Oggi, 25 novembre, è la festa del Ringraziamento negli Stati Uniti, e ne parlo per spiegare brevemente di che si tratta, visto che è menzionata nei telegiornali;ma oggi è anche la giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Un pensiero concreto per tutte le donne, vittime in ogni punto del nostro pianeta ed un’azione, firmando il “petalo di rosa“.  

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5 Commenti a “Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne”

  1. Lorenzo.rm scrive:

    Mi sono arruolato da tempo nell’esercito di salvezza. Forza.

  2. paolacon scrive:

    Mi sono posta la domanda:perchè proprio il 25 novembre per dedicare una giornata alla riflessione sulla violenza perpetrata ai danni delle donne? Ed ho trovato la risposta in rete, che vi riporto.

    Patria Mercedes (27 febbraio 1924 – 25 novembre 1960), Minerva Argentina (12 marzo 1926 – 25 novembre 1960) e Antonia María Teresa Mirabal (14 ottobre 1936 – 25 novembre 1960) sono state tre sorelle dominicane che si opposero alla dittatura di Rafael Leónidas Trujillo.

    Le sorelle crebbero in Ojo de Agua a Salcedo, Repubblica Dominicana. Quando Trujillo (con l’appoggio degli Stati Uniti d’America) salì al potere, la loro famiglia (come molte altre nel paese) perse quasi totalmente i propri beni, prima nazionalizzati, poi incamerati direttamente dal dittatore nei suoi beni privati. Le sorelle animarono un movimento democratico chiamato 14 di Giugno, e lì conquistarono il soprannome di Farfalle. Furono incarcerate in varie occasioni, ma non abbandonarono mai la lotta contro la dittatura. Il 25 novembre del 1960 Trujillo inviò degli uomini ad intercettare la macchina su cui viaggiavano dopo aver visitato i mariti in prigione, le sorelle, totalmente disarmate, furono portate in una piantagione di canna da zucchero, bastonate e strangolate, quindi la loro auto venne fatta cadere in un burrone perché sembrasse un incidente.
    Trujillo credette di aver eliminato un problema, ma la morte delle sorelle Mirabal causò grandi ripercussioni nell’opinione pubblica dominicana (nonostante la censura), molte coscienze si scossero e il movimento culminò con l’assassino di Trujillo nel 1961.
    Nel 1995 la scrittrice dominicana Julia Álvarez ha pubblicato il libro Il tempo delle farfalle, da cui è stato tratto nel 2001 il film In the Time of the Butterflies con Salma Hayek nel ruolo di Minerva.
    Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 54/134 con cui scelse la data del 25 novembre per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in omaggio alle sorelle Mirabal.
    Jaime David Fernandez Mirabal, un figlio della quarta sorella Mirabal, Bélgica Adela “Dedé” Mirabal-Reyes (inizialmente non coinvolta nel movimento contro Trujillo), è membro attivo del Partito della Liberazione Dominicana (PLD) e ha ricoperto la carica di vice-presidente della Repubblica dal 2000 al 2004 durante il primo periodo della presidenza di Leonel Fernandez.

  3. titina.is scrive:

    Mia figlia Fabiola, all’età di 14 anni fu aggredita, ferita e minacciata(fortunatamente non violentata) da un giovane, nell’androne del cinema alle 17 del pomeriggio. Tutto successe solo per la forte somiglianza di mia figlia all’ex ragazza dell’ aggressore, nella colluttazione Fabiola rimase ferita al volto e le fu rotto il lobo di un orecchio, ma il problema maggiore fu il terrore subito che le costò e ci costò mesi di incubi notturni e grande paura ad uscire di casa anche solo per andare a scuola. Ho raccontato questo tristissimo momento della mia vita per dare una testimonianza diretta di quanto dànno possa causare la violenza, soprattutto quella sulle donne… di qualsiasi età!!! p.s. aggiungo un particloare: se mia figlia non subì ulteriori danni, è da ringraziare solo un giovane che intervenne per liberarla dall’aggressore, strappandoglielo letteralmente da dosso….nessuno si azzardò a muovere un dito…eppure di gente ce n’era!!!

  4. lucia1.tr scrive:

    La violenza maschile è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e 44 anni, più del cancro, degli incidenti stradali e delle guerre. Lo riporta un comunicato del Fondo delle Nazioni Unite per la Donna (Unifem) che cita dati Istat. In Italia il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, ha annunciato un piano nazionale della violenza sulle donne, che sarà finanziato con 20 milioni di euro. «È una iniziativa che sarà attuata per la prima volta in Italia – ha detto il ministro – Sarà un piano organico di azioni sinergiche per contrastare e prevenire la violenza sulle donne. Associazioni, istituzioni e tutti i soggetti coinvolti lavoreranno in modo organico per contrastare questo fenomeno.”Il ministro Mara Carfagna ha anche lanciato insieme al vice presidente del Senato Emma Bonino la campagna “End Fgm – Petali di rosa per la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili” che l’Associazione italiana donne per lo sviluppo (Aidos) e Amnesty International condurranno da oggi
    La violenza più subdola continua a consumarsi tra le mura di casa, dietro la cortina di una vita “normale”. L’aguzzino nella maggioranza dei casi è un uomo che la vittima conosce molto bene. E’ il marito o convivente, un amico,il fidanzato, un conoscente. Solo il 3,5% dei violentatori non ha mai visto la donna che si accinge a stuprare e non più del 10% degli stupri commessi in Italia, secondo i dati Istat, sono attribuibili a stranieri.

  5. Giulian.rm scrive:

    Quest’anno, il giorno del ringraziamento, coincide con la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne, una data stabilita nel 1999 dalla risoluzione 54/134 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
    La data del 25 novembre non è casuale: in questo giorno, nel 1960, avvenne il brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal, “le Farfalle”, attiviste politiche della Repubblica Dominicana, sotto l’ordine del governatore Rafael Trujillo.
    Nel 1993, con la Dichiarazione sull’eliminazione della violenza sulle donne, le Nazioni Unite riconobbero l’estrema necessità dell’applicazione universale sulle donne dei principi di uguaglianza, libertà, integrità e dignità di tutti gli esseri umani, preoccupandosi del fatto che la violenza sulle donne sia un ostacolo al raggiungimento dell’uguaglianza, dello sviluppo e della pace. Questa dichiarazione definì la “violenza sulle donne” come ogni atto di violenza basato sul genere, che sfocia in danni fisici, sessuali o psicologici; fu inclusa anche ogni minaccia, coercizione o deprivazione della libertà, che questi atti avvengano nella vita pubblica o privata.
    Sarà difficile, domani, non pensare a Sakineh Ashtiani, Asia Bibi, Norma Cruz e tutte le altre donne meno conosciute, ma che soffrono in ogni angolo del mondo.

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