AGORÀ

Non mi piace parlare di politica, ma ieri sera mi sono venuti i brividi…

L’ultimo bilancio della spazzatura a Napoli: ha già raggiunto le 700 tonnellate, rapidamente potrebbero raddoppiare.
L’altra spazzatura avvelena prima di tutto la maggioranza di governo:
si tratta del documento con cui il ministro della Giustizia di Saint Lucia spiegava al suo premier che dietro le società off shore proprietarie della casa del Principato ci sarebbe in realtà Giancarlo Tulliani, cognato del presidente della Camera.
INTANTO

I dati ufficiali sulla disoccupazione giovanile recentemente pubblicati sono agghiaccianti.
Il 30% dei ragazzi dai 22 ai 35 anni sono disoccupati.
Se andiamo a vedere nel dettaglio, nelle regioni del sud Italia si sfiora anche il 70% !!!!
Il TG 1 continua a comunicare come prima notizia: conferenza stampa del ministro della Giustizia di Saint Lucia Rudolph Francis: il ministro conferma che la lettera è sua.
Marcegaglia smentisce Berlusconi “Noi non stiamo meglio degli altri”.
La n. 1 di Confindustria ribadisce: “L’Italia ha un problema serio di crescita. Il peggio è alle spalle, ma viviamo incertezza” Poi invita la politica a pensare all’occupazione e non alla conta dei deputati.

ANCORA
Il buon Bruno Vespa con il suo Porta a Porta fa una trasmissione dal titolo:
Inquilino o proprietario?
Della serie: Fini, Tulliani e la Casa di Montecarlo!
Insiste il TG 1 con “l’affaire” casa di Montecarlo chi è il proprietario?

Poi mi sono venuti i brividi
nel sentire le parole pronunciate da un lavoratore precario della Fincantieri, nella trasmissione Annozero:
“E’ ora di finirla. State mangiando con i nostri soldi da quarant’anni.
Qui si perde il posto di lavoro.
Noi si perde il posto di lavoro e voi passate il tempo a discutere della casa di Montecarlo… ma quale cazzo di casa… i miei figli hanno i vostri miliardi di debiti…”.

Se si guarda al quadro d’insieme, lo spettacolo sovrastante, la crisi della maggioranza di governo, eventualità di elezioni anticipate, prospettive di evoluzione della situazione sono desolanti.
Non s’ illudano i” pro e i contro “di far uscire il Paese dal tunnel nel quale l’hanno cacciato semplicemente prevalendo gli uni sugli altri.
Se poi si vuole guardare agli altri Paesi, anche la Francia e l’Inghilterra, hanno vissuto periodi di aspre lotte interne che, a volte, hanno messo in discussione la legittimità del potere politico del momento, ma ne sono sempre uscite perché fondate sulle secolari tradizioni di una comunità che è, innanzi tutto, popolo, nazione, prima che Stato.

Giuliano4.rm

14 Commenti a “mi sono venuti i brividi di Giuliano4.rm”

  1. novella scrive:

    sì ma qua ce sta un popoli di eletti male e malvagi

  2. marc52 scrive:

    Commenti abilitati
    Solo in Italia si puo prendere” pretesti” cosi squallidi per farsi battaglia politica, ma questa casa della disordia, di chi è?? tiratela a sorte??? o regalatela ad un disoccupato con moglie, genitori e 5 figli a carico.
    Da Il Fatto quotidiano del 25 Settembre 2010 di Marco Tavaglio
    Il pistolino fumante
    La Seconda Repubblica defunge là dove ha sempre vissuto: in Sudamerica. In tre giorni il ministro della Giustizia di St. Lucia ha fatto per Berlusconi più di Alfano in tre anni. In attesa che mister Francis venga cacciato per aver rovinato la reputazione e l’economia del suo paese e si trasferisca in Italia come ministro dello Sviluppo economico, non è chiaro dove avrebbe mentito Gianfranco Fini: se anche fosse confermato (e per ora non lo è) che suo cognato è il mero proprietario della società caraibica da cui affitta la casa a Montecarlo, bisognerebbe ancora provare che Fini lo sapeva. Il presidente della Camera ha sempre detto di aver scoperto, a cose fatte, che l’alloggio l’ha affittato Tulliani e (sempre per ora) nessuno l’ha smentito. In ogni caso, dopo le pistole fumanti della cucina Scavolini e della lettera di Francis, la stampa di destra ha in serbo altre scoppiettanti rivelazioni destinate a inchiodare Fini alle sue atroci responsabilità. Il Fatto, sempre sulla notizia, è in grado di anticiparle.
    1) Un dentista del Suriname, tale Daniel Cabezòn, scrive alla zia materna per informarla di aver saputo che Fini ha un dente canino d’oro donatogli da Tulliani, che a sua volta l’avrebbe acquistato a borsanera col surplus ricavato dall’affitto sottocosto dell’appartamento di Montecarlo. Titolo de Il Giornale: “Fini incastrato: ecco perché non ride più”.
    2) Un bagnino di Antigua, un certo Victorino Feltrinho, spedisce un telegramma a una bottiglieria di Bergamo Bassa in cui riferisce di aver avvistato Fini mentre entrava in una cabina della sua spiaggia da cui poco dopo usciva Tulliani, il che dimostra che i due sono la stessa persona, dunque il reale proprietario della casa di Montecarlo non è Tulliani, ma Fini. Titolo di Libero: “Finiani, la crasi di Fini e Tulliani” (in allegato, un inserto per spiegare ai lettori il significato di “crasi”).
    3) Un salumiere di Anguilla, Maurice Guapopietrao, giura in un appunto manoscritto, consegnato al suo garzone con le mèches, che Fini è solito atterrare clandestinamente sull’atollo per fare rifornimento di affettati, che poi vengono spediti via mare a Montecarlo dove purtroppo arrivano regolarmente marci a causa dei lunghi tempi di percorrenza, il che dimostra che l’alloggio monegasco è di Fini, ma soprattutto che Fini è un idiota. Titolo di Panorama: “Gianfrà, acchiappa ‘st’anguilla”.
    4) Un trapezista del circo di Guadalupe, l’agile Lucien Gauccez, in un messaggio in bottiglia lanciato nel Mar dei Caraibi e fortunosamente sbucato da uno sciacquone nei bagni de Il Giornale, sostiene che nell’ultima tournée a Monacò l’ammaestratore di pulci fu avvicinato da Fini che lo pregò di ammaestrargli il cognato, ma rifiutò per l’inanità dell’impresa. Quindi Fini è stato a Montecarlo, ergo la casa è di Tulliani, dunque Fini deve dimettersi. Titolo di Libero: “Fini, ammaestraci ‘sta cippa”.
    5) Una sciampista delle Isole Vergini, Danielle Santanchez, invia un messaggio scritto col rossetto su uno specchietto al ministro Francis, suo grande ammiratore, per rivelargli che chattando con lei dall’Italia, un superdotato di nome Gianfranco la invitò per un bollente weekend a Montecarlo. Inutile dettagliare la portata della rivelazione a carico di Fini, che a questo punto dev’essere arrestato. Titolo de Il Giornale: “Il pistolino fumante”.
    Ps. Nel viavai di telegrammi, biglietti, lettere e pizzini fra Caraibi e Italia, viene rinvenuta nel tramezzo in cartongesso di un ufficio postale delle Cayman una rogatoria impolverata e rosa dai topi, giacente dal lontano 1996, a proposito di 64 società offshore situate in vari paradisi fiscali. Leggibili soltanto alcune parole smozzicate, sbiadite e prive di apparente significato: “Med..set… Mr.B… avv. Mills… Fininvest… All Iberian… Crax… Squillan… Mondad… Proc. Mil… Grec… De Pasq… Robled… Prev…”. Il Giornale, Libero e Panorama anticipano la notizia in edizione straordinaria, titolo a edicole unificate: “Offshore, embè.

  3. pino1.sa scrive:

    Giuliano, non mi intendo molto di politica, leggendo qui e parlando con le persone che incontro per strada nessuno appoggia questo governo, poi andiamo alle urne e Berlusconi e company riportano sempre la maggioranza dei voti ma coma si spiga questo fatto…. io non sò. Speriamo che qualcosa cambi alla prossima tornata elettorale.

  4. koala scrive:

    sono d’accordo-non se ne può più di questo triste teatrino, ha ragione la MERCEGAGLIA, si occupassero dei problemi della gente e dell’italia, UNA DELUSIONE TOTALE- il futuro è ASSENTE per i nostri figli…salvo se diventano ESCORT o ballerini dalla DE FILIPPI , che tristezza

  5. riccardo2.co scrive:

    Caro Giulio che dire, noi siamo dei poveri visionari,e sbillatori,vogliamo negare a tutti i costi che il nostro paese va bene,vediamo il brutto,in tutte le belle cose che ,ci regalano tutti i giorni i nostri governanti.
    cosa vogliamo di piu da loro ,non ci basta l’aria che respiriamo?e allora forza e coraggio diamoci da fare ,e come dice un vecchio detto armiamoci ,e partite,perche se vogiamo fare sacrifici li dobbiamo fare noi ,loro bisticciano per cose piu serie ,e se poi come l’amica Albamorsilli scrisse un po di tempo fa 1000 euro al mese.siamo ricchi sfondati,loro possono solo tassarci,e noi solo paghare,poi se ti rimane qualche spicciolo,cerca di vivere.
    Grazie Giulio e tutti gli altri amici che non scordano mai che la vito reale è questa ,e usano i loro scritti per farci pensare,e se dio vorra al giusto momento,fare valere davanti alle urne il nostro ,disappunto per queste persone che vivono in una oasi felice che per noi si chiama Italia per loro non so forse è un paradiso terrestre.

  6. alba morsilli scrive:

    scusate ma io ho tanta rabbia in corpo che non riesco neppure ha scrivere mi si accavvalono i pensieri con le parolacce,
    vi ricordate quando scrissi vivere con 1000euro al mese di questo si dovrebbe occupare il nostro governo, io sono sola ma quanti padri di famiglia in cassa integrazione vivono così
    Basta siamo stanchi stufi di pettegolezzi, fatti fatti concreti
    a casa il governo e dimissioni del presidente della camera.
    Scusate ma l’opposizione dorme sugli allori anche loro hanno problemi interni ei nostri chi ci li risolve?
    Sveglia Italiani!

  7. marc52 scrive:

    Commenti abilitati
    Trovo molto interessante questo editoriale di Piero Ostellino. Lo ripropongo in versione parziale, toccando a mio pare, i punti più salienti del suo discorso sulla situazione politicosocialmediatica di casa nostra
    UNO SPETTACOLO DESOLANTE
    Se si solleva lo sguardo dalla congiuntura delle cronache giornalistiche quotidiane, e si guarda al quadro d’insieme, lo spettacolo sovrastante gli avvenimenti degli ultimi mesi — crisi della maggioranza di governo, eventualità di elezioni anticipate, prospettive di evoluzione della situazione — è desolante. Solo l’insipienza della classe politica, la programmatica malafede di certi media, un’opinione pubblica frastornata, e ormai incapace di discernere, potevano ridurre a una questione fra berlusconismo e antiberlusconismo l’inattualità delle istituzioni, l’inconsistenza della cultura politica nazionale, la fragilità del sistema politico che ne sono emersi. L’intero spettro delle regole, dei principi e degli istituti che sono a fondamento della nostra vita politica si sono sfarinati, mentre troppi italiani si comportano come degli ultras in uno stadio di calcio. Non si illudano berlusconiani e antiberlusconiani di far uscire il Paese dal tunnel nel quale lo hanno cacciato semplicemente prevalendo gli uni sugli altri.[…]Che piaccia o no, la lunga, e sterile, contrapposizione frontale fra berlusconismo e antiberlusconismo è stata l’ultima versione della storica incapacità dell’Italia di essere popolo, nazione. Anche la Francia e l’Inghilterra hanno vissuto periodi di aspre lotte interne che, a volte, hanno messo in discussione la legittimità del potere politico del momento, ma ne sono sempre uscite perché fondate sulle secolari tradizioni di una comunità che è, innanzi tutto, popolo, nazione, prima che Stato; comunità di fini etico-politici divisa solo sui mezzi tecnico-politici per raggiungerli. La Magna Charta inglese è del 1215! L’inattualità delle istituzioni — inadeguate a far fronte alle ricorrenti crisi del sistema politico con procedure chiare ed efficaci — è la bandiera del conservatorismo della sinistra. Che, per difendere lo status quo, si aggrappa alla difesa di regole antiquate, figlie di un mondo che non c’è più. Forse, la sinistra non ha neppure un reale interesse a vincere le elezioni perché già soddisfatta del controllo che esercita su alcuni dei settori chiave della società civile, come la scuola e l’università, la magistratura, gran parte dei media e dell’editoria, nonché del mondo intellettuale. Una volta al governo, essa deve fare i conti col rivendicazionismo corporativo di quegli stessi settori che ne è la vera forza finché è all’opposizione.[…]
    Il popolo di destra e quello di sinistra — che leggono più volentieri i giornali che li confermano nei loro pregiudizi, che gli stessi giornali hanno creato, in una sorta di circolo vizioso quanto surreale, già sperimentato dall’Unità, il quotidiano del Pci, quando era filo-sovietico — vivono una realtà «virtuale» rappresentata, per il popolo di centrodestra, dalle (continue) promesse e dalle (inespresse) virtù taumaturgiche del capo; l’altra, per il popolo di centrosinistra, dalla sua demonizzazione. È nata, così, una nuova figura di italiano che, oltre al proprio «particulare», ubbidisce a un riflesso condizionato di natura emotiva, pro o contro Berlusconi. Un perfetto prodotto del marketing ideologico da parte di un giornalismo che non si prefigge di informare, né di giudicare con onesta coerenza, ma di creare, e addestrare, l’uomo nuovo: l’idiota di parte. Che, a destra, non vota per «una certa idea dell’Italia», ma contro la sinistra, e a sinistra non vota contro la destra— che, forse, voterebbe volentieri se non ci fosse il Cavaliere e non fosse poi troppo innovativa —ma contro una persona, senza chiedersi quale sia il Paese nel quale vorrebbe vivere, quali siano i propri diritti, i propri interessi. Un suddito. Ma—ha scritto Norberto Bobbio — «la democrazia ha bisogno di cittadini attivi. Non sa che farsene di cittadini passivi, apatici e indifferenti». Di tutto ciò dovrebbero, dunque, discutere una classe politica e un sistema mediatico degni di questo nome. Invece, l’immagine che il Paese «ufficiale» proietta di sé —il Paese «qualunque», dell’uomo della strada, è migliore, anche se incapace di reagirvi— è quella di un mondo che degrada, più velocemente di quanto già non si pensasse, verso una sorta di versione (meta-politica, ontologica) dell’Antico Regime, pietrificato come è nel proprio conservatorismo e prigioniero dei propri ritardi culturali.
    (Piero Ostellino 24 settembre 2010)

  8. Giulio Salvatori scrive:

    Lucy mi ha preceduto nel dire tutto quello che avrei scritto .E’ ovvio che è una tecnica psicologica vecchia come il cucco :spostare il dito nella direzione che vogliono gli altri. E siccome il popolino ci casca, facciamo il loro gioco. Ha ragione l’operaio;-Ma che ce ne importa della casa di Fini?- Ci penserà la magistratura , speriamo.Da noi in Versilia c’è un detto dialettale :- Ci fan vedé lucciche per lanterne – ,quando dicono che la crisi è alle spalle .Infatti,è sulle spalle e ci sta schiacciando .Giuliano ha messo il dito nella piaga, e che piaga, va in cancrena.Ci vuole un cambiamento , anche se, -come dice muzzioli- bisogna chiudersi il naso, perchè degli UOMINI che sappiano riprendere il timone della barca italiana , non ne vedo.

  9. giuliano4.rm scrive:

    Caro Giampaolo,nel leggere il tuo commento mi sono venuti i brividi un’altra volta!
    Sarebbe bello che anche tutti i tuoi concittadini la pensassero come te riguardo i signori della Lega.
    Dimenticavo i brividi mi sono venuti ascoltando le parole dell’operaio non per il “GOSSIP”della casa e altro.
    Mi piacerebbe avere un tuo parere su questo:
    Un sondaggio di questi giorni in cui è stato chiesto: Conoscete la storia della P3? Conoscete Denis Verdini e il faccendiere sardo Carboni? Conoscete gli scandali della Cricca? Bene solo il 20% conosce i personaggi e le vicende. Mentre al contrario più del 50 % conoscono Tulliani e la storia della casa di Montecarlo. Come mai? Ti saluto cordialmente.

  10. gianpaolo scrive:

    Anche a me sono “venuti i brividi” ma per nessuno dei motivi sopracitati,per quanto ne possa condividere in parte i contenuti, scritti da persone “in buona fede”.
    Vedete,noi non sappiamo nulla e viviamo seguendo le ultime notizie dateci dai “media” fidandoci di essi!
    E’ questo l’errore,cioè se le notizie vengono manipolate e dateci in pasto come se fossero vere,noi ci crediamo.

    Io vivo in una città (TREVISO, e ne sono orgoglioso!!!) che viene letteralmente inondata da fatti,parole,dicerie,promesse,tutte cose che nulla hanno a che fare con la realtà quotidiana nostra!
    La LEGA ha avuto successo enorme quì perchè ha saputo promettere all’inizio di cambiare le cose ma,credetemi,dal 1994 ad oggi Treviso è solo peggiorata:in CULTURA (era chiamata “la piccola Atene” ma ormai non è rimasta che “l’OMBRALONGA di Gentiliniana memoria”), in EDUCAZIONE:insegnando ai trevigiani “IL DIALETTO” e togliendo l’insegnamento del Latino,lingua fondante di chiunque voglia aprirsi alla conoscenza, e via così )
    Rimbocchiamoci le maniche,evitiamo di ascoltare troppi GOSSIP e ragioniamo con la nostra testa.
    Ricordiamoci che subito dopo la 1^ e anche dopo la 2^ Guerra Mondiale stavamo peggio ma ce la siamo cavata bene dandoci da fare noi!
    Nessuno ci ha mai aiutato,nè la DC nè il PCI e tantomeno i Socialisti di Craxiana memoria,figurarsi se oggi qualcuno ci può dare una mano… a fare che?
    CORAGGIO,aiutiamoci tra di noi,non deleghiamo nulla a chi non ci
    merita! Facciamogli vedere che sappiamo fare da noi! Altro che Governo “del fare”,NOI soli sapremo toglierci dagli impicci!
    Basta delegare argomenti delicati come la politica (dal Latino POLIS-città)a chi non sa fare!
    D’altronde,amara e conclusiva consolazione, …………. è sempre stato così!

  11. lucy.tr scrive:

    Con queste parole Emma Marcegaglia si è rivolta agli imprenditori toscani:
    “È falso dire che l’Italia ha affrontato meglio di altri paesi la crisi economica, quando si dice che siamo andati meglio di altri paesi non è vero, siamo stati fortemente colpiti dalla crisi.
    Lo scenario è di incertezza e dove il mondo sta ricominciando a correre, l’Italia, cresce troppo poco»..
    In questo clima di incertezza, cosa fanno i nostri politici? NULLA. Da molti giorni assistiamo a questa penosa vicenda del caso Tulliani…E’ comodo, da parte del nostro governo spostare l’attenzione su pettegolezzi e storielline varie, aiutato dai mezzi di comunicazione molto favorevoli.
    I problemi più gravi non vengono affrontati: lavoro, sanità, scuola, ecc..passano in secondo piano, i cittadini hanno nelle loro mani un grande strumento per tentare di cambiare la situazione attuale, perché non tentare…

  12. paolacon scrive:

    Io non credo, Angelom, che sia “meglio non far politica”, come qualcuno ha detto, ma la VITA è politica, è scelte ben precise, è presa di posizione consapevole e cooerente, è responsabilità e non abbandonarsi a quello che decidono gli altri, ma cercare sempre di partecipare.

  13. franco muzzioli scrive:

    Caro Giuliano, tutto tragicamente vero ! Per fortuna siamo ancora in una Nazione democratica “fondata sul lavoro”, come recita la nostra Costituzione ed abbiamo nelle mani un’arma formidabile: il voto. Dato che presumo che fra non molto quest’arma la potremo usare , non tiriamoci indietro ed impieghiamola (anche turandoci il naso ),nel modo opportuno.

  14. ANGELOM scrive:

    Caro Giuliano se fosse solo questo non sarebbe nulla, altro che i brividi dobbiamo avere, purtroppo gli italiani anno chiuso gli occhi,sono contenti di vedere solo una faccia, sono due mesi che i media parlano solo del caso Fini-Casa Montecarlo, mentre migliaia di famiglie italiane sono su lastrico, fra casa integrazione che non serve neanche ad arrivare alla fine del mese e licenziamenti in massa. Però dobbiamo dire che tutto va bene, anzi ottimo andamento dell’economia. Non vediamo il che minimo impegno di cambiamento, le regioni si metteno contro le provincie, le provincie contro i comuni, i comuni contro i cittadini che gli aumentano le tasse e fanno scarseggiare i servizi, questo è proprio il paese dei balocchi. Aspettiamo che ci sia un bel terremoto nella pilitica, così non si può più andare avanti. Finisco qui, ne avrei cose da dire ma è meglio non far politica come qualcuno ha detto.

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