AGORÀ

SENATORI A VITA
Ultimamente abbiamo letto su giornali autorevoli, se ha senso nominare i senatori a vita :- Vedi gli ex presidenti della Repubblica , e altri personaggi come la Montalcini etc . E badate bene, hanno diritto di voto e sono sempre assenti.Questo vuol dire, lontani dai problemi politici. La domanda viene spontanea:- Ma avete mai visto un operaio nominato –Senatore a vita?- E non mi venite a dire che non hanno dato a questa Repubblica. Prendi un addetto  alla catena di montaggio, lo riducono come un robot, e due soldi di pensione. Un cavatore, operai  alla manutenzione delle strade con questi caldi torridi, un operaio della miniera, un contadino, un pescatore… e lungo sarebbe l’elenco. Ma mai, mai un operaio, un lavoratore, ch’io sappia,  è salito su quella poltrona di-Senatore della Repubblica -  a vita. Se qualcuno è fortunato, gli danno una medaglietta di Cavaliere del lavoro e una pergamena.
Eppure ci hanno sempre insegnato che:- L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro. Devo ammettere che vengo da un altro pianeta, e pertanto mi rimane difficile essere, e rimanere inquadrato negli schemi. A volte, dialogando con lo scomparso Antonio di Livorno, si affrontavano questi problemi, e la risposta rimaneva sempre in aria. La verità sta, come dice un altro senatore a vita, Andreotti, nelle mani di chi pigia i bottoni. E più volte ha detto questo grand’uomo che  :- Il potere logora chi non ce l’ha-. Belle parole degne di uno statista. Sono come quei preti che predicano bene e razzolano male.
E si legge ancora su questi giornali autorevoli che sono la mente del potere che, Bossi lo faranno Senatore a vita. Alcuni scrivono chiaramente il suo nome. Ma come, non è quel ministro della Repubblica Italiana che ha sempre gridato:- Roma Ladrona-
Dal basso della mia scranna  propongo il prossimo senatore a vita , una donna, una contadina. Magari madre di cinque o sei figlioli che lavora la terra e governa le bestie, e va a riposare quando tutto è a posto?
Immaginatevi questa donna seduta su quella poltrona, con le guance rosse, con i capelli tenuti da una semplice permanente… Non occorre che prenda la parola, il suo sguardo direbbe tutto. Lo so che le mie uscite danno noia a molti, ebbene, basta dirlo amici eldyani, conosco ad occhi  chiusi la via delle Apuane .
Giulio.lu  30 agosto 2010

nota

senatori attuali
Dott. CIAMPI Carlo Azeglio
Dott. SCALFARO Oscar Luigi
Dott. ANDREOTTI Giulio
Dott. COLOMBO Emilio
Dott.ssa LEVI-MONTALCINI Rita
Dott. PININFARINA Sergio

12 Commenti a “SENATORI A VITA scritto da Giulio.lu”

  1. ANGELOM scrive:

    Caro Giulio, senatori a vita (ONORIFICENZA BEN RETRIBUITA) ci si diventa dopo una lunga vita politica dedicata agli altri, costruendo qualcosa per il popolo, usando belle parole convincenti. Noi poveri mortali che abbiamo dedicato parte della nostra vita all’azienda (come è successo a me), se ci arrivi dopo 25 anni di lavoro, ti regalano come ricordo una bella medaglietta simil oro e ti gratificano con questo atto, e tutti siamo contenti. Purtroppo questa è la prassi che vige nel nostro paese, e anche se non ci va bene dobbiamo accettarla. Senatori a vita possono essere anche quelle donne che si spezzano la schiena ne loro lavoro dalla mattina alla sera e tutti quei poveri minatori che usciranno da quel buco fra tre mesi. E’ solo un titolo, che però per questi designati porta privilegi economici e onori agli occhi di tutti. Se tutto questo sia giusto o no, chi lo può dire? chi ha il potere di cancellare questa nomina? Credo che queste domande non abbiano risposta.

  2. pino1.sa scrive:

    Giulio questa volta ho avuto molta difficoltà a commentare in primo luogo perchè non mi sento molto ispirato con gli articoli che riguardano la cosa pubblica, in secondo luogo perchè quelli che precedono hanno già detto tutto quello che c’era da dire in proposito, Carlotta poi magistralmente ha messo la ciliegina sulla torta in um modo così sentito perchè coinvolta in prima persona che posso dire se non UN GRAZIE A VOI TUTTI EDITORE, AUTORE E COMMENTATORI che mantenete viva ELDY.

  3. Giulio Salvatori scrive:

    Scriveva tempo fa Franco Muzzioli che , mando a memoria (-I commenti sono i pilastri dei blog…)Condivido, “sorreggono ” l’elaborato di colui che scrive. Lo impreziosiscono, gli danno quella struttura forte e sostanziale .Secondo me, oltre che a ringraziarVi tutti, bisogna leggere e riflettere sul commento di Carlotta .In definitiva è l’anima di quello che volevo dire, di quello che volevo comunicarVi.Ecco ! Qui nessuno vuol salire in cattedra, credo che alla mia età, la carriera sia al termine .Pertanto , tutte le Pennellate rendono il quadro veramente interessante .Grazie a Paola che ha saputo mettere la Cornice giusta .

  4. lucy.tr scrive:

    Giulio,come è solito fare, punta il dito sui privilegi della nostra classe politica. Sicuramente non è giusto che alcune persone vengano insignite della carica di senatori a vita, pur non avendo fatto imprese eccezionali, e che sarebbe meglio premiare semplici cittadini per la loro onestà verso la famiglia e il lavoro. Tutto questo non avviene, è stato spiegato ampiamente negli altri commenti, se non si ha un nome altisonante non si può trovar posto in questi giuochi politici e di potere,il cittadino comune non troverà mai uno spazio. E’ un utopia pensare che si possa trovare un altro metro per l’attribuzione di queste cariche…

  5. carlotta scrive:

    Non ho mai commentato argomenti di natura politica ma questa volta vorrei dire qualcosa…
    - anche al mio papà anni fa è stato consegnato il “prestigioso” riconoscimento di Cavaliere del Lavoro con una cerimonia in pompa magna, un bel discorso, una pergamena, una medaglia, una stretta di mano e una bella fotografia in una cornice d’argento.
    Aveva lavorato duramente in tutta la sua vita e come spesso ripeteva, quasi sempre “sotto lo stesso padrone”…
    Era il responsabile di una squadra di 16 operai specializzati, i migliori dicevano, impiegati in interventi nelle varie sedi dislocate in Italia, ma in modo particolare nella sede della Montedison di Porto Marghera. Ragazzi giovani e padri di famiglia morti tutti uno dopo l’altro di leucemia nell’arco di pochi anni. Quale responsabile, aveva più volte informato la Direzione dei rischi a cui venivano esposti, con l’unico risultato di ricevere più volte pressioni affinchè si dimettesse.
    Ma, con la tenacia di chi sapeva di essere nel giusto ha combattuto fino alla fine per “quei ragazzi”… così li chiamava e per le loro famiglie.
    Il riconoscimento di Cavaliere del Lavoro, per lui aveva rappresentato solo un ulteriore tentativo di farlo tacere, un inutile “bavaglio” che, una volta tornato a casa, era finito dritto dritto nella spazzatura.
    Il destino ha voluto che anche lui si ammalasse e il suo più grande rammarico è stato quello di non aver potuto fare abbastanza per loro.
    In soli otto mesi se n’è andato….
    Oggi io, tua figlia, nomino te papà…”senatore a vita” unitamente a tutti i “tuoi ragazzi”… le loro famiglie e a tutti coloro che hanno dato la loro vita per il lavoro.

  6. franco muzzioli scrive:

    Giulio ,quanto hai ragione, condivido ogni parola di quello che hai scritto, anche noi però abbiamo un torto….almeno per la maggioranza….votiamo male…e un pò del” Bossi senatore a vita “…è anche colpa nostra.

  7. alba morsilli scrive:

    sono andata a leggermi il perchè si diventa senatori a vita con quale meritio oltre a essere ex Presidenti della Repubblica
    credo di aver capito che sono persone che hanno portato un beneficio a livello culturale come Levi Montalcini, e Eugenio Montale
    scusate dimenticavo Androtti che ha portato all’Italia ?
    se no i suoi intrighi con la mafia poi assolto ma le voto del bacio sono incacellabili
    Si io mi sentirei di andare al senato come quella contadina che voi avete nominato, noi donne che di vita vissuta ne abbiamo sulle spalle, E che vita! L’operaio è solo carne da macello ve lo immaginate seduto li con cravatta ma le mani piene di calli,ci stona anche se il suo cervello raggiona meglio di loro

  8. Giulio Salvatori scrive:

    Grazie Marc, sfondi una porta aperta.Anche tu…vieni da un altro pianeta .

  9. marc52 scrive:

    Commenti abilitati
    Finché morte non ci separi!” – Formula per designare i senatori a vita
    “Siano lodati per l’eternità!” – Silvio Berlusconi su senatori a vita durante il governo Berlusconi
    “Possano marcire fra le fiamme dell’inferno, cribbio!” – Silvio Berlusconi su senatori a vita durante il governo Prodi
    “Senza di noi non esisterebbe!” – Senatori a vita su governo Prodi

    Il senatore a vita (dal latino senàtor ad vitam) è un’oscura creatura che vive all’interno del Parlamento italiano, distinguibile dagli altri senatori per la sua natura selvaggia e onnivora e per l’avanzato stato di decomposizione chimico-fisica.
    Comportamento
    Un esemplare di senatore a vita.Il senatore a vita è una specie animale appartenente al genere del politicus ladronis, categoria animale che prolifica all’interno dei paesi industrializzati e dei regimi comunisti, costituendo un costante pericolo per l’homo (poco) sapiens.
    A differenza del comune politicus, la specie dei senatori a vita è stata dichiarata a rischio dal rinomato WWF a causa dei frequenti linciaggi subiti dagli altri senatori. Infatti, il senàtor ad vitam è poco accetto nel resto del branco poiché il suo ingresso nel gruppo non è deciso dagli esseri umani votanti, ma da un’entità superiore, che lo sceglie in base ad una cospicua somma di denaro illustri servigi resi alla Nazione.
    Una volta entrato nel branco, il senatore a vita tende a non identificarsi con le due fazioni di politicus in continua lotta fra di loro, bensì è solito a sostenere la coalizione maggiorativa. Questo causa proteste dalla coalizione opposta, che tende ad aggredire l’indifeso animale, causandone l’estinzione.
    Diventano senatores ad vitam anche tutti i vecchi presidenti, che, non appena scade il loro mandato, subiscono una vera e propria mutazione genetica.
    I senatores ad vitam solitamente non abitano in case normali ma in celle di ibernazione nelle cantine di Palazzo Madama e vengono tirati fuori solo in occasione di votazioni importanti dove il governo rischia di andare sotto e cadere. Il rispetto per gli anziani è diffuso anche fra i parlamentares.
    Caratteristiche
    Un altro senatore a vita, quando era giovane.A causa dell’avanzato stato di estinzione dei senatori a vita, è stato difficile tracciare un quadro preciso della specie animale. Tuttavia, alcuni scienziati giapponesi sono riusciti a elencare le principali caratteristiche psico-fisiche di un esemplare tipo di senàtor ad vitam:
    Avanzato stato d’invecchiamento;
    Difficoltà motoria;
    Dislessia;
    Scarsa capacità visiva;
    Minore facilità alla rissa rispetto agli altri senatori;
    Tendenza all’autoerotismo.
    Almeno 2 sentenze sulla sua testa per reati di mafia.
    Gobba
    Pannolone
    Naturalmente, queste qualità non sono comuni a tutti i senatori a vita, ma a nessuno importa. Siccome sono in avanzato stato d’ invecchiamnto occorre maneggiarli con cura a causa delle ossa ormai come gessetti per la lavagna, in ogni caso se si stacca un arto, sono muniti di montatura a baionetta e facilmente ricomponibili.
    Alimentazione
    Altro giovane esemplare di senatore a vita, in questo caso di sesso femminile.[citazione necessaria]A differenza del comune parlamentare, che si ciba comunemente di esemplari dello schieramento opposto, il senatore a vita è onnivoro: è solito a cibarsi di esemplari di ambedue le coalizioni animali. Il senàtor ad vitam presenta anche una sinistra tendenza a cibarsi di interi Governi: il suo passatempo favorito è, alternativamente, far inciampare Governi provocandone la fine o salvare Governi in precario equilibrio negando a essi una sana eutanasia:
    (DA: NONCICLOPEDIA)
    La Costituzione stabilisce che può essere eletto presidente ogni cittadino italiano che abbia compiuto i cinquanta anni di età e che goda dei diritti civili e politici.
    Giulio tu mi parli di Senatori, ma hai mai visto eleggere un parlamentare operaio?

  10. Giulio Salvatori scrive:

    Giuliano, benedetto il tuo trisnonno. Lo so che la Costituzione prevede quanto tu dici, ma anche gli operai hanno dei meriti speciali, non credi?. Fra l’altro mi sembra ci sia anche un film il cui titolo è (mi sembra) -La classe operaia va in paradiso- e sai perche? -Perchè l’inferno l’hanno sulla terra . Per quanto riguarda il lardo di colonnata , lo conosco benissimo e ti ringrazio della ricetta.

  11. giuliano4r.m. scrive:

    Premetto che piacerebbe anche a me vedere una madre di cinque o sei figli che ha lavorato la terra o un addetto alla catena di montaggio, nominati senatori ma……….:
    La carica di Senatore a vita è, nella Repubblica Italiana, una carica cui accedono di diritto, salvo rinuncia, gli ex Presidenti della Repubblica definiti Senatori di diritto e a vita (art. 59, comma 1 della Costituzione).
    Inoltre, il Presidente della Repubblica può (può non deve) nominare cinque Senatori a vita per aver “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario” (art. 59, comma 2 della Costituzione).
    Qualche esempio: Einaudi esercitò il diritto di nomina per otto volte per sostituire Arturo Toscanini (che aveva rinunciato), Trilussa e Guido Castelnuovo (che nel frattempo erano deceduti).
    Scalfaro, fedele alla seconda interpretazione, non ha nominato alcun senatore durante il suo mandato.
    Ciampi ne ha nominati 5, ma attendendo che il numero di senatori per merito scendesse nel 2001 sotto il limite del valore di 5 e rispettando tale limite, sino alla fine del suo mandato. Napolitano (egli stesso già senatore a vita prima dell’elezione), per ora, non ha fatto alcuna nomina.
    Da ricordare che la signora Rita Levi Montalcini: in passato memorabili le sue querelle in Parlamento con Storace, che le suggeriva di prendere un paio di stampelle per recarsi alle votazioni. (durante il governo Prodi è stata quasi sempre presente).
    Da qualche tempo ci sono due proposte di legge per modificare l’articolo 59 della Costituzione che regolamenta le modalità per la nomina dei “Senatori di diritto e a vita”.
    Non è la prima volta che si parla dell’abolizione dell’istituto dei senatori a vita. La questione è sollevata spesso e sempre con la medesima motivazione di fondo: in una democrazia rappresentativa non è corretto che alcuni parlamentari siano nominati da una singola persona, sia essa di garanzia come il presidente della repubblica, senza nessun fondamento democratico.
    Le origini dell’istituto:
    «È un retaggio dello Statuto Albertino che prevedeva, al fianco di una Camera elettiva, un Senato composto dai principi della famiglia reale, i quali ne entravano a far parte di diritto al compimento del ventunesimo anno di età, e dai membri nominati a vita dal Re, che li sceglieva tra categorie di dignitari individuate dall’articolo 33 dello stesso Statuto.
    Tu Giulio nomini Andreotti ed io aggiungo Cossiga: che durante la propria presidenza, diceva di voler abolire l’istituto dei senatori a vita «che può creare gravi distorsioni politico-istituzionali» nel caso di maggioranze parlamentari deboli, seguì la seconda interpretazione e nominò cinque senatori a vita. Poiché è stato presidente della repubblica, Cossiga è un “senatore di diritto e a vita”, ma non ha comunque dato da subito il buon esempio rinunciando alla carica – come previsto dalla Costituzione – e ai benefici connessi dei quali ne ha usufruito dall’aprile del 1992.
    Tranquillo Giulio non vieni da un altro pianeta e nel caso dovessi prendere la via delle Apuane, seguendo la”carriona”strada che dal mare ti porta ai monti, vai solo per acquistare il lardo di Colonnata. Non so se conosci questa ricetta:
    Asparagi al lardo di Colonnata
    Un piatto gustoso e sfizioso, facile e veloce da preparare.
    Per 4 persone:
    • 24 asparagi cicciottelli
    • 24 fettine di lardo di colonnata
    • qualche rametto di rosmarino
    • 4 spicchietti d’aglio
    • olio extravergine d’oliva e sale quanto basta

    Pulisci gli asparagi e lessali velocemente nell’acqua salata. Scolali bene ancora un po’ duretti e scrocchiarelli ed elimina la parte dura del gambo.
    In una padella fai scaldare un po’ d’olio e aggiungi gli spicchi d’aglio e i rametti di rosmarino. Unisci gli asparagi e ripassali qualche minuto in padella cercando di non romperli.
    Falli raffreddare e avvolgili uno per uno nelle fettine di lardo di Colonnata come involtini.
    Passali in una teglia e infornali in forno già caldo giusto il tempo di far sciogliere le fettine di lardo.
    Servi gli asparagi ben caldi.

  12. lieta scrive:

    caro giulio tì do’ un baciotto sulla guancia come fosse quella della senatrice proposta che mi piace assai il concetto giulio sei in gamba ciao

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