di un’umanità positiva, fiduciosa nelle proprie capacità, e sensibile ai bisogni degli altri.

Tale concezione di origine antica venne fatta propria dagli umanisti rinascimentali e dal circolo neoplatonico che gravitava intorno alla corte dei Medici. […]
La concezione del bello e dell’amore ideale ed assoluto, tipica del Rinascimento, influenzò molto lo stesso Botticelli.
Si può quindi immaginare che dietro l’interpretazione filosofica del dipinto si possa leggere anche una sorta di apologia dei Medici e del loro sofisticato, lungimirante e profondo amore per la cultura e l’arte.
Dalla “Guida alla Galleria degli Uffizi” (http://www.uffizi.org/it/)

E per augurarvi un buon inizio di Primavera e una serena Pasqua aggiungo la musica dalle “4 Stagioni” di Antonio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741)

Immagine anteprima YouTube

scritto da paolacon il 8 03 2016

gelosia6

Oggi è una giornata dedicata per tradizione alle donne, giornata che non dovrebbe nemmeno aver luogo, considerato che non esiste una giornata dedicata all’uomo.
E allora la tanto decantata “parità” dov’è finita? Ma forse questo è un altro discorso e potrebbe essere il tema di un altro post.
In coincidenza con questo giorno mi arriva uno scritto di Franco Muzzioli sulla gelosia. Viene a proposito e ci fa riflettere proprio sulla condizione della donna perché, anche se la gelosia è bisex, chi ne è vittima maggiormente, è proprio la donna.
Buona lettura e buon martedì 8 marzo (pca)

Gelosia!

…..” No non è la gelosia…
ma è la passione mia
quando ti guardano gli altri io fremo perché
la tua bellezza la voglio soltanto per me!”…..

dice il famosissimo tango, ma che cosa è questa gelosia?

Un moto sfrenato di amore egoistico e di voglia di possesso esclusivo?
Galimberti fa risalire la gelosia ai primordi della civiltà, quando attraverso questa pulsione il maschio si tutelava dall’eventualità di allevare figli non suoi e la donna, sempre attraverso la gelosia, garantiva a se e ai suoi figli cibo e sicurezza.
Quindi sarebbe nata come autodifesa del nucleo famigliare e della garanzia di una progenie non bastarda.

gelosia5
La letteratura è piena di scene di gelosia, da Tolstoj con Anna Karenina a Shakespeare con Otello, ma se ne potrebbero citare a centinaia.
Un bell’ aforisma dello scrittore e saggista Algarotti dice…” la gelosia ha da entrar nell’amore come la noce moscata nelle vivande, ci ha da essere, ma non si deve sentire “.
La gelosia è quindi parte indispensabile dell’amore?
Alcibiade ci rimanda alla triangolazione edipica…” il bimbo è geloso dell’attenzione del padre verso la madre, oggetto esclusivo, che possiede ed elargisce doni di cui il bimbo vuole essere l’unico beneficiario “.
Socrate dice…” ami in me ciò che senti essere mancante in te “. Quindi l’amore oltre ad essere un sentimento che contempla tutti i sensi, può essere elemento vitale da doversi strenuamente difendere?
Galimberti scrive ancora…” che è alla vita che siamo davvero attaccati e l’amore è solo uno strumento per mantenerla nei modi che a noi sembrano più opportuni “.
Quindi la difesa dell’amore con la gelosia sembra un fatto assolutamente naturale.
Alcuni l’hanno definita schematicamente :
Gelosia positiva – la gelosia si basa su un principio di dialogo per avere un equilibrio, motivo per cui un comportamento del genere non è negativo o fatto con presunta cattiveria, perché rimane contenuto nei parametri appropriati ed accettabili del rapporto.

gelosia4
Gelosia conflittuale – La si riscontra in un partner con comportamenti di gelosia senza motivi apparenti. Normalmente nasce da bassa autostima e da insicurezza, che porta a confondere il vero significato dell’amore. Spesso sono piccole gelosie giornaliere sempre negative.
Gelosia patologica – Quando sussiste una reale minaccia di perdere l’amore del nostro partner,anche se non è reale , ma viene immaginata o indotta da circostanze, atteggiamenti o supposte verità (Otello), scatenando vere e proprie tragedie, quindi la negatività è totale.

gelosia3
” La gelosia nasce sempre dall’amore, ma non sempre muore con lui ” dice La Rochefoucauld, ma ironicamente e maliziosamente ribatte Gervaso…” Spesso la gelosia non è che un presentimento”.
Forse proprio così, quando non ci sono motivi evidenti ci sono dietro l’angolo i prodromi del sospetto e la gelosia rimane nelle pagine della letteratura o nei tormenti dei cornuti.

 

“ciò che mi strugge non so io neppure cos’è
ma non temere non sono geloso di te !”

Immagine anteprima YouTube

scritto da paolacon il 21 02 2016

smart1

Come la tecnologia ci cambia la vita giorno per giorno, nelle piccole e nelle grandi cose…
Mario si dichiara entusiasta del suo Smartphone, anche io, da poco tempo, sono alle prese con un iPhone… che cosa ci sta succedendo?

Possibile che Steve Jobs ci abbia cambiato la vita?
sj
Mario mi scrive… “Beh ti mando questo mio breve scritto su di uno Smartphone regalatomi, che mi ha cambiato la vita. Mi sono premesso di mettere per iscritto alcune considerazioni fatte su questi aggeggi infernali.”

smart2smart

Sono oramai un 63 enne, amante, delle nuove tecnologie.
Il mio primo computer nel 1986.
Il mio primo cellulare risale a 30 anni fa, era grande come due pacchetti di sigarette poggiati uno sull’altro.

Mio nipote mi ha regalato da pochi giorni uno Smartphone. Si è molto parlato di questi giovani (anche su questi blog), che in ogni angolo delle strade in ogni “sito” logistico ne fanno uso e abuso… quotidiano. Avevo un normalissimo Cellulare, ricevevo e inviavo telefonate sembrava…che mi bastasse!!! Visto…l’età.
E criticando, disdegnando, disapprovando, mi ero ripromesso che non avrei mai ceduto nell’acquistare uno Smartphone o un IPad. Con mia grande sorpresa mi sono dovuto ricredere. Premetto, che… come attempato ho solo una ventina di numeri registrati sulla mia carta Sim!!!
smart3 tutti

famiglia-tecnologica zcell al pub

 
Amici, parenti, conoscenti, qualche fornitore. Ma… abbastanza (credetemi) per avermi rivoluzionato il tempo libero, la vita!!!
Mi… ritrovo come un giovincello a rispondere a messaggi, a leggere la mia posta, a chattare ricevendo foto, filmati (anche spiritosi), con Whatsapp. Mi ritrovo nelle sale di attesa, nella sede della banda, ascoltando musica bandistica, a guardare il meteo, a leggere le notizie del giorno, a navigare in internet a…, a guardarmi filmati su You Tube, ad usarlo come navigatore, se mi capita di andare in qualche altra città, che non conosco. Come musicista, ad usarlo come metronomo, come accordatore, per il mio clarinetto.
Insomma… un piccolo PC (queste solo alcune delle molteplici prestazioni), che non mi da neanche il tempo di gestirlo con calma e appieno.
Mi sento in un vortice, che… se dovessi seguire in modo appropriato tutto quello che questo infernale mezzo di comunicazione mi fa ricevere e mi permette di eseguire, dovrei passare le giornate dietro a lui.
tecnologia religiosa
Ho premesso che ho solo una ventina di contatti telefonici! Beh… immaginatevi voi, questi nostri giovani che, vuoi con la scuola, vuoi con la loro socializzazione, hanno centinai di amici, conoscenti, contatti. Allora passiamo capire come siano attaccati, non solo psicologicamente a questi aggeggi, ma… proprio materialmente!!! Per una questione pratica di tempo !!! Di socializzazione effettiva/affettiva. Certo di tutto si può fare a meno quando mancano i mezzi finanziari, nulla diventa indispensabile. Ma, in una società che ti permette in certi casi, anche l’indispensabile, dove la tecnologia è trendy, come fai a non approfittare di queste “offerte.”
Oggi (dopo la mia esperienza), capisco di più i giovani e i loro modi di comunicare.

MA...ATTENZIONE QUANDO SI GUIDA!

MA…ATTENZIONE QUANDO SI GUIDA!

Comprendo… meglio, le loro cuffie, le loro digitate svelte, sicure con il pollice e l’indice sulle tastiere touch screen.
Insomma provare per credere! E, come dice un vecchio adagio…
“mai dire mai”.

La vostra esperienza è simile? Che ne pensate?

scritto da paolacon il 8 02 2016
Arlecchino Luzzati

Arlecchino/Luzzati

SONY DSC

 

Per il Martedì Grasso, ultimo giorno di Carnevale, mi piace soffermarmi su una maschera sola: quella di Arlecchino.

È la più celebre, la più conosciuta, rappresentata nella Commedia dell’Arte e in tantissimi quadri da pittori più o meno famosi.
La leggenda racconta che fu la poverissima madre di Arlecchino a confezionargli un vestito, fatto solo con avanzi di stoffa di differenti colori.

Arlecchino ha un carattere bizzarro, la battuta sempre pronta, è scapestrato, ma al tempo stesso molto furbo e coraggioso.
La sua scaltrezza e vivacità lo fanno sopravvivere, anche se ha un grosso difetto: è terribilmente pigro.
Ma la sua furbizia gli fa trovare sempre soluzioni ai problemi, facendolo faticare il meno possibile.

Arlecchino gran signore, Giovanni Ferretti (Firenze 1692-1768)

Arlecchino gran signore, Giovanni Ferretti (Firenze 1692-1768)

A partire da circa la metà del 1500 con la Commedia dell’Arte e poi nel 1700 con Goldoni fino ad oggi con Dario Fo, Arlecchino sul palcoscenico è il personaggio principale e raffigura il servo ignorante e astuto, sempre affamato, popolare poi in tutta Europa.

Gino Severini Arlecchino 1938

Gino Severini Arlecchino 1938

Arlecchino non è solo personaggio di teatro, ha interessato artisti come Picasso, Cezanne, Joan Miró, Gino Severini o Juan Gris nel XX secolo e precedentemente.
Picasso ha amato particolarmente i personaggi del circo e quelli della Commedia dell’Arte, tra cui Arlecchino. Li sente vicini ed è solidale con la loro povertà e vita precaria per cui i suoi “Arlecchini” sono dipinti con rispetto e malinconia, lontano dallo stereotipo di buffoneria e scaltrezza che caratterizzano il personaggio. Saltimbanchi e Arlecchini divengono, per il grande pittore spagnolo, l’emblema dell’artista di strada con la malinconia nel sorriso.

Immagine anteprima YouTube

 

Carnevale-di-Arlecchino-Joan-Miro-1925

Carnevale-di-Arlecchino-Joan-Miro-1925

Picasso Arlecchino allo specchio

Picasso Arlecchino allo specchio

Paul Cézanne

Paul Cézanne

Juan Gris

Juan Gris

 

 

 

 

 

 

Arlecchino di Picasso 1905

Arlecchino di Picasso 1905

scritto da paolacon il 1 01 2016

Un anno è finito, si è parlato di tante cose e tante ne sono accadute di terribili, non si possono certo dimenticare; ma l’anno nuovo che è appena cominciato ci porta un po’ di speranza e con questo articolo Franco Muzzioli ci apre a maggiore fiducia, ci fa riflettere e ci rivolge un augurio di serenità e di amore. (PCA)

***BUON 2016 A TUTTI***

Amore!

Nei blog di Eldy si sta parlando abbondantemente del periodo natalizio ed è naturale perché da pochi giorni abbiamo festeggiato questa ricorrenza. Abbiamo anche detto che questa festa è soprattutto un momento d’amore …ma che cos’è l’amore ?

E’ come parlare del tutto, di Dio, dello scopo finale dell’uomo , ma soprattutto l’amore è l’afflato che unisce una donna ad un uomo , almeno nell’accezione più usuale.
2

“Mi mancheresti anche se non ci fossimo mai conosciuti “ recita un anonimo.

E’ la follia dei primi innamoramenti , delle mani nelle mani, degli sguardi che dicono tutto, dei baci languidi, del perdersi l’una nelle braccia dell’altro.
3

“Ogni volta che mi guardi nasco nei tuoi occhi “ dice Riechmann.

E’ un dividersi non solo il corpo , ma quel qualcosa che noi chiamiamo anima.

Di qualunque cosa le nostre anime siano fatte , la mia e la tua sono fatte della stessa cosa ” scrive Bronte.

Poi l’amore diventa affetto, che è l’afflato più dolce , quello che forse non più squassato dal ciclone della passione diventa altruistico e vitale.

Vorrei essere almeno la mano che ti protegge , una cosa che non ho mai saputo fare con nessuno e invece con te mi è naturale come il respiro ” sussurra Pavese.
1

L’amore poi si espande per naturale germinazione , infatti i figli diventano la seconda grande fonte di questo sentimento. Soprattutto per le madri , uniche creatrici simili a Dio , portano in grembo il frutto di un amore.

Il bambino chiede alla mamma -Da dove sono venuto ? – Dove mi hai raccolto ? La mamma lo ascolta , piange e sorride ,mentre stringe al petto il suo bambino – Eri un desiderio dentro il mio cuore ! –” sussurra Tagore.
6

E l’amore naviga sulle onde del mare, sfiora gli alberi, si riflette nelle albe e nei tramonti , perché è anche quel sentimento che ci avvicina al Creato, che ci fa essere più buoni.

L’amore poi si espande e guarda non solo gli occhi nei quali si perderà , ma vuol raccogliere tutti gli sguardi.

Ama il prossimo tuo come te stesso” predica Gesù.
4

Ora abbiamo spazio per esercitare questo afflato per i tanti che soffrono le ingiustizie, la fame, le malattie , le guerre.

La pienezza dell’amore per il prossimo è semplicemente l’essere capaci di domandargli – Qual è il tuo tormento?” esorta Simone Weil.
5

Papa Francesco , che come laico considero l’uomo giusto in un mondo di ingiustizie , sta predicando la misericordia, che è in latino miseror cordis (pietà con il cuore) ,in greco èlèos , in ebraico hesèdet…e semplicemente la traduzione è… AMORE !

Immagine anteprima YouTube