LIGABUE Antonio Ligabue,
nato Antonio Laccabue (Zurigo, 18 dicembre 1899 – Gualtieri, 27 maggio 1965).

L’immagine della belva feroce lo ossessionava, l’aveva sempre davanti agli occhi quella enorme bocca spalancata, a due dita dalla sua fronte.

Riusciva a vedere il fondo della sua gola rossa ed il vibrante, terribile, assordante ruggito lo terrorizzava, al punto da cercare riparo sotto il letto.

Vedeva quegli enormi denti bianchissimi, aguzzi, bagnati dalla bava che colava al lati delle fauci. Ne sentiva l’alito pesante, caldo soffiargli in viso.

Le labbra della belva nel ruggito, si ritiravano scoprendo i denti bianchissimi in una terribile minaccia.

La zampa sinistra alzata, pronta a colpire, con quelle unghie affilatissime pronte a ghermirlo, lo costringeva a retrocedere fino ad arrivare all’angolo più lontano e buio della sua cameretta, dove papà lo rinchiudeva spesso in crudele castigo.

E quegli occhi… quegli occhi terribili, gelidi, che lo fissavano immobili.

Se avesse urlato per la paura sarebbe stato peggio: papa lo avrebbe bastonato.

<Se non stai bravo ti chiudo nella tua camera al buio e le bestie feroci ti sbraneranno> minacciava sempre!

Lui, Antonio, le bestie feroci le vedeva davvero. Le vedeva bene. Erano dentro di lui, nella sua testa.

Non le aveva mai viste dal vero, se le era inventate.

Vedeva bene quegli animali ma non li sapeva descrivere, non ne era capace.

Ci provava, ma per Antonio le parole erano pezzi di sapone: appena ne afferrava una gli scivolava subito via, lontano!

Allora ne cercava un altra ma, anche quella, ugualmente scivolava via, lontano. Tutte le sue parole erano insaponate, tutte scivolose.

Tutte le parole che cercava di usare sfuggivano lontane da lui, perdendosi nel vuoto della sua mente e gli rimbombavano in testa, come l’accozzaglia di suoni degli strumenti della banda del paese, quando i musici provavano gli strumenti.

* TU PROVA  AD AVERE UN MONDO NEL CUORE E NON RIESCI AD ESPRIMERLO CON LE PAROLE.

E LA LUCE DEL SOLE DIVIDE LA PIAZZA, TRA UN VILLAGGIO CHE RIDE E TE, LO SCEMO CHE PASSA! (un matto: Fabrizio De Andrè)

Antonio era figlio di una famiglia difficile e nel corso della sua infanzia subì varie angherie.

Odiava il padre, ritenendolo responsabile della morte della madre.

*E senza sapere a chi dovessi la vita

in un manicomio io l’ho restituita:

qui sulla collina dormo malvolentieri

eppure c’è luce ormai nei miei pensieri,

qui nella penombra ora invento parole

ma rimpiango una luce, la luce del sole. (un matto)

Antonio oggi sarebbe considerato un ragazzo disadattato, bisognoso di assistenza, ma allora le cose erano molto diverse, molto!

Venne prima affidato ad una famiglia di contadini svizzeri ma il suo difficile, irascibile carattere, lo costrinse a cambiare diverse scuole.

Una violenta crisi nervosa obbligò le autorità a rinchiuderlo in manicomio.

Fino ad allora  Antono aveva vissuto in Svizzera con i genitori adottivi ma, espulso proprio per il suo carattere violento, tornò in Italia,  dove trovò ospitalità in un istituto  nei pressi del suo paese di origine.

Non riusciva ancora ad esprimere  un pensiero completo, coerente. Non conosceva neppure l’italiano.

Sempre più perseguitato dalle orribili visioni di belve terribili che minacciavano la sua debole mente cominciò a rappresentarle con disegni.

  

Dapprima semplici figure, poi via via sempre più complesse,definite, colorate.

Con la pittura riusciva ad esprimere quello che lo tormentava, quello che la sua mente malata vedeva, le sue paure, i suoi incubi.

Qualcuno si accorse delle potenzialità nascoste in quell’uomo.

Prendendosi cura di lui, insegnandogli i primi rudimenti della pittura, insegna a Ligabue come usare colori e strumenti.

Comincia ad essere conosciuto, le sue figure fantastiche lo rendono famoso e apprezzato come pittore naif.

Tigri, leoni, serpenti, animali che combattono tra loro, belve che minacciano, aggrediscono…. si alternano con paesaggi campestri raggianti di luce e tanta pace.

Autoritratti, tanti autoritratti…

Finalmente a Ligabue è stata data la dignità di uomo grazie alla sua pittura permettendogli di esprimere quello che sentiva.

Dignità che spetta a chiunque, senza che altri pretendano che, per potersi esprimere, si debba necessariamente avere cattedre a disposizione.

*Le mie ossa regalano ancora alla vita:

le regalano ancora erba fiorita.

Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina

di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;

di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia

“Una morte pietosa lo strappò alla pazzia”.  (un matto).

Molti anni fa la Rai-tv mandò in onda uno sceneggiato, dedicato ad Antonio Ligabue, che riscosse molto successo di pubblico e di critica, permettendo a molti Italiani di conoscere questo sfortunato artista.

Notizie e spunti biografici tratti dalla rete.



11 Commenti a “LIGABUE pittore NAÏF scritto da alfred-sandro.ge”

  1. armida.ve scrive:

    Che bella sorpresa, questa pagina! Che meraviglia di colori, che ricchezza di notizie!
    Grazie, Alfred-Sandro e grazie e complimenti a Paola per come ha realizzato e postato il tutto. Ricordo lo sceneggiato televisivo che mi fece conoscere Ligabue, tanti anni fa e ricordo l’interprete, un bravissimo, affascinante Flavio Bucci(spero che la memoria non m’inganni).

  2. riccardo. scrive:

    Commenti abilitati Molto interessante l’articolo su Ligabue, scusandomi dell’intromissione, vorrei consigliare al Franco Muzzioli e ai lettori di parliamone un Modenese che oltre ad imitare Ligabue per me lo ha eguagliato, se non superato, questo artista si chiamava Covili Gino, di Pavullo nel Frignano, guardate i suoi dipinti anche in web e confrontateli con quelli del Ligabue, sono tutti molto belli, ma per me quelli del Covili hanno quel qual che di più.
    Saluti a tutti Riccardo Avanzi.

  3. edis.maria scrive:

    Le opere di Ligabue mi hanno sempre affascinato, ma anche turbato! Quindi gradisco molto l’idea di presentarci un artista così speciale , che mi ha dato l’idea di ” ripassare” tutto di Lui. Paola e Alfred mi complimento per l’impostazione, l’impaginazone , la musica e i video!

  4. franco muzzioli scrive:

    Comunicazione di servizio:Paola controllata la e-mail è perfetta!
    Fornisco gli estremi per il MUSEO ANTONIO LIGABUE di Gualtieri (RE)….piazza Bentivoglio 0522 221869 …aperto sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 dalle 15 alle 18.30…….vi lasciano alcune ore per mangiare….e vi garantisco che potrete soddisfare con il massimo risultato la vostra gola:
    tortelloni di zucca – tortelli di erbette – risotto alle quaglie o alla pilota – somarino con la polenta – pesce di fiume in tutte le cotture …….

  5. sandra .vi scrive:

    Bellissimo questo tuo post ,alfred sul grade pittore naif Ligabue ,e grazie a Paola per l’impostazione.Le opere di Ligabue mihano sempre sffascinato con la loro arte cosi’ primitiva ,ricca di genio e follia ,I suoi autoritratti cosi’ espressivi

  6. franco muzzioli scrive:

    Ligabue aveva la stessa lucida pazzia di Van Gogh , partiva a dipingere dall’alto ,come per scrivere una lettera e rifiniva, completava , arricchiva, la sua mente sconvolta , buttava nella tele tutta la sua enorma immaginazione.
    Le affinità con il pittore olandese , si osservano soprattutto negli autoritratti dove una specie di compiacimento o sindrome di Dorian Gray aleggiava e rendeva più pregnanti i dipinti.
    Personalmente sono attratto dalle sculture ,di una perfezione e di un realismo ottocentesco, superiore a quella dei quadri.
    Spesso in queste si ravvisano le impronte digitali del pollice che usava per plasmarle con la grassa terra del Po ….la terra madre.

  7. alfred-sandro1.ge scrive:

    grazie e complimenti a paola per l’impeccabile impagginazione e per la scelta appropriata di immagini e video.

  8. franco muzzioli scrive:

    Il testo della bella canzone di De Andrè esprime perfettamente l’anima dal màt ed Gualtieri.
    Eravamo nel 1963 ,lavoravo anche nel reggiano ed un giorno in casa di un amico a Guastalla, vidi un quadro splendido, circa due metri per settanta centimetri. Rappresentava una lepre in fuga nella brughiera. Una brughiera piena di fiori , di insetti di tutti i tipi, ravvisai la grandezza dei pittori fiamminghi, il nobile naif del Doganiere , la fabulistica genialità del grande pittore. “E’ spledido questo quadro” dissi…”L’è dal màt ed Gualtieri! Al vòt cùmprèr? ” (E’ del matto di Gualtieri lo vuoi compoerare?)… “Mi piace …quanto vuoi? ” “Centocinquanta mila lire…..mi hanno detto che li vale”….Ci pensai ! …Prendevo allora quella cifra come stipedio mensile, mi ero appena sposato….declinai l’offerta con immenso dispiacere. Immaginate ora che valore potrei avere in casa!?!?
    Da quel giorno segui le orme di Antonio Ligabue , visitai tutte le mostre ….a Gualtieri c’è un museo splendido con moltissime sue opere che consiglio vivamente di visitare.

  9. Lorenzo.rm scrive:

    Un bellissimo post, Sandro. Personalmente te ne sono molto grato.

  10. titina.is scrive:

    Grande pittore naif, nelle sue opere racchiude arte, genio e follia, mi piace tantissimo! Fra i suoi dipinti, quello che preferisco è il suo autoritratto, lo sguardo magnetico mi affascina. Grazie Alfred per aver scritto un articolo su Ligabue!

  11. marc52 scrive:

    Antonio Laccabue, poi diventato Ligabue! Il più famoso pittore naìf! La “pazzia” che si fa arte. Grande pittore istintivo, onirico, come è la pittura naìf con i suoi animali che amava più degli uomini, che ne imitava i suoni che emettevano, i ruggiti. Le sue amate tigri, con le fauci sempre spalancate. Uomo violento, che ha passato molti anni della sua vita in manicomio. Un pittore che dipingeva con la mente, con la fantasia, lui non copiava, lui aveva tutto nella sua mente, nella sua anima, nelle sue visioni oniriche. Nei suoi autoritratti ci metteva una meticolosa quasi maniacale alla ricerca del dettaglio, negli abiti che indossava, quasi a volersi sentire rispettato, riverito. Ha realizzato più di 100 ritratti di se. In una ricerca un po’ “narcisistica” del suo vero io, della sua personalità, amava vestirsi da donna, quella… donna che lui cercava per se. ul mat, come veniva chiamato dai suoi concittadini. Ci lascia la sua anima, i suoi amati animali, la sua sensibilità di uomo e di pittore, disagiato da pittore genialmente” pazzo.” Amo molto la sua pittura, la sua vita ai margini della “normalità,” se si può veramente definire cosa sia la normalità. Vorrei permettermi di allegare un video documentario che lo ritrae come era veramente.
    Antonio Ligabue http://youtu.be/U31RpDvT-rwIl
    UNA PRECISAZIONE SU COSA E’ LA PITTURA NAìF (preso in rete)
    termine Naïf è di origine francese e tradotto in italiano, ha il significato di ingenuo, primitivo. Nel campo dell’arte, viene usato per indicare forme artistiche, che hanno caratteristiche estetiche ed espressive, che denotano una creatività istintiva, non colta, una visione positiva della natura da parte dei loro autori.

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