LE MUSE (varia umanità, cultura)

Parto dalla pubblicità su di una nota (o presunta nota) Clinica di chirurgia estetica, sponsorizzata da Jerry Scotti, nell’ambito della trasmissione “il milionario”. Pubblicità che ritengo scandalosa e fuorviante, si continua a promuovere la compulsività sfrenata nell’ottenere tutto dalla vita, dalla bellezza alla ricchezza e a qualsiasi costo. Ho letto un articolo di Michele Serra sul venerdì di Repubblica, che chiarisce bene il concetto, estendendolo anche alla nostra salute…
(Nell’era della chirurgia plastica anche il disagio e’ un neo da togliere, di Michele Serra, il Venerdi’ di Repubblica)


“Chi c’è dietro il dilagante potere delle case farmaceutiche? Ma è ovvio: ci siamo noi. Non siamo solo le vittime, non siamo solo i complici, siamo anche i mandanti della medicalizzazione della vita. Se ogni disagio diventa un insopportabile dolore, se ogni mancanza diventa una voragine nella quale temiamo di sprofondare, la nostra soggezione all’aiuto farmacologico, al sostegno psicologico, aumenta in progressione geometrica.
Accettare l’imperfezione, sopportare il limite,non sembra essere una qualità del nostro tempo. Peccato che niente sia più vulnerabile (meno perfetto ) dell’ansia di perfezione: ci rende insicuri, fragili e permeabili ad ogni speculazione sulla nostra fragilità. Se il timido, il nervoso, il troppo sensuale, il vivace si convincono della natura sindromica di un tratto della loro personalità, ecco che aumenta a dismisura il target degli impasticcabili. In fin dei conti, poter medicalizzare un difetto, o un ingrediente indigesto del nostro carattere, ci permette di estroiettarlo: non sono io “quella cosa lì”, è un accidente, un intrusione , un virus, un corpo estraneo dal quale liberarmi.
Alla chirurgia estetica di massa minaccia di sommarsi anche la smania di estirpare i difetti, veri o presunti, della nostra fisionomia psicologica. E la “personalità perfetta”, così come sortisce da questo quadro ossessivo, assomiglia molto “al volto perfetto “prodotto dal bisturi: seriale, omologato con i connotati cancellati assieme alle rughe. Come se la scrittura della vita contenesse tanti e tali errori, che è più prudente, più rassicurante azzerarla.
(Meglio non avere faccia,che averne una troppo impegnativa,sembrano dirci i volti piallati di migliaia di signore. Qualcuno deve averle convinte che l’età è solo una sindrome: il tempo è una malattia?)
Credo che “disagio” sia la parola chiave. Nei nostri anni, ogni normale sottozero invernale diventa “un gelo polare” e ogni normale canicola estiva, diventa “caldo record”.
E “Italia paralizzata dal gelo” è il titolo terrifico-e rituale-che accompagna il ritardo dei treni, gli ingorghi causati dalla neve, le astanterie che si affollano di anziani fratturati, insomma una straordinarietà così prevedibile da far parte, a pieno titolo, della normalità. Una specie di pigrizia nevrastenica (ossimoro) ci fa considerare inaudito e insopportabile, qualunque intoppo, qualunque fatica straordinaria. Se ogni disagio fisico diventa “emergenza”, ogni stato di malessere diventa “malattia”.
E in un paio di generazioni siamo passati dal negazionismo bigotto (quando la depressione, lei sì una sindome in piena regola, era considerata un banale cattivo umore) all’estremo opposto: una credulità disarmata di fronte alla medicalizzazione di tutto.
Salutismo compulsivo e ipocondria di massa mi sembrano fortemente alimentati dalla dilagante incapacità (questa sì patologica) di affrontare il disagio. La normale fatica di convivere con gli ostacoli esterni e interni, intoppi sociali e privati. Qualcosa che appartiene al corso quotidiano delle cose. L’abitudine della nostra inadeguatezza, quel famoso “sapersi accettare”, che a partire dal mondo classico , è uno degli obbiettivi della maturità.
Suscita una ragionevole paura un mondo che crede di poter “guarire ” da se stesso con una pillola , anzi con mille pillole, per ciascuna delle inquietudini che ci fanno compagnia. Fa paura perché è- soprattutto – un mondo immaturo, non adulto. Suggestionabile.
Continuamente bisognoso di una “guida” esterna. Il miglior mondo possibile per chi vuole vendere non solo le pillole, ma tutto il vendibile.

4 Commenti a “ESTETICA CHIRURGIA di francomuzzioli”

  1. franco muzzioli scrive:

    Giulio,come solito le tue argomentazioni coincidono con le mie. Sono d’accordo sul fatto che è ” il condizionamento che oscura le menti ” .Non sono peggiori i giovani che si bucano con “le ferraglie” o si fanno i tatuaggi ,di quello che eravamo noi , non sono peggiori le ragazze che si rifanno il seno ,dalle nostre passate compagne. Loro forse non hanno un padre che sà dare una sberla al momento giusto ed hanno una società corrotta, edonistica e fasulla che propone solo consumismo e fatuità. E noi forse,dovremmo fare qualche piccolo esame di coscienza e da vecchi uomini che però ricordano che qualcuno ci ha parlato di principi e di valori dovremmo continuare a riproporli, perchè ne sono certo,qualcuno li ascolterà .

  2. Giulio Salvatori scrive:

    Franco , uno come me nato e cresciuto alle falde delle Apuane, dove la giornata lavorativa non aveva fine, dove l’orologio scandiva le ore con le lancette del sole, dove la semplicità , i buoni propositi, il rispetto…erano l’anima della vita, rimane difficile capire questa società consumistica.Ho sempre nella testa la prima sberla che mi diede mio padre quando mi trovò in tasca un mozzicone di sigaretta.Come non condividere le opinioni di Giulia e Pino? Oggi fanno da guida il mondo delle veline, dei lustrini, del – Tutti Belli -Le palestre sono stracolme di patiti e patite della linea.No!Non sono fuori tema Franco; ecco che il condizionamento oscura le menti e,molte ragazzine ricorrono al bisturi per migliorare il seno e altro.Sicuramente dal mio punto di osservazione affiorirà una miopia senile che mi porta a vedere , e di conseguenza a fare considerazioni errate.Spesso su queste pagine ho suggerito la terapia dando anche la dura cura per educare i ragazzi bulli e violenti, ma sono fermamente convinto che, alla base di tutto ciò c’è la famiglia con il Dizionario delle regole. Ancora una piccola ma importante nota:è completamente assente il sistema sanitario .Osservate quanti giovani, e anche meno giovani, si bucano il naso, le labbra, le sopracciglia…con dela ferraglia, la chiamo io.Si sfigurano con degli orrendi tatuaggi, questo è il progresso?Questa è crescita della società? “Cliniche ” private che nascono come funghi, è sinonimo di: attenta Sanità?Franco, ti ringrazio del tuo articolo, ma è meglio che mi ferma qua , prima che emerga lo spirito del -Maledetto toscano .

  3. giulia4.mi scrive:

    Ho letto con molto interesse il tuo articolo Franco, mi trovi in sintonia con le tue riflessioni, la cosa più preoccupante è che anche i ragazzini preadolescenti soffrono ormai di questa mania di perfezione estetica, e nn si preoccupano minimamente della loro bellezza interiore, sarà perchè ormai questo è il modello che società e famiglia insegnano loro.

  4. pino1.sa scrive:

    Franco, certo è più facile ricorrere alla medicalizzazione anche dei difetti del proprio profilo psicologico invece di cercare di riconoscere i propri difetti e corregerli, per quanto possibile, specie quelli che derivano da cattive abitudini comportamentali. Noi speriamo sempre che le correzioni ai nostri errori debbano intervenire dall’esterno, a mezzo pillole senza alcun nostro impegno personale. invece poi siamo bravissimi a notare i difetti degli altri.

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