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Qualche giorno fa, mentre ero in chat in Eldy con la tv accesa, mi sono soffermata ad ascoltare un dibattito alla “Vita in diretta” sul problema della Eucarestia negata ai divorziati risposati.
Premesso che il problema non mi tocca in prima persona, lanciai questa domanda in chat allo scopo di discutere su un argomento serio e per sapere un po’ come gli altri la pensassero in merito.
Come spesso accade quando siamo in molti, solo qualcuno espresse la propria opinione e poco dopo la questione cadde nel silenzio.
Oggi, sfogliando un settimanale, ritrovo la stessa domanda e allora mi è venuto in mente di lanciarla sul blog. Forse qui essendoci più calma qualcuno si esprimerà.
Tornando, dunque, al quesito cercherò, dopo essermi documentata un tantino, di dirvi come la penso io.
In merito ci sono opinioni diverse anche in autorevoli ambienti cattolici, come quella del Cardinale Martini che pensa che i tempi siano ormai maturi per affrontare la questione.
La Chiesa ha tempi di reazione diversi rispetto all’evoluzione della morale comune. Per questo motivo appaiono anacronistici i limiti per i divorziati e sarebbe bene, secondo il mio modesto parere, che la riflessione della Chiesa arrivasse presto ad una sintesi più adeguata ai tempi.
E pur giusto che la Chiesa metta dei limiti a coloro che” infrangono” l’indissolubilità del matrimonio, ma questi limiti sono ora troppo rigidi e andrebbero rivisti.
A questo punto ci sarebbe da chiedersi: “Meglio una comunità cattolica PURA (che solo i PURI, coloro che non sono macchiati dal peccato possono ricevere l’ostia consacrata, gli altri troveranno comunque nel desiderio di comunione e nella partecipazione all’eucaristia una forza e una efficacia salvatrice), (parole tratte dal discorso del Pontefice), RIGOROSA ma MINORITARIA o una Chiesa VIVA a contatto con la realtà?”
Io opto per la seconda e quindi per il “NO” nei riguardi dei limiti anacronistici per i divorziati.
Che la comunione ai divorziati risposati sia una questione aperta, è lo stesso Ratzinger, divenuto papa, ad ammetterlo. Ne ha parlato in due occasioni ed in entrambe le volte Benedetto XVI ha suggerito di “approfondire un caso specifico: l’eventuale nullità di un matrimonio ecclesiastico celebrato senza fede, per coloro che passati a una seconda convivenza tornano alla pratica cristiana e chiedono la comunione”.
E poi, infine, permettetemi un’ultima considerazione di carattere più generale: “ Si dice sempre che tutto ciò di cui la Chiesa si fa portavoce è scritto nella Sacra Bibbia. Ma chi ha tradotto ed interpretato ciò che è scritto nella Bibbia? Gli uomini!
Per fare un esempio di ciò che voglio dire, basta rileggere o recitare la preghiera del Padre Nostro che ad un certo punto recita: ”Non ci indurre in tentazione….”, come se il Signore potesse farci una cosa del genere. Quindi è chiaro che all’origine ci sia un errore di traduzione in questa frase, che, lo stesso Cardinale Martini, qualche tempo fa, aveva proposto di cambiare.
Non è proprio lo stesso discorso, ma tutto questo per dire che alcune cose potrebbero essere cambiate anche in virtù dell’evolversi dei tempi.
Concludo dicendo che , come in tutte le cose, bisognerebbe trovare il “giusto mezzo”, valutare attentamente le motivazioni che hanno portato due persone a divorziare e poi decidere in merito con dei canoni ben definiti
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Adesso lascio a voi la parola per sapere come la pensiate in merito.
Grazie dell’attenzione.

10 Commenti a ““EUCARESTIA SI, EUCARESTIA NO AI DIVORZIATI RISPOSATI:QUESTIONE APERTA” (Articolo scritto da ROSARIA.NA)”

  1. elisabetta8.mi scrive:

    Chiedo scusa,solo adesso ho letto questo articolo molto importante.Condivido il commento di Lorenzo.Dio è amore x tutti,,,il dottore nn cura chi sta bene ma cura gli ammalati e nel momento piu’ difficoltoso della nostra vita,Lui ci sostiene anzi ci porta in braccio,,,e quindi l’amore di Dio è misericordioso,,,mai essere sfiduciati ma fiduciosi del Suo grande amore x noi,,,Grazie x aver postato questo articolo,,mi auguro che possano leggerlo in tanti,,,,,

  2. giulia scrive:

    io penso che non siamo su questa terra per dare sfoggio della nostra infallibilità. Siamo qui perchè dobbiamo metterci alla prova, bombardati da tentazioni di ogni tipo. Se fossimo persone perfette, cadrebbe il motivo per cui siamo su questa terra. Chi ha sbagliato, o è stato vittima di un errore da parte di altri deve essere comunqque accolto fra le braccia di Gesù e l’Eucaresia non può essere che la miglior medicina da dare a chi è più malato, non il contrario come la Chiesa sta facendo credere. Chi ha sbagliato ha bisogno di essere curato più degli altri. E comunque mi piaceebbe sapere quanti sono coloro che vanno a fare la Comunione la domenica e sono completamente puri da ogni peccato, credo nessuno!

  3. domenico.RC scrive:

    cara Rosaria ,credimi, non mi sono sentito offeso per niente ,ci mancherebbe pure,scherziamo ,so perfettamente che qui si inseriscono commenti,ma in quel momento mi è andato di inserire ,appunto, solo foto ,pensando di fare cosa gradita ,comunque ,come ho detto prima ,non fa niente ,colgo, ancora, l’occasione per fare i complinenti al tuo ,piu ,che interessante articolo ,ciao alla prossima

  4. carlo6.RM scrive:

    cara Alba la confessione non e stata abolita per fare la comunione bsogna ancora oggi confessarsi,invece nNadia parla di tentazione peccare e umano anche Nostro Signore è stato tentato dal demonio nel deserto, riguardo alla comunione dei divorziati mi sembra giusto che chi Provoca il divorzio non va visto come il coniuge che lo subisce giusto non far fare la comunione a chi lo provoca,altrimenti fallirebbe anche l’indissolubilità del matrimonio.

  5. rosaria3.NA scrive:

    Dome’, mi dispiace ch tu ti sia sentito offeso, ma tengo a chiarire che io ho solo fatto postare l’articolo, non c’entro nulla, xche’ qui sono ospite , mentre in “incontriamoci” sono “gestore” al vs servizio. Cmq anche io all’inizio sono rimasta un po’ meravigliata nel vedere questi link qui nei commenti, poi, una volta aperti, ho capito. Forse, Dome’, non era il posto giusto x metterli, parlo di “posto” tecnicamente parlando, qui si mettono commenti. Ciao e buona domenica.

  6. nadia4.RM scrive:

    domenico io le ho viste le foto

  7. domenico.RC scrive:

    conosco da vicino questo problema mi sono trovato tantissime volte a discutere ,comunque avevo semplicemente mandato delle fotografie della basilica di San Pietro ,bastava che si cliccasse sul link pe raprirli ma evidentemente non andavano ben vist, che sono stati prontamente rimossi ,voleva essere un in piu a ciò che loro avevano scritto niente altro una bellissima cornice a ciò, che Rosaria e altri hanno espresso .Scusate ,non mi permetto piu’ ,anche, sedevo essere sincero non stavano male ,ok pazienza ciao ,bravi comunque

  8. lorenzo.RM scrive:

    Chissà che cosa voleva dire Domenico. L’argomento sottopostoci da Rosaria è di quelli tosti perchè riguarda i principi. Il matrimonio per la Chiesa è un sacramento, quindi c’è poco da scherzare. E la Chiesa come organizzazione, per sua natura, deve tutelare i principi fondamentali. Però tutto è soggetto ad evoluzione e la Chiesa come comunità di credenti mi sembra da tempo orientata a riammettere ai sacramenti quanti si trovano nella situazione così ben descritta. D’altra parte, il risveglio alla fede, seppure, come dato complessivo, soggetto a contestazione (mentre è incontestabile il declino delle vocazioni), è legato alla misericordia di Dio. Dio nel suo amore immenso per l’uomo accoglie i peccatori di qualsiasi genere che intendono riaccostarsi a Lui.Non rifiuta nessuno. C’è una meravigliosa Santa, Suor Faustina Kowalska, che sull’amore di Gesù ha scritto dei diari assai suggestivi. E Suor Faustina era molto vicina a Papa Giovanni Paolo II, che l’ha fatta Beeata e poi Santa. Se Dio è amore non può rifiutare chicchessia voglia riaccostarsi ai sacramenti. Questo sul piano della comunità dei credenti. Quanto alla Chiesa come organizzazione avrà i suoi tempi ma il cammino mi sembra avviato. Con tutte le cautele legate ai principi di cui parlavo prima. Peraltro, anche la Chiesa organizzazione deve prendere atto dei sentimenti del popolo dei credenti. Con riferimento a questa Chiesa, di cui, con la Sua particolare sensibilità, l’attuale Papa Benedetto, è spesso interprete, tanti problemi sono in evoluzione. Per esempio il matrimonio dei preti, la questione dei preti gay, il sacerdozio permesso alle donne. Sono tutti argomenti a diversi stadi di maturazione che, a mio parere, alla fine avranno esito positivo. I tempi non possiamo stabilirli noi, naturalmente, ma la direzione mi sembra scontata. Quanto all’indurre in tentazione del Padre Nostro, da tempo si intende “Aiutaci a non cadere in tentazione”. Certo sarebbe stato meglio cambiare in questa parte la preghiera. In conclusione, brava Rosaria e brava Annamaria.

  9. alba.ge scrive:

    io ho sempre pensato che la chiesa è un mercato vendono comprano la religione a loro piacere. Vi ricordate che bastava per il passato essere comunisti per avere la scomunica, poi per fare l’eucarestia dovevi essere digiuna dalla mezza notte e dovevi obligatoriamente confessarti. Ora non serve più perciò io mi sentirei libera se fossi divorsiata Dio ci accetta con i nostri difetti econ i divorzi.Senza che uomini con la toga sappiano i fatti miei

  10. nadia4.RM scrive:

    rosaria,bell’argomento.Dico subito che sono sposata da tantissimo tempo,e da tantissimo tempo nn sento il bisogno di queto sacramento,pero’ nn trovo giusto che le persone divorziate nn possano accostarsi ai sacramenti . se vogliamo parlare della sacra rota che su richiesta,a ragione o a torto …ma soprattutto a persone molto danarose conceda l’annullamento del matrimonio.si dice che l’uomo nn osi dividere cio’ che dio ha unito…..e allora la cosa valga per tutti. a proposito del padre nostro…sono anni che mi domando quello che tu rosaria hai detto……..nn ci indurre in tentazione. ho chiesto spiegazioni a qualche prete , ma ti assicuro nn hanno mai saputo rispondermi,…..perdonatemi gli errori

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