ag_carretto_siciliano1In questi tempi di rivendicazione della Resistenza, mi viene in mente la storia raccontata da Leonardo Sciascia su un tale cesaroto (di Cesarò, un paese della Sicilia), all’epoca delle rappresaglie tedesche del 1943 nell’isola.

Racconta Sciascia:

“Un cesaroto andava, nei giorni in cui i tedeschi tenevano il fronte a Troina, per una strada di campagna; a cavallo del mulo, e un bel fucile mitragliatore attaccato al busto. Gli si imbatte uno di altro paese, e l’occhio gli cade sul fucile mitragliatore.
– Come l’avete avuto?- si informa.
– Se volete, ce n’è un altro, -rispose il cesarotano.
– Un altro fucile come questo? E dov’è? E come l’avete avuto?
– Io me ne andavo col mulo, dice il cesarotano: e fa punto fermo, come se avesse concluso un discorso.
– Ve ne andavate col mulo, va bene….E che è successo?
– E’ successo che c’erano due tedeschi.
– E questi due tedeschi?
– Volevano il mulo.
– E allora?
– Io ho solo questo mulo. E avevo l’accetta.
– L’accetta?
– L’accetta….erano due, volevano prendermi il mulo.
– Ho capito…E voi?
– Io ho solo questo mulo: se me lo levano sono morto. Ma avevo l’accetta.
– E dunque?
– Ad uno ho dato di cozzo; e all’altro di taglio.”
taorminapanorama
Ho voluto riportare per intero questo colloquio per testimoniare l’eroismo, a suo modo, di un uomo semplice e dignitoso. Le parole sono quasi estorte al cesaroto, che è reticente, ma non di quella reticenza che confina con l’omertà del  “nenti sacciu”. Aveva ammazzato due uomini e non aveva a suo avviso di che gloriarsi o vantarsi. Però gli volevano togliere il mulo, che per lui rappresentava l’unica fonte di sostentamento. Era stato costretto ad uccidere anche se non era violento. Ma non poteva sopportare la violenza gratuita del più forte, una violenza senza ragione, senza civiltà, senza provocazione, nei confronti di un uomo inerme.
Per me è un vero patriota.

Lorenzo.rm   27 aprile 2009

6 Commenti a “IN TEMA DI RESISTENZA (scritto da lorenzo.rm inserto nel blog da paolacon)”

  1. lorenzo3.AN scrive:

    E’ giusto mio omonimo, tu lo vedi a volte molti, dico molti non vogliono capire che se si è rispettosi verso gli altri, anche gli altri saranno rispettosi con te, non era un appunto al tuo scritto lorenzo da roma, al contrario son felice che ognuno esprima il suo parere, bello o brutto che sia ma che sia detto con il cuore, capirsi, spiegarsi, sono cose che capitano tutti i giorni nella vita quotidiana di tutti i giorni, ma senza parafrasare paroloni difficili e incomprensibili, siamo persone civili, normali nessuno è un super uomo, da dire: questo è compito mio, nessuno nasce professore o professoressa, abbiamo tutti da imparare, apprendere, e insegnare. Per chi ha una certa età il suo spirito di conoscenza avuta nell’arco della sua vita può essere utile a tutti, ascoltiamolo se è vero che vogliamo conoscere meglio il nostro avvenire con le dovute precauzioni che si debbano prendere e magari ringraziare a chi ci ha dato questo consiglio. A volte ci sono delle persone che sanno più di altri, ben vengano, nessuno nega loro che stanno a daro il loro contributo, ognuno di noi a bisogno dell’altro, nessuna eccezione, perciò io provo ad essere: calmo, sereno e stabile con tutti sperando che gli altri facciano le mie stesse cose. Ciao Lorenzo da Roma

  2. lorenzo.RM scrive:

    Lorenzo, ti voglio bene. Io sono venuto in Eldy da poco e ho cercato di essere sempre rispettoso e amico di tutti. Be vengano le tue osservazioni (non voglio chiamarli rimproveri). Siamo o dovremmo essere davvero tutti fratelli. Ciao e grazie ancora.

  3. lorenzo3.AN scrive:

    lorenzo3.an: Gli argomenti sono stati messi ad usufrutto di tutti ma, a molti non piacciono che, siano romanzine da dire a persone che credono di essere molto intelligenti, fanno finta di non aver letto o non capire o non capiscono che viene detto a loro? Fanno finta di non ascoltare e di essere sordi a tutto ciò che comporta essere rispettosi, amici veri, parlare da persone serie, e ascoltare a volte dei consigli che possono far comodo a tutti, ma solo criticare le cose che a loro non aggradano, ma solo critiche non costruttive, evitando di dare spiegazioni a ciò che a loro sembra naturale, come ad esempio rispondere male, rispondere con toni superficiali o addirittura non rispondere affatto, questo in eldy succede tutti i giorni, dopo vengono criticate le persone, se dicono loro che non sono modi da usare in questa chatt. Questo ho riscontrato in 18 mesi di eldy, vi sembra giusto che accada questo? Datemi voi una risposta? Ormai sembra una cosa da poco, molti dei nuovi personaggi che si sono presentati in Eldy, non sanno cosa li aspetta, hanno capito che è una chatt leggera, possono dire ciò che pare a loro, semplicemente perchè non vi sono regole da rispettare e, nessuno di loro sa che invece vi è un regolamento. Allora chi deve far rispettare una legge della chatt? Se non sono gli stessi personaggi che vi sono ogni giorno? Siamo amici in molti, ognuno ha il suo gruppo ma, tutti dobbiamo rispettarci senza pestarci i piedi, anzi nel limite della nostra onestà, spiegare quali sono i metodi di comportamento, di uso della chatt, di capire cosa sia una vera amicizia, e cosa è, voler bene a persone che si conoscono in questa chatt, chi non vorrebbe passare una ora ridendo e scherzando con le persone che le sono amiche, dire dei propri problemi senza che nessuno dia per scontato che è semplice tutto ciò che capita? Eppure a me è capitato proprio questo, prendere con leggerezza ogni cosa, dire delle stupidaggini, quelle si devono essere ascoltate!!!, e magari farci intorno un libro, ma vi sembra regolare una chatt che si disinteressa di quello che accade intorno a noi? Almeno qualcuno di noi prova a dirle le cose come stanno? Ma non ce nessuno che ascolta? A volte sono in pochi ad ascoltare un richiamo di aiuto, di qualsiasi uso ne possano fare, si parla di poesie, si parla di riflessione, si parla di incontriamoci, ma dove stanno le persone che vogliono fare ciò? Ho letto di tutto in questa chatt, sono convinto che molte persone vogliono capire le cose come stanno, ma nessuno spiega, che un comportamento logico e corretto e la base di questa chatt. Nessuno è perfetto ne sono convinto ( ne faccio parte anche io), ma almeno diciamolo che si sbaglia, nessuno di noi è un super uomo o altro. CHIARO????????????????????????????????

  4. lorenzo.RM scrive:

    Gianni, a Roma si dice “‘a guera è guera”. La libertà e la democrazia le abbiamo raggiunte dopo la fine della guerra e quelli che uccidevano, a volte fra gli stessi italiani, non sapevano come sarebbe andata a finire. Fu del tutto casuale che, in fondo al caos, venissimo a stare nel campo filoamericano piuttosto che in quello filosovietico. E in questo secondo caso addio alla libertà e alla democrazia. Senza nostra colpa naturalmente. Cosa vuoi che ti dica? Io ho ripreso un racconto di Sciascia e mi è parso pieno di significato. Eravamo in guerra e quei soldati volevano mortificare una persona semplice e inerme. E lui reagì con un atto di resistenza alla violenza che, in periodo di guerra, è di certo sempre resistenza. E così l’ho visto io. Naturalmento ognuno ha il diritto di vederlo come crede.
    A Francesco dico che mi è piaciuto il suo ragionamento, sull’orlo del paradosso e dell’intellettualmente complicato. Alla fine ho capito poco dove volesse arrivare. Non gliene faccio un torto perchè comunque è una bella lezione di eloquio. Solo un’osservazione: i fucili che il cesaroto prese erano due e non uno.

  5. gianni4.CO scrive:

    Non vedo proprio il nesso con la Resistenza. Quella è stata una reazione a un sopruso, ma non aveva nulla a che fare con gli ideali di giustizia, di liberta e democrazia.

  6. francesco8.BG scrive:

    “Ma assolva padre, se ho ucciso un delinquente mi merito l’inferno? Non lascio forse questo mondo migliore di come l’ho trovato? Pechè dovrei patire per l’eternità?” Circa così diceva un racconto di non so che libro (era in prestito). Io forse avrei lasciato il mulo. O forse no. Ogni situazione è sempre diversa anche per la stessa persona le reazioni non sono sempre uguali. Reagire ad una violenza….nella guerra di piero “….e mentre gli usi questa premura l’altro si volta ti vede ha paura ed imbracciata l’artiglieria …..” Il cesaroto non inizia una guerra, perchè prende un solo fucile e non tutti e due. Ne prende uno per avere migliore possibilià che con un’ascia, ma per difesa. E i proiettili? Una cosa è certa: una guerra non l’ho vissuta se non come la maggior parte di noi a distanza di sicurezza (Corea, Vietnam, Eritrea, Libano, Jugoslavia…). Molti sentono la guerra in casa: furti, rapine….. Per difendere la roba qualcuno uccide. Il monopolio della violenza è bene che appartenga allo stato, dirà qualcuno, ma lo stato siamo noi, abbiamo il dovere di essere violenti? “e liberaci da ogni male amen” forse è proprio questo il senso di questa preghiera, sperare di non trovarsi in condizione di uccidere.

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