scritto da paolacon il 27 05 2016

 

Abbiamo esaurito soluzioni, commenti, giudizi, interpretazioni, pareri, illazioni, osservazioni tutte tinte di giallo.
L’esperimento ha riscontrato consensi? Non è piaciuto?
Chi ha scelto liberamente di partecipare si è divertito ed è questo quello che conta.
Potrebbe anche ripetersi se c’è approvazione, fatecelo sapere.

Intanto vi propongo un piccolo divertimento scritto in forma di poesia da:
Ernesto Ragazzoni (Orta Novarese, 8 gennaio 1870 – Torino, 5 gennaio 1920)  un poeta, traduttore e giornalista italiano vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900.

Sembra una cosa da nulla, ma fa anche riflettere e poi ce la legge Vittorio Gassman.

1ragazzoni buchi 2

 

Ballata

Se ne vedono nel mondo
che son osti… cavadenti
boja, eccetera… (o, secondo
le fortune grand’Orienti).
C’è chi taglia e cuce brache,
chi leoni addestra in gabbia,
chi va in cerca di lumache…

Io… fo buchi nella sabbia.

I poeti anime elette,
riman laudi e piagnistei
per l’amore di Giuliette
di cui mai sono i Romei!
I fedeli questurini
metton argini alla rabbia
dei colpevoli assassini…

Io… fo buchi nella sabbia.

Sento intorno sussurrarmi
che ci sono altri mestieri…
Bravi… A voi! Scolpite marmi,
combattete il beri-beri,
allevate ostriche a Chioggia,
filugelli in Cadenabbia,
fabbricate parapioggia

Io… fo buchi nella sabbia.

O cogliate la cicoria
e gli allori. A voi! Dio v’abbia
tutti quanti, in pace, e gloria!

Io… fo buchi nella sabbia.

Ernesto Ragazzoni (1870-1920)

 

Immagine anteprima YouTube

 

scritto da paolacon il 24 05 2016

Ed ecco, come promesso, la soluzione di Alfred-Sandro.
Ma sento che non tutti sono d’accordo, se avete delle obiezioni fatevi pure avanti!

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Bene, avviamoci alla conclusione.
Il contadino era appena uscito dal negozio di erboristeria dove aveva acquistato uno scacciatalpe elettronico ad ultra suoni.
Ne aveva letto la pubblicità su uno di quei giornaletti che arrivano per posta due o tre volte l’anno.
“Scaccia talpe, elettronico, di grande potenza, da installare in giardino o in grandi spazi aperti coltivati. Produce un forte ultrasuono non udibile dall’orecchio umano garantendo la sicurezza e la tranquillità degli utlizzatori”
Produzione made in China.
1scacciatalpe cinese

Resosi conto del guaio che aveva arrecato , coraggiosamente e onestamente si reca ella stazione dei carabinieri e racconta tutto.
– Mentre stavo recandomi a casa, ho visto un grosso topo fare capolino dalla griglia di un tombino stradale per la raccolta delle acque piovane.
Non ho resistito alla tentazione di provarne l’effetto che avrebbe avuto, dato che è praticamente impossibile vedere le talpe mentre ti buttano all’aria il terreno.
Poggiandomi sul cofano di una macchina, carico il dispositivo, l’ho acceso, l’ho diretto verso il tombino che è nei pressi del panificio,
e nel frastuono della città… un boato: la vetrina in frantumi e una ragazza innocente ferita……
Istintivamente sono scappato ma, dopo, come vede…….. sto qui……–
1vetrina-spaccata     1scaccia

scritto da paolacon il 21 05 2016

IL FINALE è APERTO… piccolo racconto “da completare” scritto da Alfred-Sandro

 Immagine

Alfred ci propone un episodio: reale… inventato… non è dato saperlo.
Non è del tutto completo però, manca qualcosa.
Vogliamo provare noi a completarlo?
A trovare un finale?
Ma anche una spiegazione a quanto viene narrato.
Che cosa può essere successo veramente?
Una piccola sfida che sta a voi accettare e che spero vi piaccia.
Buona lettura e buona eventuale scrittura
<<************************************************************************>>

 

Signor brigadiere, glielo ripeto, è tutto quello che so….
Ed io glielo ribadisco, Signora, lei si trova in una stazione dei Carabinieri, ed è sotto interrogatorio, per cui è tenuta a rispondere alle domande che le vengono poste. Mi ridica tutto dall’inizio!
Ancora?
Ancora!

Allora come ho già spiegato, la commessa….
La signorina Michela?
Sì, Michela…. stava pulendo la vetrina, dato che in quel momento in negozio non c’erano clienti…
E’ un lavoro di sua competenza lavare le vetrine?
Beh!, brigadiere, la commessa è lei e io sono la padrona, che facciamo al contrario?
Le ho chiesto se è un lavoro che le compete: ESISTONO DEI MANSIONARI PER I DIPENDENTI! la sa?
Non lo so, brigadiere, ma è sempre usato che i commessi facciano anche le pulizie quando è necessario.
Va bene. Appureremo in seguito. Proceda.
Allora, dicevamo, Michela stava pulendo il grande vetro della vetrina quando all’improvviso, con un botto fortissimo,
è andato in frantumi, investendola in pieno.
Il vetro?
Si, il vetro…..
1vetrina

Lei dove era in quel momento?
Stavo ritornando nel negozio dal retro, avevo appena terminato una telefonata con mio marito.
E dove stava suo marito in quel momento?
Non lo so. Mi ha chiamata col cellulare. Non posso sapere dove stava! Ha preso la sua Mercedes ed è uscito.
Va bene, vada avanti! Cosa ha fatto dopo?
Credo di aver urlato. Ho creduto per un momento potesse trattarsi di una bomba, un attentato, una sparatoria…… sa di questi tempi!
Capisco!
Ho visto Michela portare le mani al volto e l’ho sentita urlare spaventatissima….
Immagino.
… è stata quella macchina che è appena passata! quella grossa auto blu……… mi hanno sparato da quell’auto, sono le prime cose che ha detto.
Che auto era?
E che ne so? Siamo sulla strada principale, passano auto in continuazione! Michela è solo stata in grado di dire di avere intravvisto una grossa auto blu! Brigadiere!!! dovrà fare delle indagini per individuare il responsabile del danno mio e il danno alla ragazza!
Non ha visto altro?
Non lo so, ma ero molto preoccupata e spaventata: aveva un grosso pezzo di vetro conficcato appena sotto l’occhio destro.
L’ha portata suo marito all’ospedale?
Le ho detto che mio marito era fuori con la macchina.
Vero.
Ora Michela, mi ha fatto sapere tramite il fidanzato che mi citerà in giudizio per il risarcimento dei danni.
Beh! certo…. qualcuno dovrà rimborsare quella povera ragazza. Rischia di rimanere cieca!
Brigadiere, ma noi che c’entriamo?
Era al vostro servizio in quel momento no?
Certo, ma la pietra venuta da fuori! E’ venuta da fuori, e ha frantumato il vetro.
Oltre a Michela chi c’era in vetrina?
Come chi c’era? era sola! E’ una panetteria questa, mica un sexi-shop!!
Si certo, ha ragione signora! Questo signore appena entrato chi è?
Buon giorno brigadiere, sono il marito della proprietaria della panetteria.
Piacere…….. Mi può dire dove era questa mattina???
Certo, sono stato dal commercialista.
A piedi?
No con l’auto, quella parcheggiata la di fronte, vede?
Quella Mercedes blu?
Si, quella!
…………………………
1auto blu
…………….

E allora? Che cosa può essere successo? Cosa succederà?
Come si conclude secondo voi?
Fantasia… immaginazione… inventiva… suspense
a voi  il rebus

 

 

1a 3 1a 1ahop_1 1aSelf_portrait 1903

Hopper foto e autoritratti

Non potevo esimermi dal visitare la Mostra di Hopper a Bologna , perché considero questo pittore uno dei maggiori artisti americani .

Nighthawks-1942 (i nottambuli)

Nighthawks-1942
(i nottambuli) Il suo quadro più famoso si trova a Chicago.

Nasce in una cittadina vicino all’Hudson nel 1882 e comincia la sua attività artistica come illustratore , sente poi il fascino degli impressionisti e va a Parigi dove inizia la sua vera carriera di pittore.
Non si lascia coinvolgere dalle mode del tempo , il futurismo, l’astrattismo e il cubismo sono lontani dalla sua visione fotografica delle cose, predilige i tagli di luce in una sorta di realismo o iperrealismo statico.

5 Soir_Bleu 6 south Carolina morning 9
Nei ruggenti anni venti del novecento , dipinge le solitudini , ghiaccia paesaggi e personaggi in una sorta di teca di vetro dove lo spettatore può cogliere in quell’attimo cristallizzato tutto il patos del momento , la difficoltà di esistere in una staticità introversa e fuori dal tempo.
Suggerisce tagli e scorci cinematografici ai registi maggiori della filmografia di quell’epoca come Hitchcock , Wenders, Shirley ed altri ,che copiano queste atmosfere di ambienti silenziosi dove l’incomunicabilità si fa arte .
Cape cod sunset le pavillon de Flore 1-secondstorysunlight1960-whitney-museum-of-american-art-ny
Hopper personaggio schivo ed introverso sposa Josephin (Jo), caratterialmente diversa. Sarà la sua musa e il suo mentore e vivrà accanto a lui fino alla morte avvenuta nel 1967.

Due commedianti

Due commedianti

Il suo ultimo quadro si intitola “due attori ” , vero e proprio testamento artistico. Il quadro rappresenta un palcoscenico dove sotto una intensa luce di riflettori i protagonisti (Hopper e Jo) si inchinano davanti agli spettatoti, manca solo la scritta finale….. THE END.

INFORMAZIONI PRATICHE – La mostra è a Palazzo Fava – Palazzo delle Esposizioni
Via Manzoni, 2
40121 Bologna

Aperta dal Lun – dom 10.00 – 20.00  Fino al 24 luglio 2016

scritto da paolacon il 28 04 2016

Senza Titolo Internet Things

volevo chiedervi quanto e come, i così detti social o blog, compreso questo, influenzino il vostro pensiero individuale e il vostro linguaggio.

Leggendo un po’ di qua e un po’ di là riflettevo di come può cambiare la funzione del linguaggio e del comportamento delle persone.
internet

Vorrei fare un esempio concreto.
Prendiamo il caso di un post con uno o più argomenti contrapposti.
Di solito questi argomenti sono seguiti da diversi commenti. A prescindere dal tema del post appare evidente che molte dichiarazioni nei commenti siano piuttosto rare nella “realtà”.

Vuoi che sia per una questione del monitor che fa da “corazza”, vuoi che sia per una questione di timore per esprimersi dal vivo, poco importa. Sta di fatto che nel blog o social può capitare spesso di leggere dichiarazioni piuttosto “condite”, cattive anche offensive, ma che in un ambiente reale non si riscontrano.
internet reality

Ma poi siamo certi che questa identità reale ci sia ancora o la stiamo perdendo?

Vi sarà capitato di trovarvi su un mezzo pubblico o una sala d’attesa su dieci persone almeno otto hanno in mano un cellulare. Ovviamente ognuno concentrato sul piccolo video.
internet2  internet1

Secondo me potrebbe essere l’immagine che, perdendo di fatto la vita reale, con un’autentica chiusura a tutto quello che è fuori dal piccolo schermo, si scambi per vero ciò che di reale non lo sia più, diventando quindi più aggressivi, perché abbiamo uno “schermo” piccolo o grande che ci divide.

Bracco

Business Thinking

 

scritto da paolacon il 23 04 2016

02 giornatadellibro libro mondiale

Oggi 23 Aprile giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

Ma perché proprio il 23 aprile?

Il 23 aprile è stato scelto in quanto è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel de Cervantes (1547-1616), l’inglese William Shakespeare (1564-1616) e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega (1539-1616). E in più il 23 aprile 1564 a Stratford-upon-Avon, era nato Shakespeare.
Quindi l’UNESCO trovò che questa data era la più appropriata.

Miguel de Cervantes

Miguel de Cervantes

William Shakespeare

William Shakespeare

Garcilaso de la Vega

Garcilaso de la Vega

78 Fernando Botero

In occasione di questa Giornata, ho scelto diversi aforismi, frasi e citazioni sui libri e sulla lettura

La prima citazione è del grande Umberto Eco ma penso la conosciate già
Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro (Umberto Eco)

miniatura-rinscimento

I libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità. (Jean-Paul Sartre)

 L'arma di 'istruzione'di massa di Raùl Lemesoff

L’arma di ‘istruzione’di massa di Raùl Lemesoff

Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca. (Proverbio arabo)

1

I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale. (Amos Oz)

monumento libri a Berlino

Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico. (Paul Sweeney)

Pronta a leggere

Pronta a leggere

I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito. (Marguerite Yourcenar)

01 Giornata_mondiale_libro
Si scrive soltanto una metà del libro, dell’altra metà si deve occupare il lettore. (Joseph Conrad)

la lettrice di Picasso

la lettrice di Picasso

Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.
(Gianni Rodari)

little reader, (jesse wilcox smith) 20 Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara...- Daniel Pennac 'Come un romanzo'03

 

scritto da paolacon il 23 03 2016

In una vertigine di notizie orribili, senza che purtroppo se ne veda la fine, desidero soffermarmi su qualcosa di veramente bello, che appartiene alla nostra cultura italiana ed universale: “l’Allegoria della Primavera” dipinta dal grande Sandro Botticelli tra il 1477 e il 1482.
Pensiamo al “bello” in senso assoluto, anche per esorcizzare il “male”.

Sandro Botticelli (Firenze, 1º marzo 1445 – Firenze, 17 maggio 1510) dipinto nel 1482 circa 203×314 cm Galleria degli Uffizi, Firenze

Sandro Botticelli (Firenze, 1º marzo 1445 – Firenze, 17 maggio 1510) dipinto nel 1482 circa /dimensione 203×314 cm / Galleria degli Uffizi, Firenze




Questa celebre e amata opera fu dipinta per Lorenzo di Pierfrancesco dei Medici, appartenente al ramo cadetto della potente famiglia fiorentina e cugino di Lorenzo il Magnifico.
L’opera è densa di significati allegorici di difficile e incerta interpretazione. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella dell’interpretazione del regno di Venere, cantato dai poeti antichi e da Poliziano (famoso letterato alla corte dei Medici).
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A destra Zefiro (dal viso bluastro) insegue Flora e la feconda con un soffio. Flora si trasforma allora nella Primavera, che sparge i fiori sul mondo. Venere, al centro, rappresenta l’Humanitas (cioè la benevolenza) che protegge gli uomini.
A sinistra le tre Grazie danzano e Mercurio dissipa le nubi.
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I personaggi rappresentati sono in tutto 9, numero primariamente allegorico.
Da un punto di vista pittorico la “Primavera” è un’opera raffinatissima.
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I dettagli naturalistici del prato (si contano centinaia di tipi di fiori), l’uso sapiente del colore, l’eleganza delle figure, la poesia dell’insieme, hanno reso giustamente celebre quest’importante ed affascinante opera.

A parte le varie interpretazioni possibili e proposte dai vari studiosi, rimane sicuramente il significato umanistico dell’opera: Venere si identifica con l’Humanitas che separa i sensi e gli amori materiali (a destra) dai valori spirituali (a sinistra).
1 Primavera_03
Per “Humanitas” si deve intendere quella particolare concezione che promuove l’ideale di un’umanità positiva, fiduciosa nelle proprie capacità, e sensibile ai bisogni degli altri.

Tale concezione di origine antica venne fatta propria dagli umanisti rinascimentali e dal circolo neoplatonico che gravitava intorno alla corte dei Medici. […]
La concezione del bello e dell’amore ideale ed assoluto, tipica del Rinascimento, influenzò molto lo stesso Botticelli.
Si può quindi immaginare che dietro l’interpretazione filosofica del dipinto si possa leggere anche una sorta di apologia dei Medici e del loro sofisticato, lungimirante e profondo amore per la cultura e l’arte.
Dalla “Guida alla Galleria degli Uffizi” (http://www.uffizi.org/it/)

E per augurarvi un buon inizio di Primavera e una serena Pasqua aggiungo la musica dalle “4 Stagioni” di Antonio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741)

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scritto da paolacon il 8 03 2016

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Oggi è una giornata dedicata per tradizione alle donne, giornata che non dovrebbe nemmeno aver luogo, considerato che non esiste una giornata dedicata all’uomo.
E allora la tanto decantata “parità” dov’è finita? Ma forse questo è un altro discorso e potrebbe essere il tema di un altro post.
In coincidenza con questo giorno mi arriva uno scritto di Franco Muzzioli sulla gelosia. Viene a proposito e ci fa riflettere proprio sulla condizione della donna perché, anche se la gelosia è bisex, chi ne è vittima maggiormente, è proprio la donna.
Buona lettura e buon martedì 8 marzo (pca)

Gelosia!

…..” No non è la gelosia…
ma è la passione mia
quando ti guardano gli altri io fremo perché
la tua bellezza la voglio soltanto per me!”…..

dice il famosissimo tango, ma che cosa è questa gelosia?

Un moto sfrenato di amore egoistico e di voglia di possesso esclusivo?
Galimberti fa risalire la gelosia ai primordi della civiltà, quando attraverso questa pulsione il maschio si tutelava dall’eventualità di allevare figli non suoi e la donna, sempre attraverso la gelosia, garantiva a se e ai suoi figli cibo e sicurezza.
Quindi sarebbe nata come autodifesa del nucleo famigliare e della garanzia di una progenie non bastarda.

gelosia5
La letteratura è piena di scene di gelosia, da Tolstoj con Anna Karenina a Shakespeare con Otello, ma se ne potrebbero citare a centinaia.
Un bell’ aforisma dello scrittore e saggista Algarotti dice…” la gelosia ha da entrar nell’amore come la noce moscata nelle vivande, ci ha da essere, ma non si deve sentire “.
La gelosia è quindi parte indispensabile dell’amore?
Alcibiade ci rimanda alla triangolazione edipica…” il bimbo è geloso dell’attenzione del padre verso la madre, oggetto esclusivo, che possiede ed elargisce doni di cui il bimbo vuole essere l’unico beneficiario “.
Socrate dice…” ami in me ciò che senti essere mancante in te “. Quindi l’amore oltre ad essere un sentimento che contempla tutti i sensi, può essere elemento vitale da doversi strenuamente difendere?
Galimberti scrive ancora…” che è alla vita che siamo davvero attaccati e l’amore è solo uno strumento per mantenerla nei modi che a noi sembrano più opportuni “.
Quindi la difesa dell’amore con la gelosia sembra un fatto assolutamente naturale.
Alcuni l’hanno definita schematicamente :
Gelosia positiva – la gelosia si basa su un principio di dialogo per avere un equilibrio, motivo per cui un comportamento del genere non è negativo o fatto con presunta cattiveria, perché rimane contenuto nei parametri appropriati ed accettabili del rapporto.

gelosia4
Gelosia conflittuale – La si riscontra in un partner con comportamenti di gelosia senza motivi apparenti. Normalmente nasce da bassa autostima e da insicurezza, che porta a confondere il vero significato dell’amore. Spesso sono piccole gelosie giornaliere sempre negative.
Gelosia patologica – Quando sussiste una reale minaccia di perdere l’amore del nostro partner,anche se non è reale , ma viene immaginata o indotta da circostanze, atteggiamenti o supposte verità (Otello), scatenando vere e proprie tragedie, quindi la negatività è totale.

gelosia3
” La gelosia nasce sempre dall’amore, ma non sempre muore con lui ” dice La Rochefoucauld, ma ironicamente e maliziosamente ribatte Gervaso…” Spesso la gelosia non è che un presentimento”.
Forse proprio così, quando non ci sono motivi evidenti ci sono dietro l’angolo i prodromi del sospetto e la gelosia rimane nelle pagine della letteratura o nei tormenti dei cornuti.

 

“ciò che mi strugge non so io neppure cos’è
ma non temere non sono geloso di te !”

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scritto da paolacon il 21 02 2016

smart1

Come la tecnologia ci cambia la vita giorno per giorno, nelle piccole e nelle grandi cose…
Mario si dichiara entusiasta del suo Smartphone, anche io, da poco tempo, sono alle prese con un iPhone… che cosa ci sta succedendo?

Possibile che Steve Jobs ci abbia cambiato la vita?
sj
Mario mi scrive… “Beh ti mando questo mio breve scritto su di uno Smartphone regalatomi, che mi ha cambiato la vita. Mi sono premesso di mettere per iscritto alcune considerazioni fatte su questi aggeggi infernali.”

smart2smart

Sono oramai un 63 enne, amante, delle nuove tecnologie.
Il mio primo computer nel 1986.
Il mio primo cellulare risale a 30 anni fa, era grande come due pacchetti di sigarette poggiati uno sull’altro.

Mio nipote mi ha regalato da pochi giorni uno Smartphone. Si è molto parlato di questi giovani (anche su questi blog), che in ogni angolo delle strade in ogni “sito” logistico ne fanno uso e abuso… quotidiano. Avevo un normalissimo Cellulare, ricevevo e inviavo telefonate sembrava…che mi bastasse!!! Visto…l’età.
E criticando, disdegnando, disapprovando, mi ero ripromesso che non avrei mai ceduto nell’acquistare uno Smartphone o un IPad. Con mia grande sorpresa mi sono dovuto ricredere. Premetto, che… come attempato ho solo una ventina di numeri registrati sulla mia carta Sim!!!
smart3 tutti

famiglia-tecnologica zcell al pub

 
Amici, parenti, conoscenti, qualche fornitore. Ma… abbastanza (credetemi) per avermi rivoluzionato il tempo libero, la vita!!!
Mi… ritrovo come un giovincello a rispondere a messaggi, a leggere la mia posta, a chattare ricevendo foto, filmati (anche spiritosi), con Whatsapp. Mi ritrovo nelle sale di attesa, nella sede della banda, ascoltando musica bandistica, a guardare il meteo, a leggere le notizie del giorno, a navigare in internet a…, a guardarmi filmati su You Tube, ad usarlo come navigatore, se mi capita di andare in qualche altra città, che non conosco. Come musicista, ad usarlo come metronomo, come accordatore, per il mio clarinetto.
Insomma… un piccolo PC (queste solo alcune delle molteplici prestazioni), che non mi da neanche il tempo di gestirlo con calma e appieno.
Mi sento in un vortice, che… se dovessi seguire in modo appropriato tutto quello che questo infernale mezzo di comunicazione mi fa ricevere e mi permette di eseguire, dovrei passare le giornate dietro a lui.
tecnologia religiosa
Ho premesso che ho solo una ventina di contatti telefonici! Beh… immaginatevi voi, questi nostri giovani che, vuoi con la scuola, vuoi con la loro socializzazione, hanno centinai di amici, conoscenti, contatti. Allora passiamo capire come siano attaccati, non solo psicologicamente a questi aggeggi, ma… proprio materialmente!!! Per una questione pratica di tempo !!! Di socializzazione effettiva/affettiva. Certo di tutto si può fare a meno quando mancano i mezzi finanziari, nulla diventa indispensabile. Ma, in una società che ti permette in certi casi, anche l’indispensabile, dove la tecnologia è trendy, come fai a non approfittare di queste “offerte.”
Oggi (dopo la mia esperienza), capisco di più i giovani e i loro modi di comunicare.

MA...ATTENZIONE QUANDO SI GUIDA!

MA…ATTENZIONE QUANDO SI GUIDA!

Comprendo… meglio, le loro cuffie, le loro digitate svelte, sicure con il pollice e l’indice sulle tastiere touch screen.
Insomma provare per credere! E, come dice un vecchio adagio…
“mai dire mai”.

La vostra esperienza è simile? Che ne pensate?

scritto da paolacon il 8 02 2016
Arlecchino Luzzati

Arlecchino/Luzzati

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Per il Martedì Grasso, ultimo giorno di Carnevale, mi piace soffermarmi su una maschera sola: quella di Arlecchino.

È la più celebre, la più conosciuta, rappresentata nella Commedia dell’Arte e in tantissimi quadri da pittori più o meno famosi.
La leggenda racconta che fu la poverissima madre di Arlecchino a confezionargli un vestito, fatto solo con avanzi di stoffa di differenti colori.

Arlecchino ha un carattere bizzarro, la battuta sempre pronta, è scapestrato, ma al tempo stesso molto furbo e coraggioso.
La sua scaltrezza e vivacità lo fanno sopravvivere, anche se ha un grosso difetto: è terribilmente pigro.
Ma la sua furbizia gli fa trovare sempre soluzioni ai problemi, facendolo faticare il meno possibile.

Arlecchino gran signore, Giovanni Ferretti (Firenze 1692-1768)

Arlecchino gran signore, Giovanni Ferretti (Firenze 1692-1768)

A partire da circa la metà del 1500 con la Commedia dell’Arte e poi nel 1700 con Goldoni fino ad oggi con Dario Fo, Arlecchino sul palcoscenico è il personaggio principale e raffigura il servo ignorante e astuto, sempre affamato, popolare poi in tutta Europa.

Gino Severini Arlecchino 1938

Gino Severini Arlecchino 1938

Arlecchino non è solo personaggio di teatro, ha interessato artisti come Picasso, Cezanne, Joan Miró, Gino Severini o Juan Gris nel XX secolo e precedentemente.
Picasso ha amato particolarmente i personaggi del circo e quelli della Commedia dell’Arte, tra cui Arlecchino. Li sente vicini ed è solidale con la loro povertà e vita precaria per cui i suoi “Arlecchini” sono dipinti con rispetto e malinconia, lontano dallo stereotipo di buffoneria e scaltrezza che caratterizzano il personaggio. Saltimbanchi e Arlecchini divengono, per il grande pittore spagnolo, l’emblema dell’artista di strada con la malinconia nel sorriso.

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Carnevale-di-Arlecchino-Joan-Miro-1925

Carnevale-di-Arlecchino-Joan-Miro-1925

Picasso Arlecchino allo specchio

Picasso Arlecchino allo specchio

Paul Cézanne

Paul Cézanne

Juan Gris

Juan Gris

 

 

 

 

 

 

Arlecchino di Picasso 1905

Arlecchino di Picasso 1905

scritto da paolacon il 1 01 2016

Un anno è finito, si è parlato di tante cose e tante ne sono accadute di terribili, non si possono certo dimenticare; ma l’anno nuovo che è appena cominciato ci porta un po’ di speranza e con questo articolo Franco Muzzioli ci apre a maggiore fiducia, ci fa riflettere e ci rivolge un augurio di serenità e di amore. (PCA)

***BUON 2016 A TUTTI***

Amore!

Nei blog di Eldy si sta parlando abbondantemente del periodo natalizio ed è naturale perché da pochi giorni abbiamo festeggiato questa ricorrenza. Abbiamo anche detto che questa festa è soprattutto un momento d’amore …ma che cos’è l’amore ?

E’ come parlare del tutto, di Dio, dello scopo finale dell’uomo , ma soprattutto l’amore è l’afflato che unisce una donna ad un uomo , almeno nell’accezione più usuale.
2

“Mi mancheresti anche se non ci fossimo mai conosciuti “ recita un anonimo.

E’ la follia dei primi innamoramenti , delle mani nelle mani, degli sguardi che dicono tutto, dei baci languidi, del perdersi l’una nelle braccia dell’altro.
3

“Ogni volta che mi guardi nasco nei tuoi occhi “ dice Riechmann.

E’ un dividersi non solo il corpo , ma quel qualcosa che noi chiamiamo anima.

Di qualunque cosa le nostre anime siano fatte , la mia e la tua sono fatte della stessa cosa ” scrive Bronte.

Poi l’amore diventa affetto, che è l’afflato più dolce , quello che forse non più squassato dal ciclone della passione diventa altruistico e vitale.

Vorrei essere almeno la mano che ti protegge , una cosa che non ho mai saputo fare con nessuno e invece con te mi è naturale come il respiro ” sussurra Pavese.
1

L’amore poi si espande per naturale germinazione , infatti i figli diventano la seconda grande fonte di questo sentimento. Soprattutto per le madri , uniche creatrici simili a Dio , portano in grembo il frutto di un amore.

Il bambino chiede alla mamma -Da dove sono venuto ? – Dove mi hai raccolto ? La mamma lo ascolta , piange e sorride ,mentre stringe al petto il suo bambino – Eri un desiderio dentro il mio cuore ! –” sussurra Tagore.
6

E l’amore naviga sulle onde del mare, sfiora gli alberi, si riflette nelle albe e nei tramonti , perché è anche quel sentimento che ci avvicina al Creato, che ci fa essere più buoni.

L’amore poi si espande e guarda non solo gli occhi nei quali si perderà , ma vuol raccogliere tutti gli sguardi.

Ama il prossimo tuo come te stesso” predica Gesù.
4

Ora abbiamo spazio per esercitare questo afflato per i tanti che soffrono le ingiustizie, la fame, le malattie , le guerre.

La pienezza dell’amore per il prossimo è semplicemente l’essere capaci di domandargli – Qual è il tuo tormento?” esorta Simone Weil.
5

Papa Francesco , che come laico considero l’uomo giusto in un mondo di ingiustizie , sta predicando la misericordia, che è in latino miseror cordis (pietà con il cuore) ,in greco èlèos , in ebraico hesèdet…e semplicemente la traduzione è… AMORE !

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scritto da paolacon il 12 12 2015

Alfred Nobèl
Alfred Nobèl
la medaglia
la medaglia

Leggendo su Repubblica sono capitata su un articolo che mi ha incuriosito fin dal titolo:

“Nobili  da  Nobel:  l’opulenza  d’altri  tempi dei  reali  svedesi”
Le foto poi…
“Abiti lunghi ricamati. Tiare di diamanti e smeraldi. Tavoli chilometrici imbanditi con rose (donate dal Comune di Sanremo) e candele. E poi re, regine e nobili a profusione. No, non è una scena di un film in costume ma la realtà della cena che la famiglia reale svedese ha dato in onore della recente cerimonia dei Premi Nobel, tra gli stucchi dorati nel palazzo del Comune di Stoccolma. Ecco le immagini di un mondo passato che resta presente, il ritratto di una nobiltà che sembra uscita da un favola di ieri”

la consegna dei premi
la consegna dei premi

Leggo che per partecipare alla cerimonia è obbligatorio il frac per gli uomini e l’abito lungo da gran sera per le signore.
Sappiamo tutti che importanza abbia il premio Nobel, come sia prestigioso, che valore abbia mondialmente; mi piace però, per una volta, soffermarmi sulla sua origine e sulla mondanità dell’evento.

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In una Stoccolma già pronta per il Natale, scintillante di luci, il 10 dicembre, si è svolta la cerimonia per la consegna dei premi Nobel.

Seguendo un rituale preciso, nella data anniversario della morte di Alfred Nobel, avvenuta a Sanremo il 10 dicembre 1896, vengono rimessi i premi a quelle persone che ogni anno si sono distinte con il loro lavoro fondamentale,  per il progresso dell’umanità e la pace, nel campo della scienza, dell’economia… Tutto questo nel rispetto del testamento di Nobel.

l'arrivo dei premiati accolti con un'ovazione
l’arrivo dei premiati accolti con un’ovazione
l'arrivo accolti a suon di trombe
 accolti a suon di trombe

Nella grande Sala Blu del Municipio si svolge il sontuoso banchetto al quale partecipano la famiglia reale, tutti i premiati con i loro familiari e, numerosi altri ospiti, fino a un totale di circa 1.300 ospiti. 

la cena cena2 cena

l'apparecchiatura del banchetto

l’apparecchiatura del banchetto

Durante la cerimonia e durante il  banchetto gli studenti hanno il compito di alfieri e steward e indossano i berretti bianchi delle loro università

gli studenti

Terminata la cena, tutti gli invitati nella Sala Dorata, per il ballo di gala! 


il ballo


Perché Alfred Nobel, l’inventore della dinamite, sottoscrisse il suo testamento?
Lo fece in conseguenza di un episodio che lo colpì profondamente. Nel 1888 suo fratello Ludvig, morì mentre si trovava a Cannes. Un giornale francese confuse i due fratelli e scrisse: “Le marchand de la mort est mort” (Il mercante di morte è morto) pensando che fosse morto Alfred e condannandolo inesorabilmente per l’invenzione che lo aveva reso straricco, poiché aveva trovato il metodo per “uccidere il maggior numero di persone nel modo più veloce possibile” .

Conseguentemente a questo episodio, Nobel decise di lasciare di sé, un ricordo migliore dopo la sua morte e diede direttive affinché con i suoi beni, venissero istituiti riconoscimenti, oggi sono noti come premi Nobel.

Poi morì il 10 dicembre 1896 a Sanremo, dove si era trasferito negli ultimi anni. Una curiosità: tutti gli addobbi floreali per la cerimonia e i festeggiamenti provengono dalla città ligure.
 

fiori

scritto da paolacon il 6 12 2015

 

sannicola

Ieri sera, 5 dicembre, abbiamo salutato i nostri amici che ci avevano invitati a cena e, scendendo le scale del palazzo dove loro abitano, abbiamo visto qualcosa di speciale, davanti alle porte di quasi tutti gli appartamenti.

Scarpe, scarponcini, stivali, pantofole, ciabatte, scarponi, ballerine, mocassini, stivaletti, zoccoli, doposci di tutte le dimensioni, puliti a dovere e messi in fila.
In ogni calzatura c’erano dei cioccolatini, delle monete luccicanti di cioccolata, mele, noci, pan speziato, Babbi Natale di marzapane ed altri piccoli regali.

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Ma chi ha portato questi doni?

Un santo, amatissimo sia nel mondo cattolico che in quello ortodosso e in quello protestante:

San Nicola, vescovo di Myra, nato nel III secolo d.C. a Pàtara, città portuale della Lycia (penisola meridionale dell’Asia Minore, l’odierna Turchia).  La devozione popolare gli ha attribuito numerosi miracoli, in buona parte rivolti a fanciulli e giovani ragazze. Per questo, è considerato il “Santo dei bambini”.
Ecco perché in Germania (ma anche in molti paesi del Nord Europa) i bambini non devono aspettare il 25 dicembre per poter ricevere i regali:  preparano la sera del 5 dicembre le proprie calzature e le collocano fuori dalla porta di casa. Durante la notte San Nicola (munito di un grosso libro d’oro su cui sono annotate tutte le buone e cattive azioni dei bambini) visita le case dei bambini riempiendo le loro scarpe di … cose buone o “niente”.

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<In occasione della festa di San Nicola – il 6 dicembre -, in alcuni Paesi europei (Germania, Olanda e, più in generale, nel Nord Europa) si affermò l’usanza di affidare a San Nicola il ruolo di dispensatore di regali ai bambini: secondo la leggenda, il Vescovo si sposterebbe nottetempo in groppa a un cavallo (o a un asino), lasciando dolci e strenne nelle scarpe dei bimbi buoni. In talune tradizioni, San Nicola è visibile in pieno giorno ed è scortato da un losco individuo (il cui nome varia a seconda dei Paesi: Black Pete, Krampus, Père Fouettard…): mentre il Vescovo premia i bambini buoni, il suo “truce” aiutante si occupa dei monelli.> “dal web”

Poi questa tradizione si è spostata negli Stati Uniti: gli emigranti olandesi che fondarono New Amsterdam, divenuta New York, portarono con loro anche la tradizione del San Nicola.
Sinter Klaas (San Nicola in olandese) fu presto tradotto in Santa Claus e divenne uno dei simboli del  Natale.

E così San Nicola ha ispirato la figura del florido e rubizzo Papà Natale che nel resto del mondo è: Santa Claus, Father Christmas, Father Frost, Joulupukki, Kris Kringle, Père Noël, Sabdiklos, Sinter Klaas, Weihnachtsmann…

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Buon San Nicola a tutti!!!

E da voi si festeggia San Nicola? Quali altre ricorrenze festeggiano i bambini in questo periodo?

 

scritto da Paola.rm il 24 11 2015

L’artro giorno a mette’ a posto la cantina, è sortito fori ‘no scatolone de robba vecchia de mi padre. A spurcia’ dentro, t’ho trovato na carcolatrice de quelle a batteria solare, che mi padre usava per fa li conti de quanto je costava gioca’ ‘na schedina. Aho! Funzionava ancora. C’era pure un vecchio orologio, un…come se chiama, cronografo, che me piaceva tanto. Allora dentro de me ho voluto ringrazia’ mi padre, pe’ quel regalo inatteso dell’orologio; poi me so’ detto: chissà de quante altre cose lo devo ancora da ringrazia’ ? La cosa più importante è che m’ha dato ‘a vita ! E nun è cosa da poco ! Si, ma pure lui ha dovuto ringrazia’ su’ padre e su’ madre, dello stesso regalo. Così io, già solo ai mi’ nonni, devo da di’ grazie a sei persone.

A sto’ punto, ho preso ‘na sedia che c’era li e ‘na penna che m’aritrovavo in tasca, e co’ quella bella carcolatrice che funzionava ancora, me so messo a fa’ du’ conti su ‘no scatolone. Allora se contamo quattro generazioni ogni 100 anni, a chi è nato ner 2000, pe’ arriva’ all’epoca che nasceva Garibardi (1807), je tocca ringrazia’ 510 parenti diretti pe’ esse’ venuto ar monno. Se arivamo ar 1300, li parenti so’ diventati circa un mijardo, se poi volemo ariva’ alli antichi romani, cioè 80 generazioni fa, li parenti so più de’ tutti l’abitanti der monno intero.

E no, c’è quarcosa che nun quadra. Ma come è mai possibile, questo solo pe’ me e mi fratello, e se consideramo tutti l’artri ? Mo’ nun me ricordo indo’ l’ho letto, ma se parla che, a conti fatti, finora so’ nati e morti a ‘sto monno ‘na cosa come sei mijardi de persone, più n’antri sei circa ce vivono tuttora, e annamo a dodici. Se mortiplicamo ‘sti dodici mijardi per gli artrettanti stramijardi, der conto de prima, arivamo a ‘na cifra che pe’ scrivela nun ce basta un libro intero. Penso che manco tutte le formiche che so’ vissute finora so’ arivate a ‘sti livelli de popolazione. Indo’ sta l’inganno ? A pensacce bene, ce deve esse stata quarcuno, ner passato de tutti, che de straforo se deve esse’ fatta più de ‘na scopatina dentro un cesto gigante, da qui la parola incesto.

Sai, o de nascosto o da sposi consacrati, de sicuro dai cugini quarcuno dei nostri è nato; nun dico fra fratelli che, da che monno è monno, è stato sempre vietato fallo, anche se poi la storia c’ha insegnato che pe’ interessi se faceva pure quello; sai, pe’ nun manna divisa l’eredità, se diceva. L’immischiata tra parenti nun deve manco esse stata ‘na cosa de poca importanza, anzi a conti fatti, deve esse’ stata ‘na bella ammucchiata generale, se volemo ridurre quel numerone, lungo ‘na quaresima, a quei 12 mijardi de sopra.

A ragion veduta, quanno la Chiesa dice che se dovemo senti come se fossimo tutti fratelli nun c’ha tutti i torti, e si perché quella purezza de stirpe, che noi avemo messa in conto con le nostre operazioni, in realtà poi tanto pura nun è stata, e chissà quanti parenti alla lontana e sconosciuti ognuno de noi ha in giro pe’ monno. Se davamo retta ai preti a nun commette’ l’atti impuri, a ‘st’ora eravamo quattro gatti sulla faccia de ‘sta tera.

Mo’ però se spiega perché ognuno de noi ha come minimo sei persone che je rassomijano. Certo che adesso c’è poco da fa come ‘e formiche, mica potemo tanto allargasse a fornica’ , dovemo sta in campana cor cibo, perché sinnò de ‘sto passo fra quarche secolo mica ce sarà da magna’ pe’ tutti. Però nun ve state a preoccupa’, noi ancora potemo zazza’ perché ner frattempo è stato inventato er preservativo, quindi me raccomanno, pe’ le feste damoje sotto, con o senza, a vostra scelta !!
Inviato da Bracco.

scritto da paolacon il 30 10 2015

homo-Sapiens

“Homo sapiens”

Leggendo la risposta di Michele Serra sul “Venerdì” ad un lettore che disquisiva sulla differenza tra l’uomo e l’animale , ho pensato che ci dovrebbe essere una distinzione tra un cucciolo da salvare ed un bimbo fuggiasco da trarre dalle acque del Mediterraneo… almeno nelle priorità!

!!!!!!!!!!!!!!

Serra dice…” mi pare che la condizione umana sia qualitativamente incomparabile non solamente a quella di un lombrico , ma anche a quella di un gorilla , di un elefante ,di una balena ,che pure sono esseri evoluti e alla loro maniera senzienti. Per questo non mi considero “animalista” o “naturista”, in senso, come dire, ideologico ,cioè trovo abbastanza puerile fingere (perché di questo si tratta) , che ” l’ homo sapiens” sia “solamente” una delle tante forme animali presenti sul Pianeta. Credo si debba prendere atto che l’evoluzione (non so se per accidente o per “disegno divino ” ) ci ha trasformati in esseri oggettivamente “superiori” (e non per giudizio morale) , dotati di un potenziale culturale e tecnologico così smisuratamente maggiore rispetto agli altri viventi, da obbligarci ad una responsabilità infinitamente più grande. Siamo responsabili dei destini del mondo …non altrettanto si può dire del lombrico, che pur fa da par suo il suo prezioso mestiere….”
franco 1

Sono assolutamente d’accordo con il giornalista ed anzi a volte imbattendomi in contraddizioni come “la boutique del cane” e la “gioielleria per gatti” mi viene in mente che ogni cinque secondi muore un bambino di fame e che noi uccidiamo centosettanta miliardi di animali per l’alimentazione e dodici milioni per le sperimentazioni.
franco 2

E’ chiaro che i controsensi dell’uomo non si limitano ad adorare un animaletto da compagnia come un essere umano ( e questo a volte ci può stare , se riempie vuoti nelle solitudini o serve per uscire da patologie), ma dovrebbe chiarire che ci sono responsabilità e priorità indiscutibili.

Serra prosegue : …” Credo che di questa responsabilità ne abbiamo fatto cattivo uso, soprattutto quando la tecnologia ha aumentato enormemente il nostro potere di interferenza sugli equilibri naturali. Per superbia e/o per avidità , abbiamo usato questi “poteri” in maniera squilibrata, frettolosa , imprevidente . E credo che anche la presunzione di essere fatti “a immagine e somiglianza di Dio” abbia contribuito, e non poco , a farci perdere misura e orientamento”

Non sono sempre d’accordo sulla superiorità assoluta dell’uomo , alcuni avvenimenti attuali (ma anche passati) hanno evidenziato che siamo capaci di una crudeltà e di un abominio non presenti negli animali.

Serra poi termina :….” Non siamo Dio , siamo bestie formidabili, intelligenti , sensibili che condividono con tutte le altre bestie il destino della biosfera. Più che discutere se le bestie hanno i nostri stessi diritti , trovo urgente stabilire che l’uomo rispetto agli altri viventi , ha molti più doveri”.
evoluzione