L’albero di Alba Morsilli – Genova – GE

In una baracca di legno che noi chiamavamo casa, c’era allegria, era Natale anche per noi bambini. L’albero c’era ma nulla v’era appeso!
Il tintinnio dei soldini che mio padre metteva sul tavolo di legno, non lo scorderò mai.
Tutto, di quei tempi, mi è rimasto impresso nella memoria, come la campanella della scuola.
Lo sguardo significativo di mio padre l’ho capito quando ormai ero grande. Egli non si arrese alle ristrettezze della situazione e, con cartone, fece dei cerchietti, li colorò e con essi fece l’addobbo natalizio all’albero.
Ricordo ancora felice un bel Natale, accanto alla stufa ad ascoltare papà che ci leggeva il libro Cuore. (Alba)

 

Il presepe di Riccardo Avanzi – Vertemate con Minoprio – CO

“Fino da bambino ho sempre amato costruire il presepe – già alla metà di Novembre io e mio Padre andavano nei boschi sopra il paese di Cavallasca per raccogliere muschio, sassolini, legnetti, pungi topo (Ruscus Aculeatus ) dalle bacche rosse, che mia Madre con tanta pazienza dipingeva di giallo oro, cartone, vecchi giornali, la carta stagnola non doveva mancare, altrimenti addio fiume. Per il laghetto bastava un specchio, tanto cotone per la neve, per il colore bastava quello che mio Padre usava per tinteggiare la casa, poi lui sapientemente, con varie polveri creava tanti tipi di colore. Si iniziava con i giornali bagnati e si costruivano montagne e dune.

Già il giorno della Immacolata tutto doveva essere pronto, un presepe povero, per una casa di contadini, operai.
Avreste dovuto vedere mio Padre con un lapis in mano, dal fondo della nostra grande cucina, come un pittore, controllare da ogni lato la prospettiva, tutto doveva avere il proprio ordine, ma per me era più che perfetto.
Finalmente arrivava il momento degli addobbi, e dei personaggi: qui entrava in scena mia Madre, che dopo varie discussioni con mio Padre, decideva come disporre la casa della Natività, il fiume, il laghetto, e tutti gli altri oggetti che servivano ad addobbare il nostro presepe, tutta soddisfatta la sentivi bisbigliare, questo lo mettiamo qui, quest’altro lì, la casetta dei pastori là, io ridevo nascosto dietro la tenda, nel vedere le varie espressioni di mio Padre, che a secondo, se era d’accordo o meno, scrollava il capo senza parlare.
L’unico mio compito era la deposizione nella mangiatoia del Bambino Gesù la notte della vigilia, finalmente alla sera, luci spente, camino acceso da un lato della cucina, dall’altro il mio presepe illuminato, e cosi fino alla Epifania io dormivo vicino al presepe, fantasticando, di pastori e Magi, mi vedevo come un personaggio all’interno del presepe, il mio Santo Natale cominciava al giorno dell’Immacolata e finiva all’Epifania – regali pochi, fantasia tanta.
Questo però mi fece capire che nelle usanze non ci sono spiegazioni – nel cercare una logica, tu potresti rimanere deluso: devi solo sognare e lasciare che il presepe ti parli.
La silenziosa parola dell’amore e della poesia.” (Riccardo)

ED ORA CARI ELDYANI RACCONTATE ANCHE VOI TOCCANTI RICORDI DI UN NATALE CHE FU…

14 Commenti a “Ricordi di Natali che furono…di Alba Morsilli e Riccardo Avanzi (trovati girando in rete)”

  1. lieta scrive:

    ele so felice ke sei riuscita poi da sola nella vita crearti spazi veri di autostima personale. ele ti voglio benissimo e ti penserò a natale donna libera indipendente altruista. sembra na vicenda dickensiana. belle feste ele meriti il meglio possibile ke ti aggrada, ciao carissima

  2. franco muzzioli scrive:

    Al giorno d’oggi è raro sentirsi orgoglioso di appartenere ad una comunità , dopo il commento di Eleonora (e non solo) mi sento orgoglioso di appartenere alla famiglia di Eldy.
    Ho solo un pò di vergogna per una fortuna immeritata e perchè non faccio a sufficenza per gli altri.
    Sono veramente onorato di esservi amico….Buon Natale.

  3. eleonora carretta scrive:

    I NATALI DELLA MIA INFANZIA
    in orfanotrofio si viveva tutto l’anno in carestia. ogni giorno con asinello e carretto si faceva il giro delle case di Trento per la questua altrimmenti non si mangiava.
    Ma il nostro natale era speciale.in tavola anzichè gli avanzi di cibo degli altri trovavamo arance, mandarini e banane e….. una palla di pezza imbottita di segatura che dovevamo restituire integra alla sera per esserci ridata al natale successivo.
    ero al massimo della felicità.
    il 24 notte sarò in turno con unità di strada della croce rossa a milano a portare conforto morale e materiale ai senzatetto. non dico di esserne felice ma è natale anche questo

  4. lucia1.tr scrive:

    Il Natale dei miei ricordi è nitido e chiaro, fatto di piacevoli sensazioni. A Natale era una gioia restare in casa, non si partiva per luoghi lontani. Si restava insieme per gustare le piccole cose che davano la felicità, fare l’albero e il presepio con i piccoli addobbi di sempre, magari confezionati con le proprie mani, ogni oggetto una storia da raccontare. Il Natale non era soltanto una folle corsa al regalo inutile, ma un momento di riflessione e di condivisione di affetti, oggi non avverto più gli stessi profumi, mi guardo intorno sento e vedo una inutile corsa verso luci che abbagliano inutilmente…

  5. nadia rm scrive:

    Anche nella mia famiglia cèra penuria di tutto,il mio papa’di mestiere faceva il muratore e a quei tempi quando era freddo o pioveva i muratori non lavoravano e di conseguenza non cèra da scialare.Nei miei ricordi di bambina cè un albero di natale (il presepe in casa mia non si faceva)che non dimentichero’ mai,la mia mamma addobbava l’albero con mandarini, noci ricoperte di carta stagnola,fiocchi rossi e alla fine…..candeline,ma candeline vere che si accendevano con il fiammifero.E venne la notte di natale,accendemmo le candeline,poi la classica tombolata e puuuuuuuuuuuuffffffffff,una grande grandissima fiammata,l’albero andava a fuoco.Pero’,che bei natali.

  6. pasquino scrive:

    A Roma sono molti i luoghi, soprattutto nel centro, in cui vengono ricreati i presepi. Vi ricordo il presepe genovese che si realizza con pastori di legno, il presepe pugliese che utilizza la carta pesta per realizzare il prodotto finito, il presepe siciliano realizzato con l’aggiunto di prodotti tipici siciliani come rami; e infine il presepe napoletano che si caratterizza per la costruzione di pastori in terracotta.
    VENTI DER NORD
    Appresso li sfracelli
    de pornoLombardia,
    mo guvernano quelli
    der PAGACCUSI’SIA
    co l’Itajani stesi
    da ‘st’antri milanesi.
    BOCCONIANI AMARI
    Sarà un Natale con poche luci, un Natale di crisi, un Natale magro… ma sarà sempre un Natale speciale se lo passerete con chi vi vuole bene!
    A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore, a chi saluta ancora con un bacio, a chi lavora molto e si diverte di più, a chi va in fretta in auto, ma non suona ai semafori, a chi arriva in ritardo, ma non cerca scuse, a chi spegne la tele per fare due chiacchiere, a chi è felice il doppio quando fa la metà, a chi si alza presto per aiutare un amico, a chi ha l’entusiasmo di un bambino e i pensieri di un uomo, a chi vede nero solo quando è buio, a chi non aspetta il Natale per essere migliore… Buon Natale.

  7. giulian.rm scrive:

    Volete stupire i vostri nipotini, e dimostrare quanto siete bravi con il PC?
    Aprite il vostro browser (Explorer, Firefox, Chrome, non fa differenza), andate su Google e scrivete:
    let it snow
    Che succede? Si… bravi… dei candidi fiocchi di neve cominciano a cadere dall’alto del monitor.
    Se aspettate qualche secondo, vedrete lo schermo appannarsi e potrete addirittura scriverci sopra (stile finestrini dell’auto) tenendo premuto il pulsante del mouse.
    Volete spannare tutto e riprendere le vostre ricerche su Google? Semplice, basta premere il nuovo pulsante blu apparso: Defrost. Così lo schermo tornerà normale, ma vedrete ancora cadere i fiocchi di neve.
    Attenzione il pulsante defrost comparirà dopo pochi secondi.

    Tanti Auguri di Buone Feste a voi e alle vostre famiglie!

  8. nikodireggio scrive:

    buongiorno sono nata nel profondo sud e quando ero piccola non conoscevo l’albero di natale…………..non conoscevo i doni
    giocavo con i miei compagni con le noccioline e facevamo le scintille tutto vissuto bene perchè se non sai niente di manca
    ho conosciuto queste cose quando sono emigrata in una torino
    non molto accogliente vabbe…………andiamo avanti
    auguro a tutti la dolcezza nel cuore

  9. lieta scrive:

    ahhaah rica do ut des. noi 8 bimbi in famiglia, il presepe sempre rielaborato da noi bimbi + piccoli co le lucine, ricordo na volta la scossa ke ho preso. il papa’ comprava uva fine stagione e grappolo lo metteva sopra cucina e a natale si mangiava appassito. la nostra attesa innocente dei doni del Bambinello, quasi unici regali dell’anno, la casa ke le sorelle maggiori strigliavano per bene. e noi gli ultimi 4 della squadra, le corse in cucina, unico locale riscaldato da stufa a legna economica, ci si cuocevano cibi tutti, la mattina del Dì Santo, trovare sul divano i regali, solitamente cose necessarie, guanti cappelli maglioncini, o ricordo piccola cucina tavolino e sedie x bambola fatte da papa’…………..

  10. franco muzzioli scrive:

    Cara Alba è molto poetica la descrizione di questi presepi”lontani” che spesso rappresentavano proprio la vita contadina ed operaia, una specie di trasposizione della realtà.
    Ci sono molti presepi animati dalle mie parti ,dove sono rappresentati quasi tutti i mestieri (statuine in movimento) …..la sarta che cuce, il fornaio ,l’arrotino, il fabbro ,il contadino che scarica il fieno, il pescatore, l’impagliatore di sedie ecc. vedi come sono ormai lontani ed improbabili questi personaggi, i nostri nipoti ,almeno quelli che abitano nelle grandi città ,forse non hanno mai visto un arrotino od un impagliatore di sedie .
    Il presepe è una tradizione che deve continuare per non dimenticare le nostre radici ,al di la dell’aspetto religioso è un modo per ricordare quello che era la vita di un tempo….a mio parere importante come il dialetto che non deve essere patrimonio solo di minoranze xenofobe , ma bagaglio della cultura di un popolo o anche solo di una piccola comunità.

  11. Spielman Von Zuhoerer scrive:

    Le Feste si stanno avvicinando a grandi passi (a oggi, 18 Dicembre, siamo a sette giorni dalla Vigilia di Natale e a quindici dal Nuovo Anno), colgo l’occasione per fare gli auguri di Buone Feste a tutti i lettori di questo Blog. Che le Feste siano per voi e le vostre famiglie, serene e piene di allegria; che il 2012 sia un anno positivo e felice, su tutti i punti di vista.
    Spielman von Zuhoerer (Spitz)

  12. albamorsilli scrive:

    scrissi il mio articoletto in un giorno di delusione a vedere come i bambini di oggi non si accontentano di quello che ricevono,colpa anche nostra che forse ci allontaniamo al vero significato del Natale, eppure Lui è nato in una mangiatoia e noi materialisti ed egoisti avidi pensiamo solo quello che abbiamo nelle mani.
    Per fortuna si ripeto per fortuna la crisi ci sta portando ad esserepiù semplici a guardarci negli occhi senza guardare che cosa hai nelle mani.
    Manca tanta umiltà dentro di noi e ci isoliamo sempre di più senza renderci conto che si ha bisogno di poco per vivere bene

  13. franco muzzioli scrive:

    Ho fatto un presepe in carton gesso, scagliola e materiali vari che ho esposto in una chiesa….ma se volete vedere dei veri capolavori dovete recarvi a Reggio E. in via San Nicolò 1 ed ammirare gli splendidi diorami di Giancarlo Beltrami, unici al mondo per la bellezza ,arte e precisione, vale veramente la pena andarli a vedere.

  14. riccardo2.co scrive:

    Commenti abilitati
    Carissima alba come mi ci rivedo nel tuo scritto, però io ero un po più fortunato perche avevamo una grande casa anche se era vecchia di duecento e passa anni, e mio padre aveva una specie di zoo da cortile, i soldi mancavano ma il pane e companatico per fortuna quelli non mancavano mai, ricordo anch’io quando il papà dopo il lavoro e la stalla rientrava in casa, con un ramo di abete, lo poggiava ad una parete vicino all’enorme presepe e con mia madre lo addobbavamo con fichi secchi cerchietti di carta stagnola, e io costruivo una stella cometa a 5 punte la ricoprivo di stagnola color oro e la posavo sulla cima del ramo di abete, domenticavo grazie a dei vicini Milanesi, che passavano la vacanze Natalizie in una grande villa, mettevamo anche dei mandarini sull’albero, che ogni anno non scordavano mai di regalarci.
    P,S
    se volevano mangiare uova fresche ed un bel cappone per l’ultimo dell’anno.
    la mia cattiveria l’ho detta anche a Natale.

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