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Firenze - Chiesa di S. Spirito -La Pentecoste rosone in facciata di Pietro Vannucci (detto il Perugino)


Una riflessione aspettando la Pentecoste

La Pentecoste, che tradotto dal greco ha il significato di cinquantesimo giorno, è un’altra delle feste più importanti della religione cristiana; ricorre cinquanta giorni dopo la Pasqua in ricordo della discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli apostoli.  Anche al tempo di Gesù esisteva la festa di pentecoste ma con essa gli Ebrei ricordavano il giorno in cui sul monte Sinai Dio diede a Mosè le tavole della Legge.

Quando Gesù era ancora con i suoi discepoli, preannunziò l’invio dello Spirito con queste parole:

“…dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò” (Gv16,7), disse pure “….quando però verrà lo Spirito di verità egli vi guiderà alla verità tutta intera…”  … egli vi dirà le cose che sente da me e dal Padre. (Gv16,13-15).

Infatti dopo la risurrezione e l’ascensione di Gesù, cioè il Suo ritorno alla casa del Padre, accadde che:

1Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; 4ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi…

La straordinarietà dell’evento ricordato e raccontato da Luca, negli atti degli apostoli al capitolo 2, versetti 1-4, non è tanto nelle manifestazioni prodigiose ed esteriori che accompagnarono  in modo visivo e fisico la discesa dello Spirito, quanto quello di ricevere nell’intimo il dono della fede, cioè la capacità di instaurare un rapporto totalmente nuovo con Gesù, nel riconoscerLo vero uomo e vero Dio, figlio del Padre, unico mediatore tra l’uomo e Dio; tale nuovo rapporto che aumenta la nostra fiducia in Gesù, fa sì che Lui ci possa indicare la strada per ampliare la nostra capacità di accogliere le ricchezze che il Padre dona e che per nostra limitatezza non vediamo, non comprendiamo e non accogliamo.

Giotto Pentecoste

Duccio di Buoninsegna, La Pentecoste

I discepoli che pure erano ancora sbalorditi della risurrezione e dell’ascesa al cielo di Gesù, grazie allo Spirito, da quel giorno, ebbero piena conoscenza delle cose dette e fatte da Gesù. Prima infatti, pure avendo vissuto gran parte degli eventi in maniera diretta, non ne avevano compreso la reale portata né avevano capito la vera missione di Gesù.

L’Amore di Dio ha voluto che gli apostoli e tutti i cristiani che accolgono l’azione trasformatrice dello Spirito, con fiducia sempre più grande per la persona di Gesù ed il loro amore scambievole, sul tipo di quello che Dio ha per Gesù, costituissero un anticipo della realtà nuova promessa all’uomo e che definitivamente si realizzerà dopo il ritorno di Gesù. Il giorno di Pentecoste i discepoli gustarono la bellezza di essere amati dal Padre e di amare con quello stesso amore tutti gli uomini, fratelli di fede e non, ai quali dovevano recare, sempre per dono ed esigenza dello Spirito e quasi come una espansione di “Amore”, la buona notizia del riscatto. Insomma, proprio da quel giorno nacque la Chiesa “l’ecclesìa” cioè l’adunanza di persone che, grazie allo Spirito, mettendo Gesù al primo posto e coltivando questo rapporto nuovo, realizzano quella unità e corrente di Amore che sale verso Dio-Padre e scende verso i fratelli di fede, e verso gli altri e tutta la natura, in attesa del riscatto finale.

È per tale motivo che i cristiani ancora oggi nutrono, come dice San Paolo, “la sicura Speranza” consistente nel desiderio che l’incontro con la persona di Gesù, che già li ha fatti nascere a nuova vita, possa completarsi al più presto, all’epoca della sua seconda venuta, con la risurrezione dei corpi e con la piena instaurazione del regno dell’ “Amore”.

è sempre la Forza dello Spirito che, se esplicitamente ed intimamente accolta dall’uomo,  rende possibile la nascita e l’ampliamento della fede, il realizzarsi di azioni positive che soddisfano la volontà di bene della persona e la trasformazione dell’individuo che è così reso degno di ricchezze sempre maggiori che realizzano compiutamente quel rapporto nuovo di figliolanza con Dio Padre.

è con tali pensieri che auguro a voi tutti una Buona Pentecoste.

Pino1.sa  23 Maggio 2010

10 Commenti a “Una riflessione aspettando la Pentecoste scritto da Pino1.sa”

  1. gigi scrive:

    Cari nel Signore
    Vorrei dare la mia testimonianza di fede.
    Sono un giovane credente cristiano, e scrivo dalla provincia di Caserta, per testimoniare come ho trovato la gioia e la pace della salvezza di Cristo.
    Come credente cristiano , scrivo a tanti credenti nella fede, per condividere la fede in Gesù Cristo, e la gioia che ho trovato invocando il SUO NOME ,”non a scopo di contesa o contrasto”. Affinché testimoniando la pace ,la gioia e il Nome Maestoso di Gesù Cristo , tante anime possano realizzare anch’essi la Grazia dell’evangelo di Gesù Cristo.
    Sapete, come tanti nella vita vivevo una fede saltuaria ,e quindi cercavo di riempire quel vuoto nel cuore che avevo come molti ,con tante cose di questa vita, offendendo Dio del continuo nella mia ignoranza dell’Amore di Cristo, perché come fedele mi sentivo a posto ;avevo fatto la comunione ,i sacramenti ,ero cristiano , anche se poi sentivo quell’insoddisfazione che non dava pace e soprattutto non conoscevo quella Gioia e quel grido di giubilo descritto nel Salmo 118,14-15 .
    Tutto ciò aveva appesantito il mio cuore e la mia mente, ero triste ,sentivo un peso enorme nella mia vita;
    Ma un giorno mi parlarono di un Gesù diverso, Potente,che poteva aiutarmi, poteva darmi pace e salvezza; non c’è la facevo più ,allora a casa di una sorella nella fede che pregava molto il Signore , Gridai al Signore che avesse pietà di me ,gli aprii il mio cuore, gli chiesi di perdonare il mio peccato e la mia iniquità, sentii nella stanza la Presenza di Dio in un modo forte ; tutto in pochi minuti, sentii il Suo Perdono ,il Suo Amore ,una Grande Pace, saltavo e gioivo come un bambino ,una Grande Luce vidi e sentii entrare in me.
    Da allora sono passati circa 15 anni ,anche in mezzo a tante difficoltà della vita, sento la Sua Pace e la Sua gioia che mi accompagnano; sono sposato con due figli, amo molto mia moglie, non l’hò mai tradita, perché Dio me la mostra bellissima, mi riempie il cuore verso di lei.
    Ecco perciò ogni giorno testimonio il Suo Grande Nome, predico Cristo ,con umiltà e sincerità di cuore ,senza dispute o contese ,”affinché possa guadagnare tante anime a Cristo ,poiché anch’io sono stato da Lui guadagnato” come l’Apostolo Paolo ,Pietro, e tutti quelli che hanno servito il Suo Nome, affinché tanti, ma tanti come me possano incontrare Gesù sulla propria via di Damasco, e possano farlo Signore delle proprie vite.
    Ancora fraternamente vi saluto nel Signore , sarà un piacere ricevere il vostro pensiero e le vostre testimonianze .

    Gigi

  2. carlo.6 scrive:

    Questo è il mio primo approccio in questo sito, sarò, se ritterete opportuno piu’ preciso; Sono un meditante da molti anni e presumo che l’evento “PENTECOSTE” rappresenti un passaggio (esoterico) nel quale il praticante della medizione deve “mondarsi” cioè, – deve annullare il pensiero affinchè lo Spirito Santo giunga e renda netta e limpida la mente per “conoscere” l’Assoluto.

  3. franco muzzioli scrive:

    Sei fortunato Pino, la fede ti dona certezze che io non ho, vorrei sai ! Ma la ragione ha il sopravvento . Credo nell’uomo ,nella comunione di affetti tra essere ed essere ,credo che il marito di Alba ,che ancora era in Lei e che in Lei rimarrà sempre ,abbia gridato una sua ultima splendida volontà, ecco forse la mia unica fede è l’amore.

  4. alba morsilli scrive:

    sono una persona che non frequenta la chiesa non conosce il vangelo ma so che un Dio esiste. vi racconto un fatto che mi è accaduto poi lascio avoi giudicare.
    al funerale di mio marito con i miei bambini la più piccola aveva 8anni pronta per la 1 comunione rimandata per la malatia del padre
    appena fatta la communione dentro di me sentii un calore come avessi la febbre a 40una voce interna che mi diceva “laura la 1communione “chiamai il prete che si stava avviando al tabenacolo e dissi possiamo dare la communione a laura
    mi disse si
    Ecco che cosa mi è successo Dio me ne prendeva uno ma veniva dentro asua figlia
    non mi sono mai spiegata l’accaduto so solo che mi ha turbato parecchio

  5. Giulio Salvatori scrive:

    Che dire Pino, per uno come me è difficile affrontare il più piccolo dei commenti.Da quando ti “conosco”ho sempre sentito dalle tue esternazioni , la parola di un uomo buono.Concetti come si legge :-(…) l’ampliameno della fede, il realizzarsi di azioni positive- considerazioni che fanno brecia anche in un – maledetto toscano – Grazie

  6. titna.is scrive:

    Pino, il tuo articolo porta a riflettere, ancora una volta, sull’importanza della religione nella vita di ogni credente. Cosa saremmo noi senza il rifugio sicuro e accogliente della fede? Purtroppo per me, a volte la mia fede vacilla e non sai, in quei momenti, quanto vorrei essere come te!!!!

  7. ANGELOM scrive:

    Pino complimenti!!!! Questo tuo articolo mi ha portato a riflettere molto sulla festività della Pentecoste e il suo grande valore per noi cristiani.Trovo bellissime le immagini che hanno accompagnato il tuo scritto.In special modo il rosone della chiesa di S.Spirito.Siamo in attesa di altre tue testimonianze, ti aspettiamo.Grazie.

  8. lucy.tr scrive:

    Molto bello questo articolo di Pino! Come sempre tratti gli argomenti religiosi con grande competenza e fede cristiana.Le tue parole,in questo momento un po’ critico per la chiesa cattolica, sono di grande aiuto a noi credenti per ritrovare i giusti valori.Grazie ancora!

  9. Guglielmo scrive:

    Gesù Cristo con la sua morte e la sua risurrezione ha riconciliato tutta l’umanità con Dio Padre, per sempre.
    Lui è l’Agnello di Dio. l’innocente che per amore prende su di sè il peccato e tutto il male del mondo e si offre al Padre, per riscattare tutta l’umanità.
    Il Cristo risorto ci appare in una prospettiva nuova ma se non gli facciamo posto dentro di noi non riusciamo mai a riconoscerlo.

  10. Lorenzo.rm scrive:

    Una pagina bellissima, Pino. Da meditare con grande attenzione perché ragiona e fa ragionare. Ci porta a verità di fede ma ci spiana anche il cammino verso tali verità. Certe volte mi domando perché, a parte tutto, non si capisce o si sottovalutano aspetti delle Scritture che sono compendi di riflessioni profonde. Trattatelli di filosofia. Itinerari verso montagne purissime.

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