Un momento di sconforto, di solitudine, di conspevolezza di sé. Un passato lontano che riaffiora con prepotenza… ricordi… ricordi , ma fortunatamente, sono solo ricordi…


È notte… ancora una volta finalmente e purtroppo.
Aspetto questo momento con ansia e disperazione. Mi sembra quasi che col giungere della sera il mondo voglia riconciliarsi con se stesso, ed anche la violenza, l’ipocrisia, i compromessi e la noia di oggi, uguale a ieri e domani, sembrano assopiti nel buio.
Il silenzio è quasi perfetto e la mia solitudine è completa e profonda.
Sola… è l’unica realtà e mi coglie di sorpresa, quasi balzando fuori all’improvviso, quasi stesse in agguato dietro i rumori del mondo finalmente quietato.
Prendo la chitarra e mi aggrappo a lei, disperatamente, chiedendole la forza che mi manca.
E nella mia voce c’è tutta la tristezza esasperata di questa solitudine che pesa più del silenzio, più di ogni peccato.
Vorrei gridare alla notte che avanza il vuoto che sento e la rabbia e l’impotenza… e ritrovare in una canzone urlata a squarciagola tutta la forza che pare sia sfuggita silenziosamente. Io sono sola, nell’immobile profondità della notte ricca di pensieri, assediata di perché… incapace di pensare, rifiutandomi di pensare a cosa sono.
“Perché così io? Perché non con altri? Perché senza tempo? E quale dimensione ha il tempo se non mi lascia lo spazio di trovare una ragione alla mia solitudine?
Che senso ha la vita? Che senso ha l’amore se il mondo con la sua crudeltà e il suo cinismo ci impedisce di amare? Perché mai continuare questa finzione e non trovare il coraggio di rinnegare tutto sapendo che tutto è ipocrisia, falsità, pura illusione?
Eppure, in momenti come questi, quando non riesco a cogliere il senso della vita, quando mi sembra di perdermi impazzendo nell’infinito dei miei occhi chiusi, quando fissando il vuoto di questa notte, vorrei non esistere, io vivo…
E la mia solitudine diventa un dono…

Lavinia.pc      17 marzo 2010

15 Commenti a “SONO SOLA… scritto da lavinia.pc”

  1. Franco Muzzioli scrive:

    Non so se la sofferenza è la condizione “per essere” ,come dice poeticamente Edismaria, spero di no. E’ certo che tutti siamo stati “soli nella notte”. Nella notte della nostra anima, nella notte dei nostri pentimenti, nella notte delle nostre ansie.Come diceva Eduardo….poi…”ha da passà a nùttata”.Forse alla sera ,anche se soli e senza una chitarra che ti aiuta,si può pensare che domani ci sarà ancora l’alba,che con la sua luce traccerà il nostro cammino.

  2. franci scrive:

    Stati d’animo, sensazioni dolorose, angoscia come morsa d’acciaio. Chi non li ha provati almeno una volta nella vita?
    Quando si tocca il fondo esistono solo due possibilità: restarci o risalire. Piu’ facile sarebbe adagiarsi ma se si sceglie di risalire allora ci vuole un’immensa dose di coraggio e tanta tanta forza interiore. Non è vero che al fondo del tuo difficile e doloroso cammino intravedi la luce della speranza che ti da conforto, non e’ assolutamente vero, e’ tutta un’invenzione romanzesca. L’unica cosa che puo’ aiutarti e’ un punto di riferimento, ma un punto fermo, importante, che non accetta ne’ deroghe ne’ dilazioni e i compromessi sono ripieghi di futile utilità.

  3. popof scrive:

    Cara Lavinia, ho impiegato due giorni a metabolizzare un commento, poi vedo che quella solitudine di cui parlavi era semplicemente qualcosa che ti metteva paura: la paura tipica di questa cyber società che vive a distanza di sicurezza e mette in piazza ricordi e fantasmi pensando di giocare a nascondino con se stesso.
    La solitudine è una cosa seria, molti la subisconio, altri molto seriamente la cercano, senza nichilistico autocompiacimento.

  4. giulia4 scrive:

    E’ un sollievo Lavinia sapere che il tuo scritto è di tempi passati, sai le esperienze negative …se nn ti distruggono ti fortificano e ti danno la possibilità di affrontare le nuove “delusioni” con molto più coraggio. Penso che la solitudine a volte è importante per farti capire quanto preziosa è la vita …e quanto preziosi si è per noi stessi prima di tutto …e se poi lo siamo anche per gli altri …ancora meglio. Stessa stima …stesso bene☺☺☺

  5. lavinia scrive:

    Commenti abilitati

    Mi dispiace che vi siate preoccupati per me ma nello stesso tempo mi ha fatto piacere….
    Vi voglio tranquillizzare,questi sentimenti non mi appartengono più (per fortuna).Ora vedo tutto più in positivo anche perchè la mia vita è cambiata in positivo. Certo ,non è tutto rose e fiori ma i bruttissimi momenti sono solo un ricordo. Vi ringrazio ancora per le vostre parole e voglio dire una cosa alla mia amica giulia: Ti voglio bene.

  6. lavinia scrive:

    Per tranquillizzare i miei amici vorrei specificare che questo scritto risale ad un po’ di tempo fa.
    Ora le cose per me sono cambiate e non vedo così nero. Comunque vi ringrazio molto per i vostri commenti e sopratutto per esservi preoccupati per me. Giulia…a momenti chiamavi il 118…☺☺☺. Tvb

  7. eleonora.lo scrive:

    Commenti abilitati. lavinia l’unico suggerimento che ti posso dare è di cercare di pensare positivo. non sei “sola”, sei “libera”. Questo è il più grande dono che ti ha dato la vita!

  8. aldo.roma scrive:

    Lavinia, non sono un critico, ma credo di aver capito che c’è molto di piu’ di quanto hai detto in questo tuo scritto..la rinuncia a qualcosa di molto profondo e grande!(soffrendo in silenzio questo tuo vuoto “interiore”) o forse mi sbaglio! (cmq molto bella).

  9. albamorsilli scrive:

    la silitudine è una condizione di vita che sotto certi aspetti è anche gradevole sta a noi come la condideriamo
    essa fa parte della vita sei tu che la comandi
    il non lasciarsi andare a crisi di tristezza è avere autostima di se stesse, essere fiere di come siamo.la solitudine non è una malattia è un stato della vita,che non ci possiamo fare niente,ma essere soli non vuol dire vedere in negativo pensa a quanta libertà che hai quante cose puoi fare che non hai fatto, esci di casa fai incontri anche casuali.il tuo scritto è già uno sfogo di combattimento allora dai su con la vita.

  10. edis.maria scrive:

    ” e vivo. La mia solitudine diventa un dono…..” Preferisco leggere e rileggere la conclusione per rendere merito all’autrice di aver trovato la speranza e la forza , dopo una notte di terribili introspezioni, di suggerire a se stessa ” Soffro ergo sum” , anzichè ” Cogito ergo sum”.La solitudine è sofferenza , ma può essere anche pace e serenità quando la si accetta.Lasciando da parte il sentimento si può dire che Lavinia scrive in modo fluido, riuscendo a carpire l’animo del lettore ed a emozionarlo

  11. marisa scrive:

    quante volte mi sono trovata nella solitudine piu buia è una situazione molto triste ti capisco e ti sono vicina anchio sono sola riesco a sconfiggere la mia solitudine con la fede e la musica e per mia fortuna ho vicino i nipoti un abbraccio

  12. Giulio Salvatori scrive:

    Lavinia, mi hai colpito; mariannacane hai colpito un Maledetto Toscano.Hai mai sentito la frase :- UN silenzio assordante ?- Io si, e l’ho scritto tante, tante volte.Ebbene, in quel “frastuono” se ascolti bene, c’è tanta melodia , oserei dire , una sinfonia di ricordi che riempiono il cuore e l’anima. Basta tendere bene l’orechio e ti ritornano indietro come un eco.Ecco ! Sull’onda di quelle note, bisogna afferrare il motivo più bello di quel momento e farne tesoro per tutto il giorno.Non tutti hanno il dono di captare questi messaggi, prendi la tua chitarra e suona anche per noi. Grazie. Il solito -Maledetto toscano

  13. Lorenzo.rm scrive:

    Una ordinaria notte di solitudine e malinconia. Bisognerebbe sconfiggere questa e quella. E la decisione non sarà senza sforzo. E condurre una nuova vita non sarà facile. Forza, Lavinia, pensa positivo, te ne prego. Come un fratello.

  14. domenico.rc scrive:

    Commenti abilitati Brava Lavinia mi hai ricordato di qualcosa che avevo scritto precedentemente e che credo si leghi bene con la tua Il giorno cede il passo alla sera che, come sempre, s’avvicina avvolgendoti nel suo alone di tristezza .T’avvi, seppure a malincuore, lungo quel viale silenzioso che dal lavoro ti porta verso casa.Sei immersa, in quei pensieri che generano tristezza . Non vorresti pensare ,vuoi scacciare questa malinconia che t’invade ,allora ti metti a giocare contando i tuoi passi che, con ritmo cadenzato, violentano quel silenzio di quel viale buoi e alberato .Tante sere ti sei messa a farlo e tante volte ha sortito l’effetto sperato, scacciando da te quella malinconia che aumentava quando verso casa ti stavi ad avvicinare .Ma, questa sera, sai che questo gioco non ti basta, senti il bisogno di stare in mezzo alla gente, cerchi di fuggire verso quei ritrovi dove ci si ferma fino a tardi, perché vuoi ubriacarti di parole. È troppo la paura della solitudine che ti assale, sapendoti chiusa in quelle quattro mura..Brutta cosa la solitudine, specialmente per te che avresti tanto da raccontare ,tante cose belle d’elargire, tanto amore da dare..Eppure, ti ritrovi a dover fuggire ,da questa casa così bella, dove ti manca la compagnia che possa portarti l’armonia fisica e mentale, perché sei stanza di stare male e non vorresti più soffrire Complimenti mi sei piaciuta tantissimo nel tuo racconto ,molto profondo come contenuto e piacevolmente scorrevole Brava Ciao a rileggerti ancora

  15. pino1.sa scrive:

    Nell’ultimo periodo del racconto si è aperto uno spiraglio nel muro della solitudine, da quella breccia entra la “Verità” che da un senzo alla nostra vita.

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