Inserisco con piacere una riflessione di Lorenzo.rm che commenta “politicamente” un articolo del Corriere della Sera.

Ritorno volentieri su “Riflettiamo” per parlare della linearità e lucidità di un editoriale a firma di Michele Salvati apparso sul Corriere della Sera n. 33 di lunedì 24 agosto.
Ho conosciuto l’autore molti anni fa alla Scuola di Scienze della Pubblica Amministrazione dell’Università di Bologna e lo considero una delle menti intellettualmente più rigorose a sinistra, economista e “tuttologo” di grandissimo spessore culturale.
Ebbene, Salvati si pone un dilemma. Il bipolarismo all’italiana, con l’”esasperazione e la rissa che caratterizzano il confronto fra centrodestra e centrosinistra, sono soltanto una conseguenza della speciale figura di Silvio Berlusconi? E in particolare del modo aggressivo in cui egli ha gestito quel confronto e del modo analogo in cui il centrosinistra –sventurata monaca di Monza- ha risposto”?
Non è che i contrasti fra gli schieramenti a cui siamo abituati in Italia, basati in gran parte su scontri fra orientamenti ideologici di destra e di sinistra, nasconde (il verbo è mio) “un contrasto interno agli schieramenti tra innovatori e conservatori, tra politici più lungimiranti e politici più sensibili al consenso elettorale di breve periodo”? (anche il punto interrogativo è mio).
Michele Salvati, riferendosi al famoso rapporto di Jacques Attali di due anni fa “Per la liberazione della crescita francese”, ricorda come fu colpito dal fatto che più di trecento dettagliate riforme in materie economiche e sociali venissero presentate come <né partigiane, né bipartigiane, bensì non partigiane>. E continua: “Se penso ai grandi problemi che ostacolano la crescita o la qualità civile del nostro Paese, faccio fatica a inserire le soluzioni ragionevoli nelle categorie di destra o di sinistra”.
Da qui le conclusioni, scontate forse per persone di buon senso ma non per spiriti duri e puri. Dice Salvati: “Si pensi, ad esempio, al sottosviluppo meridionale; all’inefficienza di tante amministrazioni pubbliche; agli scadenti livelli di istruzione o all’intollerabile evasione fiscale; all’assenza di ammortizzatori e sostegni al reddito per chi si trova in condizioni di disoccupazione e di povertà; o alla produttività stagnante del nostro sistema economico. Si tratta di soluzioni difficili, che possono contrastare con gli interessi di diversi gruppi sociali e con gli insediamenti elettorali dell’una e dell’altra coalizione, ma che non contrastano con i principi professati da una sinistra riformista e da una destra sensibile alla coesione sociale.”.  Peraltro (l’inciso è mio), “Anche quando esiste un serio contrasto di principi, il dialogo e il compromesso fanno bene alla democrazia”.
Chi scrive è convinto che l’ago della bussola, in politica, debba sempre essere rivolto in direzione degli interessi fondamentali del nostro Paese e che questo debba essere l’obiettivo di tutti gli italiani e di tutti i partiti, o coalizioni, che li rappresentano.
Vogliamo favorire un dibattito fra noi su questi argomenti? Forse ne varrebbe la pena.

Per chi ne volesse sapere di più e leggere l’articolo in questione:
http://archiviostorico.corriere.it/2009/agosto/24/BIPOLARISMO_ALL_ITALIANA_co_9_090824005.shtml


Lorenzo.rm    27/08/2009

7 Commenti a “IL BIPOLARISMO ALL’ITALIANA (Scritto da lorenzo.rm inserito da paolacon)”

  1. lorenzo.RM scrive:

    OK Antonio sono d’accordo sulla pazienza. Ma la strada dobbiamo imboccarla e prendere anche la giusta direzione. I ragazzi sono sempre meno sopportati e compresi dai grandi. Una amichevole stretta di mano.

  2. antonio.li scrive:

    E’ molto difficile fare quello che tu dici Lorenzo, per la semplice ragione che noi siamo una repubblica giovane. Gli altri popoli hanno centinaia di anni di storia che li hanno educati. Gli stati uniti dopo 70 anni di repubblica erano un paese dove la gente si ammazzava per la strada e il ladro veniva preso e impiccato. Lo fanno anche ora mi dirai ma ora ci sono le leggi allora non c’erano. Lo stesso dicasi per la francia e per l’inghilterra che sono paesi con due o trecento anni di democrazia per non parlare dei paesi del nord. Cresceremo anche noi ma non è una cosa che si fa dall’oggi al domani.Siamo ancora un ragazzo con i brufoli.Passeranno anche questi ma dobbiamo essere pazienti.

  3. lorenzo.RM scrive:

    Grazie Luciano, Antonio, Giovanna. Desidererei mettere in campo anche un’altra questione, che ho subìto sulla pelle avendo fatto politica attiva per più anni, quella della “diversità” degli italiani. Per rimanere nel campo politico, noi italiani avevamo un partito democristiano, un partito comunista e un partito socialista diversi dagli altri partiti, che so, al livello europeo, cui facevano riferimento. Questa storia della diversità degli italiani, che era anche diversità nel campo sindacale, imprenditoriale, ecc.. alla fine la sentivo come una specie di incubo. Penso che gli italiani dovrebbero veramente sforzarsi di non essere diversi, ma simili agli altri popoli. E quindi fare quello che nella maggior parte dei casi fanno gli altri. Per la loro credibilità e serietà.

  4. giovanna3.rm scrive:

    Lorenzo, anche questo argomento, che hai voluto trattare, è di grande interesse: un dibattito e un confronto, ispirati dal buon senso e da uno spirito democratico, sarebbero auspicabili e graditi. Riflettere sul perché la soluzione dei molteplici problemi, elencati da Salviati, sia stata disattesa, non sarebbe un esercizio inutile e scontato, a mio parere, ma di ulteriore approfondimento, nonché di attiva partecipazione ai problemi del nostro Paese.

  5. antonio.li scrive:

    L’ultimo paragrafo dell’articolo rispecchia anche il mio modo di pensare.Ma proprio per questa ragione non intraprendo una discussione. Perchè ultimamente gli interessi del paese e di tutti gli italiani non mi sembrano essere stati curati. Discuterne sarebbe mettere in chiaro quello che tutti sanno ma che molti fanno finta di ignorare . e la discussione che ne deriverebbe sarebbe sul sesso degli angeli. Con buona pace di Michele Salvati degnissima persona che pure io stimo.

  6. luciano3.RM scrive:

    Lorenzo il tuo servizio merita tanta riflessione.
    Certamente ha ragione Salvati nel ritenere che molti dei provvedimenti di cui l’Italia ha un enorme e urgentissimo bisogno sia di carattere sostanzialmente bipartisan. Secondo me serve un bipolarismo all’americana, che pensi, hai tanti problemi italiani, ad esempio, al sottosviluppo meridionale, all’inefficienza di tante amministrazioni pubbliche, all’intollerabile evasione fiscale, ai sostegni dei redditi bassi ai pensionati al lavoro dei giovani. Io spero che finalmente i politici riescono a fare un bipolarismo serio.

  7. lorenzo.RM scrive:

    Grazie a Paola anche della presentazione. Io sono un “tifoso” di Michele Salvati che, come detto nell’articolo, ho conosciuto tanti anni fa. Una cosa fondamentalmente mi piace di lui: l’equilibrio. E un’altra cosa anche: l’onestà intellettuale. Se lui una cosa non la vede non la piega a suoi eventuali disegni. E comunque la espone per quella che razionalmente gli pare, non ne fa un vessillo o una bandiera. E’ proprio un piacere leggerlo e ascoltarlo.

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